La distorsione generata dalla connessione tra politica e impresa privata giunge abitualmente alla luce grazie a scandali e reportage giornalistici. L’ultimo lavoro di Federico Cignano e Paolo Pinotti, entrambi ricercatori della Banca d’Italia, cerca invece di misurarla in modo sistematico.
Nell’articolo “The costs of rent-seeking: Evidence from political connections”, è analizzata la performance delle aziende in cui lavorano persone elette nelle amministrazioni locali, prendendo in considerazione una popolazione di 11.000 individui. L’incremento dei profitti dopo le elezioni è stato in media del 5%, con punte più elevate nei luoghi geografici e nei settori altamente dipendenti dalla domanda pubblica. Tutto questo implica una notevole distorsione nell’uso delle risorse pubbliche e quindi un costo per la collettività. Studi di questo tipo mostrano come per attuare una vera politica della concorrenza siano necessari un migliore livello di controllo dei conflitti d’interesse e una maggiore trasparenza nella gestione delle amministrazioni locali. L’articolo è la sintesi di un working paper elaborato dagli stessi autori, pubblicato nel Maggio 2009 tra i “Temi di discussione” della Banca d’Italia.









