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14 gen
Il futuro dell’informazione in rete

Dopo le risposte di Alessandro Aresu e di Matteo Scurati all’editoriale di Gianni Riotta sul declino del web, proseguiamo il nostro dibattito sul futuro dell’informazione in rete con le riflessioni di Floriana Bulfon e di Stefano Torelli. Buona lettura.

Floriana Bulfon (LSDP)

Caro Dott. Riotta,

è indubbio che il web oggi sia una “poltiglia di informazione”, ma sono meno d’accordo sul fatto che “rischi di distruggere il dibattito e la critica”. Internet è uno strumento democratico, simbolo di libertà. Sta a noi navigare nella democrazia, discernere e scegliere. Il rischio di passare dalla democrazia all’anarchia, dall’informazione alla disinformazione non può essere risolto creando gerarchie intellettuali,  ponendo limiti culturali dall’alto, quanto piuttosto seguendo una stella polare che non è meta, ma guida per orientarsi. Questa stella polare deve essere costruita a mio avviso in maniera plurale, come ha sostenuto Pierre Lévy nella teoria degli alberi della conoscenza. Per costruire davvero quella rete ugualitaria, in cui forse tutti hanno il diritto di parlare. Perché dal web certo emerge rabbia e disprezzo, ma anche molta voglia di partecipare in maniera costruttiva. E per costruire è necessario un confronto aperto e libero, in cui siano forniti a tutti gli strumenti per comprendere e per favorire l’analisi.

Stefano Torelli (LSDP)

Caro Dott. Riotta,

anche io, come Alessandro Aresu e gli altri ragazzi dello Spazio della Politica., rimango alquanto meravigliato dall’articolo in cui lei mette in guardia i lettori circa i pericoli e le derive culturali che potrebbero scaturire da un uso smodato e quasi esclusivo del mezzo internet, quale veicolo di informazione e/o libera opinione. Sono un giornalista iscritto all’ordine (anche questa dell’esistenza dell’ordine, anomalia del tutto italiana e che, peraltro, sarebbe resa inutile dalla rete quale mezzo divulgativo e informativo. In altre parole: se sei bravo, anche senza tesserino, sarai linkato, altrimenti, anche con il tesserino, no. E’ la legge del mercato secondo quanto io ne sappia…), che trova molto interessante e stimolante l’avventura del web 2.0 e dell’informazione e dell’opinione on-line.

La mia impressione è che, soprattutto in Italia, la carta stampata stia disperatamente tentando di barricarsi dietro lo spauracchio del possibile appiattimento dei contenuti derivante dalla rete, per non dover affrontare il vero problema alla base della questione: la concorrenza che internet ormai fa ai giornali. Dal punto di vista quantitativo (molte più informazioni e in tempo reale) e, ancora più importante, qualitativo (o forse davvero crediamo che i blogger, i free-lance, i semplici testimoni oculari di un evento che non sono dipendenti di Repubblica, il Corriere, il Sole, etc…, ma hanno a disposizione “solo” un pc e una connessione per dire la “loro” verità, non siano in grado di rendere un servizio di qualità come la carta stampata?). Dunque, suvvia, non abbiate paura della rete, ma piuttosto tentate di competere con lei e di raccogliere le sfide che questa lancia, se volte sopravvivere come contenuti.

Lei si lamenta del fatto che quotidiani on-line come il Corriere o la Repubblica abbiano tra i video più cliccati la ragazza che si getta di sedere nel lago ghiacciato o le donne nude… Ma chi li carica quei video, i blogger? Gli utenti del sito? Oppure gli editori con il consenso dei direttori (come dice giustamente Alessandro Aresu), sperando di raccogliere più clic e pubblicità? Allora non nascondiamoci dietro la presunta pochezza di contenuti del web. Le faccio un esempio: sono un cittadino dell’Aquila, vivo e ho vissuto sulla mia pelle il dramma del post-terremoto, in prima persona. Le assicuro che la realtà dei fatti è resa molto di più dai blog i da alcuni siti locali, piuttosto che dalle tv o dai giornali (pensare che proprio il Sole 24 Ore, in un pezzo di qualche settimana fa, portava L’Aquila al di sopra di 5 posizioni nella classifica della qualità della vita! La invito a venire in ciò che è rimasto della mia città, con le banche e le farmacie nei container e le persone nelle stanze d’albergo, per verificare di persona i fatti e vedrà che sulla rete si dà una visione molto più simile alla realtà…).

In conclusione, Direttor Riotta, non abbia paura della rete. E’ verissimo che è piena di stupidi e incapaci, così come di manipolatori, ma è grazie alla stessa rete che queste persone vengono sfiduciate in nome di una cultura e verità dal basso. Così come spesso vengono smascherate le grossolanità e gli errori dei media tradizionali. E nel momento in cui io scrivo on-line, con la tecnologia 2.0, mi metto davvero in gioco, mettendo i miei contenuti a disposizione di un mondo intero (nel vero senso della parola), pronto a raccogliere rettifiche e critiche. Pronto ad aprire la porta alla verità dei fatti e della cultura.

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One Response to “Il futuro dell’informazione in rete”

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