Con il nostro speciale “Tutta l’energia dell’Italia” volevamo discutere di una tematica così complessa come l’energia da un’altra angolatura, dando voce ai giovani tecnici, studiosi ed imprenditori italiani impegnati nei vari settori del mercato energetico. A giudicare dall’alto numero di letture delle prime due testimonianze, quelle di Francesco Schettini e di Lorenzo Nicolosi, la nostra scommessa sembra essere giusta. Proseguiamo dunque. Oggi è la volta di Alvise Bonivento, manager del fondo Atlante Ventures che ci parlerà delle tendenze degli investimenti finanziari nel settore delle rinnovabili, con un focus sulla situazione italiana. Un altro approfondimento da non perdere. Buona lettura.
LSDP) Quali sono le tendenze degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili?
A. B.) E’ uno dei settori più caldi dal punto di vista degli investimenti in quanto il mercato di sbocco finale è in sicura crescita. Ci sono ancora due scogli principali su cui bisogna confrontarsi. In primo luogo spesso la produzione di energia rinnovabile è economicamente sostenibile grazie ai contributi pubblici, quali Conto Energia o altre iniziative simili in atto in quasi tutti i paesi europei. Non è facile prevedere se e quanto questi contributi continueranno ad essere elargiti e questa è un’incognita sul settore. D’altro canto il miglioramento tecnologico fa pensare che nel futuro l’ energia rinnovabile sarà anche economicamente sostenibile, ma ancora non siamo a quel punto. In secondo luogo non è chiaro quale sarà la tecnologia vincente, ce ne sono di diverse, sia nel solare sia nell’eolico, che sono promettenti e di difficile comparazione anche perché poi quando si va in produzione entrano in gioco una serie di variabili di sistema, come ad esempio l’allacciamento alla rete, che rendono difficile analizzare a priori i singoli vantaggi tecnologici.
LSDP) Quanto ha influito la crisi finanziaria ed economica sugli investimenti nel settore?
A.B.) Non ci sono statistiche aggiornate ufficiali, però l’impressione è che rispetto ad altri settori quello delle rinnovabili abbia reagito bene. Questo perché in diversi casi i governi hanno dato priorità alle rinnovabili dando respiro a tutto il settore.
LSDP) Il venture capital è molto utilizzato all’estero, in Italia a che punto siamo?
A.B.) Spesso in questo settore gli investimenti sono caratterizzati dalla dimensione significativa del deal e dalla necessità di conoscenza approfondita della tecnologia. All’estero esistono già numerosi fondi di Venture Capital (VC) che sono specializzati proprio nelle rinnovabili e questo dà loro la possibilità di essere più aggressivi nell’ investire anche in modo significativo e portare competenze importanti nelle partecipate. In Italia il mercato del VC sta ripartendo in questi ultimi anni con una nuova generazione di operatori che hanno iniziato ad operare in sinergia con centri di ricerca e istituzioni pubbliche. Una delle caratteristiche tipiche però di un mercato del VC non ancora maturo è quello di avere principalmente fondi generalisti e questo ha ritardato gli investimenti nell’innovazione in questo settore specifico, mentre sono partiti diversi fondi dedicati alla produzione di energia da fonte rinnovabile. E’ molto probabile però che nel futuro prossimo assisteremo ad un recupero da parte dei VC italiani un po’ perché stanno imparando a conoscere sempre più questo settore e anche perché sta emergendo una generazione di manager che ha la potenzialità di creare casi di successo. Per quanto riguarda il nostro Fondo, avendo alle spalle il Gruppo Intesa Sanpaolo – che è presente nel mercato delle rinnovabili con diversi prodotti e servizi, quali il Project Financing, il leasing, la partecipazione all’equity- sono convinto che vi siano opportunità di sinergia evidenti che permetteranno di accelerare i tempi ed essere presenti anche come VC.
LSDP) Quali sono le caratteristiche che valutate per erogare il supporto finanziario?
A.B.) Le stesso che usiamo per gli altri settori. Le più importanti sono sicuramente la robustezza del vantaggio competitivo e tecnologico, l’ampiezza del mercato, la qualità del team e da ultimo la possibilità di portare un valore aggiunto che non sia solo quello finanziario, ossia competenze e network. (Intervista a cura di Floriana Bulfon)
Alvise Bonivento ha conseguito una Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l’Università di Padova nel 2002 ed il PhD in Electrical Engineering and Computer Science dalla University of California at Berkeley nel 2007 . Dopo aver maturato esperienze professionali nella ricerca e sviluppo di aziende nell’ambito ICT in Silicon Valley, dal 2002 al 2007 ha lavorato come ricercatore presso il Department of Electrical Engineering and Computer Science della University of California at Berkeley con focus su Embedded Systems e sistemi Wireless. Dal 2004 al 2007 ha anche operato come consulente tecnologico per diversi gruppi italiani nello sviluppo di tecnologie wireless industriali. Durante questo periodo ha sviluppato diversi brevetti nel campo della robotica. Nel 2007 è entrato in McKinsey & Co. dove ha ricoperto il ruolo di associato fino a febbraio 2009 con responsabilità di team manager in diversi settori industriali. Da marzo 2009 è entrato a far parte del Fondo Atlante Ventures, parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, in qualità di Investment Manager.









