Parlarne o non parlarne. Essere snob o non esserlo. Chi sarà in grado di scrivere l’autobiografia o la mitobiografia della nazione? Siamo tutti scemi? Vivere o cazzeggiare? Davanti all’operazione PDopofestival e PDSanremo (nuovamente PDS), tutte queste domande sono in gioco, nel Dopofestival, nel Dopoberlusconi, nell’avatar della Clerici, nel ritorno di Costanzo che è ben più eterno dell’eternità, mentre il vasto mondo continua ad esistere. Viene in mente un Dopofestival su La7 con Sgarbi e Cossiga, con annesse polemiche. Scelgo di cazzeggiare. Brunello Robertetti direbbe: in attesa del televoto, ti scatterò una foto.
Di terra bella uguale non ce n’è. Quando Berlusconi comparve in una multisala, non riuscì a fermare la catastrofe di 2012 per colpa della sinistra, ma fu tutto un “cavolo, lui è furbo, lui sa dov’è il Paese reale”. Bersani a Sanremo non piace, c’è il distinguo davanti alla “Dottrina C’era un Ragazzo” su cui si sente il fiato di D’Alema non falconiere né falco bensì drago viola. Mah, mi sembra una cazzata della serie “dalli al PD” che dopo un po’ annoia. Io approvo il gioco delle coppie di YouDem, ma sono gusti. La realtà: Bersani poteva andare in un cinema delle Coop invece è andato a Sanremo, perché bisogna rischiare e la partita del Limonte è importante, nel Grande Raccordo Anulare di questa tornata elettorale. Poi ci sono i Paesi reali. Ognuno ha il suo. Il mio: 400.000 presenze a Recital di Corrado Guzzanti, Michelle Rodriguez alimenta tra noi il rimpianto per Ana Lucia in “Lost”. Questo Paese reale attende il 1 marzo, si emoziona per Boris e per il nome “Francesco Totti Biascica” come gesto d’amore definitivo, in tutti i luoghi e i laghi descritti da Valerio Scanu.
Made in Italy, trialoghi e duetti.
Scaroni, Conti & Laura Pausini.
Alitalia Aeroplani Aeroplano
Max Pezzali & Matteo Colaninno
Guarguaglini & Toto Cutugno
Dei, patrie, famiglie. Quel principe lì non sarà mai Milito, ma ha compiuto un passo a due (vi ricordo Kledi Kadiu e Laura Chiatti) con uno dei protagonisti della politica italiana. Per questo è stato ripescato. Il Paese Reale è il mondo della famiglia tremontiano, in cui il Ministro sguazza meglio di tutti gli altri, nelle sue incarnazioni pop. “Io sento battere più forte il cuore di un’Italia sola”: Napolitano a Sanremo, Pupo all’Accademia dei Lincei. Ora distinguere tra Tremonti ed Emanuele Filiberto sarà più difficile, il confine tra una metafora dei videogiochi e Dio al festival sarà labile, nell’anniversario del Concordato in cui c’era odore non di zolfo, ma di tenore. Sono misteri che sfuggono a Beppe Bigazzi, forse perfino a Dio, ma non al Piccolo Alessandro Gobbi.
La Dottrina Ambra. E veniamo quindi al PD e ad Ambra Angiolini. Che non c’è al festival, ma è come se ci fosse, come sempre, nessuno vuole vivere etsi Ambra non daretur. L’assenza della prova non è la prova dell’assenza. E l’essenza di un partito è l’appartenenza. Perciò, come può costruire questo sentimento di appartenenza, il PD? Non basta Sanremo, serve Ambra. Per imparare la sua gestualità. Per smascherare, col massimo realismo, l’inconsistenza delle promesse del governo e la sua incapacità di rispondere ai problemi del Paese. “Ti appartengo, io ci tengo, se prometto, poi mantengo”. Perciò più Ambra, sempre. Senza Ambra, non c’è alternativa. Anche lei si abbeverò alle fonti dello snobismo, ma non si vergognò delle sue radici, e l’esibizione tra le drag queen del 2008 lo dimostra. Come ha spiegato Joshua Cooper Ramo, viviamo in un mondo imprevedibile, e non bisogna sottovalutare alcuni fenomeni: un giorno coi vampiri si perde alla grande, ora se Visco entra nel cast di “Twilight” si riprende il Veneto. Entro il 2013 uscirà un kolossal con alieni strafighi a forma di mortadella che conquisterà l’Asia, l’Africa, il Mediterraneo.










One Response to “Gramsci a Sanremo”
Dovevi proprio riutilizzarla la nostra ardua riflessione su “Ti appartengo, io ci tengo, se prometto poi mantengo”, eh?
Io voto per Scaroni, Conti, Pausini. Testo e Musica di Fabrizio Corona. Così facciamo pure contento Moris..