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11 mar
Tutta l’energia dell’Italia: Flavio Morini
morini

Flavio Morini nasce a Scansano (GR) nel 1964 e diventa Sindaco del comune toscano nel 2006. Architetto da sempre attento ai temi della sostenibilità e dell’ecologia, dal 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente dell’ANCI, l’Associazione Nazionali Comuni Italiani e dal 2009 é delegato alle politiche ambiente e territorio dell’ente.
Grazie alle scelte politiche adottate, la città del Morellino è stata promossa da Legambiente nel 2009 capitale dei piccoli Comuni. Un piccolo Comune dove l’amministrazione sta dedicando impegno e investimenti, per mettere in primo piano le tematiche ambientali. Non a caso quello di Scansano è ad oggi il primo ed unico comune  in Italia con un Sistema di Gestione dell’Energia certificato UNI 16001. Lo abbiamo intervistato per il nostro speciale “Tutta l’energia dell’Italia“, per approfondire con lo studio di un caso concreto il tema delle buone pratiche di risparmio energetico. Un’altra intervista da non perdere. Buona lettura.

LSDP) Eolico, idroelettrico, solare, biomasse, efficienza energetica. Come è possibile rendere un piccolo Comune interamente rinnovabile?

F.M.) Per rendere un Comune rinnovabile è necessaria una politica integrata: energie rinnovabili, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti, politiche di mobilità e urbanistiche. Occorre in primo luogo orientarsi verso una nuova cultura del risparmio e dell’efficienza energetica contenendo i consumi e riducendo in tal modo le emissioni inquinanti, perchè a parità di fondi i risultati in termini di risparmio energetico sono di gran lunga superiori rispetto a quelli di un semplice investimento in fonti rinnovabili. Gli edifici pubblici ad esempio sono energivori, mediamente consumano circa  200 Kw/cal al metro quadro, sarebbe necessario invece che si attestassero sui 30/40 Kw/cal. Per efficientarli sono necessari circa 100 €/mq, se gli enti pubblici nei loro edifici attuassero tali politiche, si eviterebbero oltre  1 milione di tonnellate di CO2 di emissioni  con un ritorno degli investimenti in circa 17 anni. Razionalizzazione, a titolo esemplificativo e non esaustivo, significa anche che un ente, con le previsioni  di piano regolatore, deve fornire in particolare alle nuove parti della città idonei servizi, così da ridurre l’utilizzo di mezzi privati, sistemi centralizzati di distribuzione del calore e del freddo come ad esempio teleriscaldamento, sistemi di trigenerazione e tutto quello che è imputabile come approvvigionamento energetico a fonti di energia rinnovabile. Tutta la filiera deve essere vista in chiave di risparmio. A Scansano abbiamo accettato un parco eolico di 20 MW e con gli introiti stiamo efficientando i trasporti, gli edifici e l’illuminazione pubblica, sostituendo tutti i mezzi pubblici, cambiando le vecchie caldaie, realizzando impianti fotovoltaici nelle scuole.

LSDP) Quali sono le resistenze che ha incontrato nella popolazione?

F.M.) Se la popolazione è informata condivide e comprende le scelte. Occorre trasferire il buon esempio attraverso il proprio comportamento e quello dei propri dirigenti pubblici ai cittadini sempre più sensibili e attenti alle tematiche ambientali. Scansano ha aderito al Patto dei sindaci per sottolineare l’impegno nel raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020. Efficienza energetica, energie rinnovabili e sviluppo sostenibile sono un impegno per l’ambiente di tutta la cittadinanza. Siamo stati il primo Comune in accordo con i commercianti a sostituire le shopper  di plastica con shopper in MaterBi, prima della Direttiva Europea, e oggi guardiamo a forme di azionariato popolare per promuovere le energie rinnovabili e ad un progetto sulle biomasse che coinvolga le aziende agricole locali. La volontà è quella di realizzare grazie alle competenze delle imprese locali piccoli impianti  dai quali tutta la cittadinanza tragga vantaggio.

LSDP) Il sistema delle autorizzazioni rappresenta un forte ostacolo?

F.M.) Si, in particolare ci vorrebbe maggior uniformità nelle normative. Le leggi regionali, provinciali e comunali dovrebbero avere le stesse caratteristiche, in questo modo gli iter autorizzativi sarebbero più snelli. I principali problemi sono legati ai vincoli ambientali e di sovraintendenza, sia per l’eolico sia per il fotovoltaico. Inoltre per impianti oltre i 200 Kw la responsabilità non è del Comune, ma delle province e delle regioni (Intervista a cura di Floriana Bulfon)

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2 Responses to “Tutta l’energia dell’Italia: Flavio Morini”

Formare la popolazione è il meno, visto che le persone di buon senso capiscono subito quando gli si parla in termini di costi-benefici. Il brutto è quando la popolazione deve formare amministratori pubblici che non hanno alcuna voglia di imparare.

Mauro P.
marzo 11th, 2010

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