
I nostri avversari ci impongono una stretta disciplina mentale: è una lezione riscontrabile in diversi manga giapponesi e nei kung-fu movie di Hong Kong. Per vincere il nemico bisogna essere più rapidi, più intelligenti, in poche parole migliori: il confronto con un avversario più forte è una leva indispensabile per il proprio perfezionamento. Chi intende battere Silvio Berlusconi deve comprendere le ragioni della sua forza, in uno sforzo interpretativo più coraggioso rispetto alla semplice critica: per capire l’Italia di oggi è imprescindibile analizzare l’individuo che ha marcato in modo determinante la storia del nostro paese negli ultimi quindici anni.
Sui demeriti di Berlusconi, altrettanto grandi e significativi dei pregi, si è già scritto molto. Anche sul suo impero economico e mediatico, determinante per il mantenimento del suo potere, sono già state prodotte analisi approfondite. Invece, cerchiamo ora di focalizzarci sulle qualità personali che, nell’arena della competizione politica, lo rendono significativamente più forte rispetto ai suoi concorrenti.
- Capacità di cogliere le opportunità: è la qualità fondamentale di Silvio Berlusconi, quella che lo distingue maggiormente dagli avversari e dai suoi stessi compagni di partito. E’ un punto fondamentale per spiegare la sua ascesa ed il suo impatto sull’Italia attuale. Berlusconi ha intercettato almeno due onde storiche macroscopiche: il passaggio ad un modo di produzione basato sull’informazione e sulla comunicazione, che ha monetizzato tramite il business televisivo negli anni ’80 e ’90, ed il vuoto di potere creatosi dal ’92 al ’94, legato a tangentopoli e alla crisi dei partiti storici. Il suo progetto ha incarnato lo spirito del tempo: le formazioni politiche della prima repubblica, ad eccezione del PSI, avevano dimenticato intere fasce sociali come, per esempio, quella generata dall’imprenditorialità diffusa post-anni ’70. La macchina politica di Berlusconi è stata congruente con le condizioni produttive della sua epoca, incassando per questo un premio di lungo periodo.
- Carisma: è l’abilità di base di tutti i grandi leader politici, che siano Barack Obama o Mao Tse Tung. Berlusconi ha l’abilità, in parte innata in parte affinata nel corso del tempo, di elettrizzare i suoi interlocutori. La capacità di generare coinvolgimento emotivo, magnetizzando l’attenzione della popolazione e dirigendone le aspirazioni, è stata utilizzata in modo sistematico ed è responsabile di molti fenomeni che, altrimenti, non sarebbero spiegabili dal punto di vista dell’analisi razionale delle scelte di voto. Inoltre, Silvio Berlusconi è stato capace di implementare una strategia comunicativa pianificata, finalizzata al raggiungimento di una presenza costante sui media, senza farlo percepire ai propri avversari, che ancora oggi lo sottovalutano.
- Abilità nel “rilanciarsi” costantemente: contrariamente a tutte le previsioni e a tutti i dati di tipo politico, economico e biologico, Silvio Berlusconi è riuscito sempre ad essere percepito come “innovativo”. Il suo personaggio, ben costruito, è sempre “sul pezzo”, mutando a seconda di dove spira il vento dell’opinione pubblica, essendone orientato o, in molti casi, orientandola.
- Pragmatismo: Berlusconi, contrariamente ad alcune letture iniziali, non incarna l’ideologia neoliberista. Anzi, la sua prospettiva è di tipo profondamente pragmatico, basata su una totale assenza di schemi pre-concetti. La retorica liberista è stata utilizzata fino a quando ha funzionato, per poi essere abbandonata in altre occasioni, ad esempio con le recenti ingerenze statali avvenute nella vicenda Alitalia. Inoltre, contrariamente a molte delle interpretazioni che sono in circolazione, Silvio Berlusconi non è il massimo rappresentante dell’antipolitica. Al contrario, si è servito dell’antipolitica nelle fasi storiche in cui ciò è stato utile per la conquista del potere; altrimenti ha utilizzato, con grande abilità, i classici mezzi di costruzione delle coalizioni ed aggregazione del consenso, in modo assolutamente congruente con la tradizione mediterranea. Silvio Berlusconi è un animale politico per eccellenza, che sa cosa vuole e che riesce a trovare, o a inventare, i mezzi per ottenerlo all’interno delle diverse contingenze storiche.
Comprendere a fondo questi fattori non significa doverli necessariamente applicare: non tutte le opportunità vanno colte, non tutte le folle vanno elettrizzate e, soprattutto, non tutte le idee vanno abbracciate o abbandonate sulla base dei vantaggi che possono generare. In ogni caso, capire il processo di formazione e mantenimento del potere legato a Silvio Berlusconi è molto importante: bisogna analizzarlo, digerirlo e rielaborarlo in chiave creativa e pro-attiva. Il personaggio è veloce, concreto, flessibile ed abile nel cogliere le svolte storiche: se intendono vincere, i suoi avversari devono agire di conseguenza.




































Raffaele Mauro
Nato a Pescara nel 1980, è cofondatore de Lo Spazio della Politica. Si occupa di gestione degli investimenti in Annapurna Ventures, società di venture capital specializzata nell'investimento in tecnologie digitali. E' Alumnus della Singularity University. Per LSDP si occupa di finanza e innovazione.