Il ministro Brunetta ci ha abituato a sparate mediatiche : l’ultima dei 500 euro ai giovani togliendoli alle pensioni di anzianità ha costretto perfino Palazzo Chigi a dissociarsi. Eppure non è una proposta da buttare in toto: l’idea, infatti, è quella di un capitale iniziale per pagare gli studi all’università e correggere le imperfezioni del mercato del credito che al momento non permettono a un giovane di farsi un mutuo per comprare casa o pagare l’università se non sponsorizzati dai genitori. E’ un’idea vecchissima, nata con Thomas Paine nel ‘700 e ripresa recentemente da Anthony B. Atkinson e Bruce Ackerman. E’ soprattutto un’idea che ha già trovato un’applicazione: il governo britannico nel 2003 ha creato il Child Trust Fund. Tutti i bambini nati dal 1° settembre 2002 e residenti britannici sono dotati di un conto di risparmio vincolato su cui lo stato versa inizialmente 250 sterline (500 per le famiglie povere). I genitori e i parenti possono contribuire fino a un massimo di 1200 sterline ogni anno. Un secondo versamento statale di 250 sterline è previsto al compimento del settimo anno d’età. Le somme risparmiate sul conto non possono essere utilizzate prima di aver raggiunto la maggiore età del bambino, ormai ragazzo, e non hanno alcun vincolo di destinazione.
I conti del CTF hanno regole precise di differenziazione dei rischi per evitare la perdita della somma. I numeri parlano chiaro: un versamento di 10 sterline al mese con un tasso di interesse al 5% permette di avere a disposizione a 18 anni una somma di 2.380 sterline. Con un versamento di 50 sterline mensili si arriva oltre 10.000 sterline. Sembrerebbe una buona idea, dunque cosa c’è di sbagliato nella proposta di Brunetta? Alla ricerca della visibilità mediatica, il ministro della funzione pubblica ha proposto di abbassare le pensioni di anzianità per finanziare l’assegno ai giovani. Un’ottima maniera per non parlare dei contenuti e far naufragare la proposta nel giro di una giornata. In Italia, comunque, l’idea circola da tempo, era perfino nel programma del Governo Prodi (quello di 250 pagine e più). Il senatore e demografo Massimo Livi Bacci aveva scritto una proposta di legge. ItaliaFutura ha ripreso il tema nei mesi scorsi. Rimane il problema del finanziamento. Una proposta interessante e sempre di attualità si trova in un articolo di quattro anni fa di Valentino Larcinese su www.lavoce.info: usare le entrate della tassa di successione, abolita nel 2001 per finanziare a costo zero il Child trust all’italiana. Brunetta cosa ne pensa?




































Andrea Garnero
Nato a Cuneo nel 1986, è economista, attualmente in dottorato presso la Paris School of Economics e l’Université Libre di Bruxelles. Per LSDP si occupa di economia, in particolare di mondo del lavoro, pensioni e politiche sociali.