Ci piace fare pubblicità nel nostro sito ai progetti di ricerca che tentano di vivacizzare e sprovincializzare con intelligenza la dimensione culturale della politica italiana, soprattutto quelli animati dalle nuove generazioni. E’ quanto abbiamo fatto nei giorni scorsi parlando del web magazine della Fondazione Farefuturo e del Caffè Geopolitico, ed è quanto vogliamo fare in questo breve articolo parlando di un’altra esperienza molto interessante e che conosciamo da vicino, il Centro di Formazione Politica.
Premessa: nel florilegio di think tank, associazioni, riviste web e centri studi dedicati alla politica che stanno spuntando come funghi in Italia bisogna evangelicamente tornare a separare il grano dal loglio. Dietro all’apparenza bisogna infatti distinguere e valutare la qualità: ci sono progetti legati a mere operazioni di immagine e di potere personale (l’elenco sarebbe lungo) e ci sono al contrario progetti che funzionano. Il Centro di Formazione Politica ideato da Massimo Cacciari e diretto da Nicola Pasini appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Anche se meno reclamizzato di altre esperienze, nel corso dei suoi cinque anni di vita il CFP è riuscito infatti a strutturare un programma di formazione politica vero, che dura tutto l’anno, che raccoglie partecipanti da tutta Italia e che prosegue le sue attività nella rete, nel sito dove sono archiviati i file audio di tutte le lezioni e ricco anche di altri contenuti, ad esempio le rassegne stampa tematiche molto ben curate. Per questi motivi il CFP è l’esempio di come un progetto politico-culturale di “parte” (prima nel legame con la Margherita, ora con il PD) possa contribuire al miglioramento generale del sistema politico italiano. No, non è un’affermazione contradditoria nè tantomeno esagerata. Perchè politici preparati e competenti, pur nell’inevitabile demagogia insita in ogni agire politico, sono in grado di confrontarsi nel merito dei problemi, fermo restando la diversità delle appartenenze e degli schieramenti. E soprattutto sono in grado di poter dar vita a quella “democrazia del riconoscimento” che noi de Lo Spazio della Politica abbiamo messo al centro della nostra ricerca sugli scenari politici de “L’Italia dopo Berlusconi” (qui abbiamo provato a spiegare perchè questo passaggio temporale è condizione necessaria).
Per finire, sul sito trovate le registrazioni audio della summer school del CFP che si è tenuta lo scorso fine settimana a Venezia. Alcuni contributi sono notevoli, due in particolare: la bellissima lezione (in italiano) del giovane direttore del dipartimento parigino del German Marshall Fund, Francois Lafond, sul rapporto USA-UE nell’era di Obama. E l’ormai classica ed imperdibile lezione di Massimo Cacciari sulla celeberrima conferenza di Max Weber sulla politica come professione, lettura obbligatoria, di nuovo a prescindere dalle appartenenze, per tutti coloro che pensano che la politica sia una cosa seria, che meriti passione e consapevolezza.









