Il nuovo working paper dello Spazio della Politica, firmato da Alessandro Aresu, prende le mosse da un libretto interessante, “The Godfather Doctrine” di John C. Hulsman e A. Wess Mitchell. Lo scopo di questo testo è rendere nuovamente attraente (anzi, sexy) il realismo nel dibattito politico americano, a partire da una “parabola” di politica estera: appunto, “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Il suggerimento degli autori per l’era successiva a Bush Jr. è di prendere esempio (strategicamente e tatticamente) da Michael Corleone, il vero realista della vicenda, lasciando perdere le tentazioni conservatrici autodistruttive del fratello maggiore Sonny e la continua volontà di trattare e consigliare senza agire di Tom Hagen.
Ora, perché questa riflessione è importante?
Anzitutto, perché l’idea di raccontare la politica estera attraverso una “parabola”, per quanto possa condurre a eccessive semplificazioni, si adatta bene allo stile portato avanti dallo Spazio della Politica. Inoltre, il libro è uscito prima dell’elezione di Barack Obama, e perciò suscita naturalmente alcune domande. Per esempio: in che modo è possibile leggere il percorso di Obama in questi mesi a partire dalle lenti della “dottrina del Padrino” e, più in generale, del realismo? In che modo l’ispirazione “criminale” (pur nella sua coerenza interna) può legarsi alla “promessa” dell’America, a quell’elemento etico in cui dobbiamo leggere lo stesso motore della strategia realista? La Presidenza Obama corrisponde a un’idea di “promessa” o “missione” radicalmente nuova, e non più leggibile attraverso le vecchie categorie? Il nostro paper, a partire da alcuni articoli pubblicati in precedenza sul sito, cerca di approfondire queste domande. Perciò, buona lettura a tutti.










One Response to “Obama alla prova del Padrino”
[...] Wolfowitz si propone di demolire due cattivi piccioni con una fava: Obama e il realismo. Il che lo rende adatto per proseguire una discussione che abbiamo iniziato a partire da “The Godfather Doctrine”. [...]