Se nella popolazione mondiale cresce l’ansia per ciò che accadrà, cioè nulla, dopo la data ormai famosa del 21/12/2012, nel settore del fotovoltaico italiano crescono le preoccupazioni per quello che sarà l’incentivo per tale tecnologia dopo un’altra data ormai famosa, il 31/12/2010. Ognuno fornisce la propria interpretazione, spesso cercando di tirare l’acqua verso il proprio mulino. Ecco allora che iniziano a circolare le indicazioni più varie e quasi sempre non veritiere frutto, come al solito, del “sentito dire” e non della ricerca della verità estrapolabile dalle norme o canali d’informazione accreditati.
Il Nuovo Conto Energia non è altro che il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19/02/2007 con cui si cerca di stimolare l’installazione di impianti fotovoltaici. E’ “nuovo” poiché ha apportato delle modifiche a due DM precedenti (del 2005 e 2006) relativi all’incentivazione dell’energia fotovoltaica.
Si tratta di un sistema di tipo “Feed in tariff”in cui vengono incentivati, tramite un’addizionale parafiscale sulla tariffa elettrica (A3) pagata dagli utenti elettrici in misura proporzionale ai loro consumi (non dal generico contribuente), i kWh (cioè l’energia elettrica) prodotti dagli impianti fotovoltaici. Prima di questo sistema era stata adottata un’incentivazione in conto capitale denominata “10.000 tetti fotovoltaici” in cui non veniva incentivata l’energia prodotta dagli impianti ma la costruzione dell’impianto stesso.
Come non accadrà nulla il 21/12/2012, allo stesso modo non succederà nulla dopo il 31/12/2010, o meglio è previsto che “in assenza dei predetti decreti continuano ad applicarsi, per gli anni successivi al 2010, le tariffe fissate dal presente decreto per gli impianti che entrano in esercizio nell’anno 2010”. Quindi il Nuovo Conto Energia continuerà ad incentivare economicamente l’energia fotovoltaica e non è obbligatoria l’emanazione di un nuovo decreto ministeriale che fissi i nuovi incentivi.
Nonostante sia facoltativo, è imminente l’emanazione del nuovo decreto anche se non si conoscono i tempi d’attuazione e le nuove tariffe. Non esiste pertanto una data precisa per la definizione dei nuovi parametri del “feed in tariff”, di conseguenza il settore è in subbuglio e gli investimenti futuri iniziano a vacillare sotto la spinta di un’incertezza crescente.
Tutte le associazioni di categoria stanno spingendo affinchè vengano definite al più presto le nuove tariffe con la speranza e la volontà che le riduzioni apportate all’incentivazione saranno determinate in modo da stimolare nella giusta maniera il mercato del fotovoltaico verso la grid parity.
Grid parity significa produrre energia elettrica da conversione fotovoltaica allo stesso prezzo di quella prodotta tramite combustibili fossili. Ciò implica una svolta, una nuova era in cui a parità di prezzo si dovrà scegliere tra l’auto-produzione di energia pulita o il consumo di energia inquinante. La decisione mi sembra ovvia. L’Italia è il paese del sole e quindi saremo i primi a poter beneficiare di questa nuova dimensione energetica. Dobbiamo attivarci per divenire i protagonisti, siamo ancora in tempo.


































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