Il movimento ultrà è da tempo approdato anche lungo le sponde sud del Mediterraneo, dove si guarda agli ultras italiani come ad un modello da seguire, diventando poi anche una delle poche piattaforme dove il malcontento nei confronti dei regimi autoritari poteva svilupparsi. Non deve sorprendere che tra i gruppi e le organizzazioni presenti in piazza Tahrir ci fossero infatti anche gli ultras dell’Al Ahly, la più seguita squadra del paese, quella supportata soprattutto dalle classi più povere. Da più parti si è segnalato come la loro presenza sia stata importante non solo durante gli scontri con la polizia e i sostenitori di Mubarak (tra i quali invece vi erano i nemici del Al-Zamalek, il club storicamente delle classi sociali più abbienti) ma soprattuto per la loro capacità di mobilitare e di organizzare la gente delle classi sociali più povere. Secondo Dave Zirin, giornalista di Sport Illustrated, la partecipazione dei tifosi nella lotta politica ha significato anche il coinvolgimento dei poveri, degli emarginati e di tutti quei giovani che vedevano nel calcio l’unica via di fuga.





































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