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10 set
Il paese senza futuro e il modello VeDro’
di Raffaele Mauro       sezione: Italian politics

no_future[1]Quest’articolo fa parte dello Speciale VeDrò de Lo Spazio della Politica

L’esperienza di VeDrò è stata illuminante: questa rete è attualmente uno dei luoghi di riflessione più lucidi presenti nel nostro paese. Non è necessario condividere le posizioni politiche dei principali animatori di questo network per capire che si tratta di uno dei pochi elementi “dinamici” riscontrabili oggi nella società italiana. Un posto in cui, al di fuori di formalismi superflui, è possibile scambiare esperienze ed elaborare una visione prospettica dello sviluppo nazionale.

Ovviamente, come in tutti i progetti fondati sul networking, il rischio della chiusura è in agguato: una rete nata con l’intenzione di migliorare il paese potrebbe degenerare in una tela di relazioni finalizzate a scopi meno dignitosi. Probabilmente non sarà così, VeDrò ha delle caratteristiche che le conferiscono un “valore aggiunto” che la differenziano rispetto a quanto accade in altri contesti.
Proviamo a sintetizzarle in tre fattori fondamentali:

Proiezione verso il futuro- L’elemento più rilevante che caratterizza gli appuntamenti annuali di veDrò, il fattore che maggiormente distingue questa rete rispetto ad altre iniziative analoghe, è la proiezione verso il futuro. Purtroppo, l’Italia è un paese che ha finito per incarnare il vecchio slogan distopico del movimento punk: “No Future”. La nazione ha dimenticato la propria proiezione temporale, privandosi di una progettualità di medio e lungo termine. Il problema è che un paese in cui muore il futuro tende a privarsi di un presente degno di essere vissuto. Nel corso di veDrò, in particolare all’interno dei workshop, l’elemento della progettualità intergenerazionale è stato sempre presente. Prendere in considerazione la connessione tra “tempo e responsabilità”, anche senza raggiungere i vertici di riflessione della Long Now Foundation, rende veDrò un network capace di dire cose rilevanti e originali, sganciando la propria elaborazione dalla “presentizzazione” a cui è sottoposto il dibattito politico.

Trasversalità – Un altro fattore importante è l’intersezione di competenze e di percorsi professionali eterogenei. Come abbiamo sostenuto in passato, l’elemento che caratterizza il mondo attuale è la rapidità dei cambiamenti e l’imprevedibilità di molti fenomeni ad elevato impatto economico, tecnologico e sociale. Nella riflessione teorica sono emersi concetti come quello di “megacomunità”, dove stakeholder di natura differente posso costruire una base discorsiva e una visione comune del futuro. Anche se VeDrò non è un network costruito per risolvere un problema specifico, certamente riesce a manifestare alcune caratteristiche proprie del modello appena descritto: mettendo in comunicazione imprenditori, docenti universitari, politici provenienti da schieramenti diversi, amministratori, responsabili di ONG, artisti, giornalisti, etc. è possibile catalizzare una riflessione di natura integrata, l’unico modo per affrontare la complessità crescente delle sfide che il nostro paese ed il resto del mondo stanno affrontando.

Accumulazione di competenze – Un ultimo elemento determinante nello sviluppo del progetto è l’aggregazione di professionalità eccellenti. I partecipanti, in maggioranza persone tra i 30 e i 50 anni, sono nel pieno della loro vita lavorativa. Non si tratta semplicemente di “notabili”, non è il Rotary Club: molti dei membri del network sono portatori di un valore aggiunto difficilmente riscontrabile altrove. In molti casi si tratta di persone che hanno raggiunto risultati significativi nei rispettivi ambiti operativi: imprenditori di prima generazione, parlamentari portatori di contenuti innovativi, docenti e giornalisti che riescono a sganciarsi dai rituali dei loro gruppi professionali. Certo, non tutti i componenti dell’iniziativa raggiungono questo livello. Alcuni, come noi, ci sono finiti quasi per caso e sono solo all’inizio della propria vita lavorativa. Ma c’è sicuramente una “massa critica” capace di impostare il dibattito verso un livello molto elevato.
Il sistema nervoso dell’Italia, pur essendo nel pieno di una depressione maggiore, presenta anche oggi dei segnali di vitalità e di speranza. VeDrò è uno di questi. C’è qualcuno che pensa e si proietta al di là della sopravvivenza immediata e delle lotte di potere contingenti: è grazie a questo tipo di forze che il nostro paese potrà andare avanti, nel presente come nel futuro.

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