« La Costituzione assume l’eguaglianza come suo principio essenziale, oggi invece aumenta la diseguaglianza. La nostra società è ormai divisa in strati e questi strati non sono comunicanti. »
Così, lunedì 12 gennaio, Luca Cordero di Montezemolo ha aperto il convegno « Uno sguardo verso il futuro », in occasione del 60° anniversario della Costituzione della Repubblica italiana, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, di cui è Presidente. Presenti importanti rappresentanti delle istituzioni del Paese, di ieri, di oggi e di domani, tra cui, in primis, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ed il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick. Dai temi e problematiche sollevati dal Presidente Napolitano stesso, nel suo discorso di fine anno alla Nazione, si è riflettuto sulle auspicabili e necessarie riforme del Paese nell’avvenire.
Gino Scaccia, professore di diritto e giustizia costituzionali, ha colto l’occasione per intervenire in materia di federalismo e, in particolare, sul « come conciliare unità e pluralismo istituzionale, secondo moduli imperniati sulla reciproca cooperazione più che sull’autoritativa direzione statale ». Attraverso la promozione di un’ipotetica Camera delle Regioni e delle autonomie e di un’integrazione tra i processi politici locali e nazionale, Scaccia ha parlato di una legge statale restituita al suo ruolo di indirizzo e di coordinamento dei centri di produzione normativa decentrati. Questo processo, perché di processo di tratta, l’ha identificato come sfida, come « una sfida culturale, perdendo la quale, le stesse innovazioni di ordine formale che pure si vagheggiano resterebbero lettera morta, ospiti sgraditi di un organismo sociale impreparato ad accoglierle ».
Il Presidente della Corte costituzionale ha voluto, invece, porre l’accento sui Principi fondamentali della Costituzione e manifestare il suo apprezzamento all’ormai unanime ammissione di irrinunciabilità ed immutabilità degli stessi. Ha parlato di lungimiranza e di « presbitismo » dei nostri Padri costituenti, in considerazione della costante adeguatezza della Carta ai cambiamenti storici, dal 1948 ad oggi. Riconoscendo, però, i Principi come « tavola di valori », ha sottolineato il fatto che a questi si può aderire ma sono e rimangono le regole ad essere applicate ed osservate. Inevitabile è oggi, dunque, un intervento del potere legislativo e un riequilibrio, non dei diritti bensì delle funzioni. È stato citato Norberto Bobbio, per il suo pensiero ancora attuale, il quale nel 1964 affermava : « Il problema dei diritti dell’uomo non è quello di fondarli, ma quello di proteggerli e, cioè, la loro effettività. Ciò può avvenire soltanto attraverso l’uso (legale) del potere ». Il potere ha bisogno del diritto , dal quale riceve la propria legittimazione e i diritti hanno bisogno del potere per potersi affermare.
Nel corso del convegno si sono, altresì, affrontate le tematiche della concorrenza, della spesa e del debito pubblico, della dimensione europea, di quella internazionale e, infine, della supplenza impropria della giurisprudenza, in ambito politico, determinata dall’incapacità politica stessa a compiere chiare scelte di valore e a farsi interprete dei nuovi bisogni. Il Presidente Montezemolo ha manifestato l’esigenza di un « nuovo patriottismo civile, in cui capacità di rischiare, merito, mobilità sociale, senso dello Stato e delle istituzioni, attenzione al bene comune e sulla base di una forte « molla etica », contribuisca ad avviare un grande processo di cambiamento rivolto al futuro che aiuti a farci uscire da questa crisi in tempi ragionevoli. … Tutti, nessuno escluso, debbono contribuire a instaurare un clima di fiducia non solo a parole ma soprattutto con azioni che comportino forti assunzioni di responsabilità ».









