La linea d’ombra, the shadow line, fa pensare a Conrad, poche parole insieme che evocano e si portano dietro paesaggi serali, posti sospesi tra l’impegno del giorno e la quiete della notte, voci sussurrate, attese e riposi.
Lo spazio d’ombra è quell’istante di fuga e riposo che ognuno desidera, una pausa dalla vita, un luogo di ritiro, il tempo per riflettere, per lasciar correre i pensieri tra associazioni libere e personali, senza logica a volte.
Lo spazio d’ombra è dove non c’è il si o il no, ma non c’è nemmeno il maligno. C’è, semplicemente, l’intimità. Di un pensiero ancora in formazione, di una riserva individuale, di una felicità o infelicità così personale che nessuno ha il diritto di indagare. Insomma, esiste uno spazio d’ombra da preservare, sempre, ed è quello della riflessione e della felicità individuale. È lo spazio intimo che pure la politica invoca e chiede, come sinonimo di rispetto della vita personale, come il rovescio del “pubblico è privato”. La zona d’ombra è la ricerca della felicità serena, uno spazio di diritto, che chiunque merita, in ogni momento, soprattutto nei momenti di passaggio e riflessione.
La politica non deve costringere le persone alla felicità, ma deve dare gli strumenti per realizzarla, anche, con estrema delicatezza, nelle zone d’ombra. Come nel caso del testamento biologico, del passaggio tra vita e morte, linea d’ombra non solo personale ma di una piccola collettività, quella degli affetti di ciascuno. Come quando si sceglie di avere un bambino e se la medicina può aiutare meglio ancora, come quando si è malati e ci sono delle terapie che aiutano e si vuole tanto vivere sebbene quelle terapie, per legge, non si possono fare. Come quando si sceglie di vivere con qualcuno, anche se non è dello stesso sesso, o se invece che sposarsi ci si ama comunque, e così, naturalmente.
Ci sono degli spazi d’ombra nella vita di ciascuno. Quello che può fare la politica, e che la politica pretende attraverso i propri esponenti, è preservarli, e dare gli strumenti per semplificare una scelta, per aiutare nel percorso alla ricerca della personale, privata, unica felicità.




































Federica Colonna
Nata a Viterbo nel 1979, è responsabile dello studio di comunicazione politica Dueccì. Collabora con Il Fatto Quotidiano, Il Futurista e La Lettura del Corriere. Per LSDP si occupa dei nuovi trend della comunicazione politica.