A fine Agosto è stato presentato il primo rapporto sul clima della regione himalayana. Nella relazione si denunciava che in Tibet, negli ultimi cinquant’anni, la temperatura media si è alzata di quasi 1,5 gradi mentre nel resto della Cina il surriscaldamento non ha superato gli 0,8°C. I ghiacciai himalayani sono la terza riserva d’acqua più grande del mondo dopo quelle polari. All’attuale livello di scioglimento risulteranno scomparsi entro trent’anni.
Il Tetto del Mondo è fra le regioni del nostro Pianeta più colpite dal global warming. Yao Tadong, direttore dell’Istituto di ricerca glaciologica del Tibet, afferma che un Himalaya surriscaldato obbligherebbe milioni di persone ad emigrare. La Cina, anche a seguito dei problemi tangibili che si stanno verificando sul proprio territorio, sta assumendo un atteggiamento “aperto e flessibile” sul tema della riduzione delle emissioni di gas serra. Il Governo di Pechino si sta impegnando nello sviluppare la propria economia in maniera sostenibile. Ha compreso che per garantire migliori condizioni di vita al suo popolo dovrà utilizzare l’energia più razionalmente e generarla in maniera pulita. Ha preso coscienza della potenzialità strategica di divenire il leader della green economy tanto che è nata una collaborazione tecnologica con gli USA finalizzata a “conquistare assieme il mondo” dell’economia verde. Nell’accordo dovrebbe essere compresa anche una strategia per la creazione di un mercato da 1000 miliardi di dollari per le tecnologie verdi.
Il Paese del Sol Levante ha pianificato di investire 300 miliardi di dollari nelle energie alternative dal 2006 al 2020. Supererà già nel 2010 l’Europa, gli USA ed il Giappone diventando il più grande utilizzatore di energia pulita. L’obiettivo è quello di generare il 15% dell’energia nazionale tramite fonti rinnovabili al 2020. Sul fronte dell’energia solare è stata da poco introdotta una notevole incentivazione della tecnologia fotovoltaica su scala residenziale. Il Governo finanzia il 50% del costo degli impianti fotovoltaici. Nel caso di impianti solari off-grid situati nelle regioni remote del paese, tale incentivo arriverà al 70%. Pechino, fra tre anni, vuole diventare il leader mondiale delle tecnologie solari.
Attualmente il paese soddisfa il 30% della domanda mondiale (il 40% se si conta anche Taiwan) di pannelli fotovoltaici. Nel 2008 la potenza fotovoltaica installata nel paese era pari a 180 MW e nel 2020 si prevede sarà pari a 20.000 MW. In 12 anni vogliono quindi avere una potenza più di 100 volte maggiore rispetto a quella attuale.
Non stupisce che siano in fase di progettazione diversi parchi fotovoltaici con estensioni pari a 150 campi da calcio e che per il 2019 è prevista la realizzazione, nella regione dell’Inner Mongolia presso Ordos City, di un parco fotovoltaico con un’estensione pari a quella della Repubblica di San Marino o se volete, 150 volte lo Stato Vaticano.
Metà dei pannelli solari termici (l’acqua calda) venduti al mondo sono di produzione cinese anche grazie ad un florido mercato interno che assicura il 65% delle installazioni mondiali. A Rizhao, nella provincia di Shandong, il 99% dei 3 milioni di abitanti ha deciso di installare pannelli solari per riscaldare l’acqua. Prima potevano lavarsi soltanto scaldando l’acqua sul fuoco. Un’altra realtà solare è Dezohu, città in cui il 90% dei 5 milioni e mezzo di abitanti ha installato sul tetto un collettore termico.
L’eolico è in costante crescita e si ha un raddoppio della potenza installata ogni anno. Entro il 2009 la Cina potrebbe diventare la più grande fabbricatrice di aerogeneratori e supererà gli USA per potenza installata sul territorio nazionale. Nel 2004 il 75% delle turbine eoliche veniva importato mentre alla fine del 2009 la percentuale dovrebbe ridursi al 17% con una concomitante esportazione del prodotto anche negli altri mercati mondiali finora dominati da aziende norvegesi, tedesche, spagnole ed indiane. I target di potenza installata fissati al 2020 sono in costante aggiornamento. Nel 2007 la potenza installata era pari a 6 GW, al 2020 è prevista pari a 150 GW.
Le cifre di cui parlo sono enormi come lo sono anche le potenzialità del Paese. A proposito di dimensioni, vorrei citare una mega wind-farm che è in costruzione a Jiuquan nella provincia di Gansu. La potenza è 15 volte più elevata del più grande parco eolico in funzione oggi al mondo e che si trova a Horse Hollow in Texas e 200 volte maggiore del più grande parco eolico italiano. (continua)










2 Responses to “La Cina al verde”
Grazie per i dati interessantissimi, Matteo!
Prego.
Aggiungo altro per ribadire la forza della Cina!
Come riportato da “Quotidiano energia”:
Roma, 30 ottobre – E’ il maggiore investimento cinese mai effettuato nelle rinnovabili Usa quello annunciato ieri da Shenyang Power, che grazie a un accordo con l’agenzia US Renewable Energy e la società Cielo Wind Power realizzerà su un’area di 14.600 ettari in Texas un parco eolico da 600 MW.
Il parco comporterà un investimento di circa 1,5 miliardi di dollari, interamente finanziati da banche commerciali cinesi. Dal Paese asiatico proverranno anche le 240 turbine da 2,5 MW ciascuna, che la cinese A-Power produrrà negli stabilimenti di Shenyang.