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LSDP su Italia Futura Lunga vita alla collaborazione Ninja-LSDP
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LSDP @LeWeb ’10 (2)

di Zeno Tomiolo · Leave a Comment · in Economia ed innovazione · 15 dicembre 2010

LeWeb ha il particolare pregio di non limitarsi a parlare di Internet per due giorni, è qualcosa di più e parla di cambiare il mondo. I due giorni della conferenza hanno generalmente infatti caratteristiche diverse tra loro: tanto il primo giorno – e una coda del secondo – parla di cose Internet e tecnologiche, quanto il secondo mostra al pubblico come la cultura della rete, anche in contesti diversi da quelli geek cui siamo avvezzi, possa rendere il mondo un posto migliore.

Proprio a proposito di un mondo migliore, tra gli interventi più rilevanti c’è stato quello di Shai Agassi, founder di Better Place e vecchia conoscenza de LSDP. Questa società ha come obiettivo, come molte, di diffondere l’auto elettrica ma si basa su un’intuizione fulminante: anziché ricaricare la batteria ogni volta, vuole creare delle stazioni dove rapidamente queste batterie possano venir sostituite, in più pagando per il suo effettivo chilometraggio in modo da poter programmare spostamenti. “See your life as a platform to change the world” e “with reducing dependance on oil, we can build peace in the middle-east” sono due frasi che lasceranno il segno (qui il video).

Un altro protagonista della giornata è stato Salim Ismail della Singularity University (il video dell’intervento). Il suo intervento faceva parte degli inspirational moments della giornata. Singularity è una di quelle realtà che stanno facendo parlare di sé, riunendo al suo interno le migliori menti del pianeta con l’obiettivo di favorire la creazione di imprese capaci di cambiare i paradigmi esistenti nel campo dell’energia, dell’acqua, del biotech: “to connect to the brain, you do not need how it works.just what it does. do not spend energy in understanding“. Altra perla che ha regalato è stata “When you present a project to French people they’ll say: it works in practice but will it work in theory?“.

Il bello di LeWeb è che permette di incrociare persone di contenuto come Ismail alla coda per il caffè e chieder loro un paio di dichiarazioni, ad esempio, sul concetto di innovazione, la forte presenza di italiani nei loro corsi (ndr, LSDP ne ha parlato), la possibilità di vedere una Singularity University in Europa. 

Altro intervento di rilievo è stato quello di Mel Young di Homeless World Cup, che ha posto una serie di interrogativi, invitando la platea a riflettervi: è stato uno dei momenti più toccanti. Homeless World Cup dà una vetrina a persone che sono ai margini della società, usando il linguaggio più universale, quello del pallone: “If you watch the homeless world cup, you’ll never see a homeless person the same way than before“.
E’ forse su questo punto che LeWeb porta la sua dichiarazione d’intenti: guardare il mondo in modo differente e cambiarlo.

Protagonisti del pomeriggio sono stati i pitch della startup competition e la premiazione che ha visto un piccolo stravolgimento delle regole di assegnazione. Tanta, secondo la giuria, era la qualità delle 3 startup che si è deciso di creare 3 categorie, ognuna per le finaliste.

A Paper.li è andato quello della creatività: Paper.li dà la possibilità di aggregare contenuti social in una modalità visiva prossima ai quotidiani. In effetti è un bel prodotto il loro ma bisognerà vedere come monetizzeranno e se riusciranno ad affrancarsi rispetto ai Social Network.

I parigini di SuperMarmite hanno conquistato il premio all’originalità: danno la possibilità agli utenti di mettere in vendita i pasti preparati in casa. Sembrerebbe un’alternativa molto interessante ai pasti fuori ma, come già accennato, al di là dei problemi sanitari – risolvibili attraverso un sistema di feedback tra utenti, ce ne sono di seri dal punto di vista legale.

Infine, il premio per la tecnologia è stato dato a Waze, freschi di 25 milioni al round B (Foursquare ne prese 20 solo a luglio): la loro app di monitoraggio del traffico, già attiva su oltre 2,5 milioni di utenti, ha un modello basato per ora sul licensing delle informazioni ma gli sviluppi marketing, soprattutto di prossimità, sembrano enormi.

Insomma, dopo due giorni così intensi, sarebbe ingrato definire LeWeb una semplice rassegna di quanto Internet offre al mondo. Già lo scorso anno, la tendenza era abbastanza evidente: a LeWeb, per due giorni, alcune delle forze più dinamiche del pianeta e con più fede nel futuro si sono ritrovate per dare un segnale. Forse il clima di ottimismo è esagerato ma indica una chiara direzione: Internet è un collettore di anime positive e rivoluzionarie e può essere uno dei volani per migliorare le cose. Oltre a questo, è l’appuntamento europeo più importante per conoscere di persona chi fa il cambiamento oggi per il domani. E’ il corso di igiene mentale di chi fa e non si limita a parlare. Per questo è importante esserci.

Update: leggete anche il punto di vista dell’ottima Paola Bonomo.

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Zeno Tomiolo

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