L’altro giorno abbiamo parlato dello sviluppo della Cina nel settore delle energie rinnovabili. Un altro settore su cui il dragone verde sta puntando molto è quello della mobilità sostenibile. Il parco auto dal 2007 al 2008 è incrementato del 24,5% raggiungendo i 24.380.000 veicoli. Ipotizzando per assurdo che la Cina raggiunga gli stessi livelli di benessere dell’Italia, si potrebbero ipotizzare 664 auto circolanti ogni 1000 abitanti. Data la popolazione cinese, si avrebbe un numero spropositato di auto pari a 700-800 milioni, superiore cioè alle circa 650 milioni di auto oggi circolanti nel mondo.
Le proiezioni reali al 2020 prevedono che i veicoli circolanti saranno quasi 200 milioni. Per il 2030 si stima che le auto sulle strade cinesi saranno il 30% del totale. Il Governo ha compreso che bisogna immediatamente correre ai ripari poiché si stima che attualmente in Cina ci siano 400.000 morti l’anno per l’inquinamento e 20 delle 30 città più inquinate del mondo. I 3/5 del fabbisogno nazionale di greggio sono importati tendenzialmente su rotte controllate dagli USA e i cambiamenti climatici stanno colpendo pesantemente lo Stato, tanto che, ad esempio, si prevede di dover costruire delle dighe alte 30 km sulle coste di Shangai per contrastare l’innalzamento del livello del mare.
Intervenire sul comparto auto significa quindi contribuire a favorire la crescita economica migliorando le condizioni di salute e quindi di vita della popolazione, aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e promuovere azioni di mitigazione della concentrazione di gas serra in atmosfera, che ricordo, sono molto più convenienti rispetto al ripristino dei danni che potrebbero causare se ignorate.
Le prime decise azioni potranno concretizzarsi il prossimo anno quando dovrebbe essere formalizzata la volontà di aumentare del 18% entro il 2015 gli standard di efficienza dei veicoli. Tale obiettivo sarà paragonabile a quello europeo posto al 2012 anche se in Cina saranno previsti dei parametri specifici per le 16 categorie in cui viene raggruppato il settore auto e già da ora il trattamento fiscale favorisce le auto piccole ed efficienti piuttosto che quello sportive o i Suv.
Il mercato dell’auto in Cina è il più grande del mondo e quello che sta crescendo di più. Sono previsti 10,3 milioni di veicoli venduti a fine 2009. Gli standard di efficienza attuali sono stringenti e lo diventeranno anche di più nel corso degli anni. E’ fondamentale mantenerli poiché viste le potenzialità di vendita tutti i produttori vorranno crearsi uno spazio nel mercato auto del Sol levante e questo orienterà gli investimenti delle case automobilistiche verso lo sviluppo di modelli sempre più efficienti.
Fondamentali nelle strategie di sviluppo del Governo, oltre all’aumento di efficienza dei motori tradizionali, sono anche le auto ibride e quelle elettriche. Il pacchetto stimolo ha stanziato 2,9 miliardi di dollari per la promozione dei veicoli elettrici nei prossimi 3 anni. Il Premier Wen Jiabao aveva manifestato le intenzioni della sua nazione sul tema della mobilità già due anni fa quando aveva scelto di far diventare ministro delle scienze e tecnologie Wan Gang, ex ingegnere per l’Audi in Germania, che poi era divenuto il capo scienziato per il gruppo di ricerca sui veicoli elettrici.
La Cina vuole divenire il leader mondiale nel settore delle auto ibride ed elettriche ponendosi l’obiettivo di produrre nel 2011, 500.000 veicoli. Gli obiettivi delle principali nazioni concorrenti vedono Giappone e Corea del Sud con un obiettivo cumulato di circa 1 milione di veicoli e gli USA con 267.000. Le auto elettriche hanno diversi vantaggi in Cina. Le distanze sono elevate ed il trasferimento fra città è raro. I pendolari che vivono nelle periferie devono realizzare spostamenti brevi quindi la ricarica della batteria non costituisce un problema serio.
I neo-automobilisti rappresentano i 4/5 del mercato cinese, questo significa che non hanno provato la maggior potenza delle auto a combustione interna e quindi non sentono il bisogno di acquistarle.
Chiaramente ci sono anche degli ostacoli all’introduzione dell’auto elettrica. Quasi tutti i cinesi che vivono in città, per mancanza di spazio, non possono installare delle apparecchiature di ricarica nei loro appartamenti e quindi sarà necessario sviluppare una rete integrata di stazioni di rifornimento elettrico sullo stile Better Place. Il litio delle batterie è costoso ed è una risorsa finita. Potrebbe perdere la sfida con i combustibili fossili se il loro prezzo rimarrà ai livelli attuali. Le batterie agli ioni di litio inoltre hanno una cattiva reputazione poiché in alcuni casi sono contraffatte ed hanno causato danni anche seri agli automobilisti.
Il paese sta affrontando questa sfida con la solita strategia e cioè investendo immense quantità di denaro e persone.
La BYD (Build your Dreams) Auto ha circa 5000 ingegneri per l’auto e altrettanti per le batterie. La maggior parte di loro vive nel quartiere generale di Shenzhen in un gruppo di 15 edifici di 18 piani. Ognuno guadagna 600 dollari al mese.
La società ha grandi aspettative ed il suo valore è testimoniato dal fatto che Warren Buffett, l’imprenditore americano eletto da Forbes “uomo più ricco del mondo 2008″, abbia investito 230 milioni di dollari per acquistare il 10% delle azioni. Il modello più promettente e 100% electric della BYD Auto si chiama e6. E’ già in commercio in Cina mentre il lancio nel mercato americano era previsto per il 2011. Parlo al passato poiché la concorrente più accreditata della e6, la Nissan Leaf, verrà lanciata sul mercato l’anno prossimo e quindi la BYD vuole batterla sul tempo. La e6 è capace di accelerare da 0 a 100 in 10 secondi, raggiunge i 160 km/h di velocità massima ed ha un’autonomia di 400 km con la possibilità di ricarica al 50% in 10 minuti. Le batterie al litio-ferro-fosfato sono in grado di funzionare per 10 anni. Il costo, in Cina, è pari a 28.000 € senza incentivi. La e6 può percorrere 100 km con 18 kWh. Riportando il portafogli in Italia significa che al prezzo attuale dell’energia elettrica pari a 0,17 c€ al kWh nel caso delle utenze domestiche, per percorrere 100 km sarebbero necessari 3 € e 06 centesimi. Il prezzo scenderebbe a 2 € e 16 centesimi se ricaricassimo l’auto di notte, tornati a casa dal lavoro. Con la stessa cifra compreremmo oggi 1,6 litri di benzina e se avessimo un’auto di media cilindrata potremmo percorrere 27,2 chilometri.
Questi dati devono farvi riflettere e quando sarà possibile farvi acquistare un’auto elettrica ma non devono stimolarvi al suo uso sfrenato perché il risparmio energetico resta il principio base di un futuro energeticamente sostenibile. L’auto elettrica sarà uno degli strumenti che spero farà decollare la tecnologia delle smart grid. E’ fondamentale che il rifornimento elettrico avvenga tramite energia pulita generata magari dal pannello fotovoltaico installato sul tetto di casa vostra, dalle pensiline del parcheggio dell’azienda per cui lavorate o acquistando energia elettrica da un operatore che certificherà la sua produzione 100% carbon free. In questo modo si risparmierà denaro e si favorirà l’ambiente.
La rivoluzione della mobilità deve prevedere un sistema integrato di punti di ricarica distribuiti sul territorio che alimentano i veicoli tramite elettricità generata in maniera pulita. La sfida è stata già lanciata da Better Place che lo sta già facendo in diverse nazioni e città del mondo.
In Cina è fondamentale che si riduca l’uso del carbone, il combustibile fossile più inquinante utilizzato per produrre energia elettrica, altrimenti gli sforzi saranno vani.









