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The Freaks

Te la do io Rai Fiction

di Luca Baldini · 3 Comments · in Generazione Youtube · 6 giugno 2011

In principio erano “Le avventure di Rin Tin Tin” (1956), con l’avvento della tv privata, in Italia si riversò una valanga di Serie tv: come l’indimenticabile “Saranno Famosi” (1983), poi vennero le serie familiari come “I Robinson” (1986), quindi quelle adolescenziali come “Beverly Hills 90210” (1992), le post adolescenziali come “Friends” (1997), e le serie moderne alla “ER” (1996).Con la conquista del prime time, si avrà l’esplosione del fenomeno serie tv degli ultimi anni, in cui hanno raggiunto, se non a volte superato, il ben più blasonato e patinato, mondo del cinema. I budget e le star quasi si equivalgono, e con LOST è stata tracciata una linea che forse segnerà indelebilmente la fine di un’Era e l’inizio di una nuova. E Ora? Cosa c’è di nuovo nel panorama delle serie TV? C’è molto di nuovo se si considera, per esempio, che è sparita la tv, per far posto all’era delle web series!

Quali sono le web series italiane?

Immaginate i 3 youtubers più seguiti della rete, che possono vantare più di 100’000 visualizzazioni dei propri video dopo ogni upload, e oltre 140’000 iscritti ai loro canali. Considerate che uno di loro sia un giovane aspirante regista pieno di talento, anche lui video-blogger di Youtube. Fate venire in mente ad uno di loro una storia che pesca a piene mani dalle loro serie tv preferite, senza per questo creare un remake amatoriale o una parodia, diciamo semmai una rispettosa reinterpretazione. Aggiungete una bellissima colonna sonora originale creata apposta per la serie dagli AboutWayne. Il risultato è stupefacente e da molti punti di vista di qualità nettamente superiore agli standard a cui la tv generalista italiana ci ha abituato. Freaks fa registrare 100.000 visualizzazioni, fan club e blog spontanei dedicati, il tutto in soli tre giorni, oltre a migliaia di commenti, in continua crescita. Questi gli strabilianti risultati, senza alcuna promozione né lancio stampa. Il manipolo di ragazzi che hanno realizzato la serie “Freaks” non hanno nulla da invidiare alle troupes professionali delle serie tv italiane più seguite, che purtroppo sembrano rimaste ancorate agli anni ’90, in quanto a struttura narrativa e sceneggiatura, e non giustificano affatto il pessimo risultato di realizzazione considerando mezzi e risorse.

La bassa qualità della fiction tv italiana.

Per trovare una motivazione a questa scadente qualità delle serie tv mainstream non dobbiamo cercare poi molto lontano, la geniale serie-culto “Boris“, da poco tempo uscita anche sul grande schermo, ci mostra con divertente ironia e un pizzico di cinismo le numerose e “troppo italiane” cause.

L’innovazione di qualità si muove nel silenzio.

In realtà il fenomeno delle web series esiste da tempo, e quelle italiane, nel silenzio pressoché totale dei media tradizionali, possono addirittura vantare dei premi internazionali. Migliore web series-comedy in lingua straniera al Festival Internazionale delle Web Series di Los Angeles, è il caso di “TravelCompanions” divertente e semplice webserie, ideata e realizzata da Ferdinando Carcavallo e Luca Napoletano, basata su episodi singoli che sono dei veri e propri sketch a se stanti, oppure dell’originalissima e interattiva “L’altra”, web serie nata per Facebook  (tanto da essere definita una social serie) e  che si sviluppa attraverso l’interattività con il proprio pubblico, che si immedesima nella storia e partecipa attivamente dando suggerimenti alla protagonista attraverso i commenti alle varie puntate. Anche questa serie, realizzata da Riccardo Milanesi, insieme al co-autore Marco Verdura, ha partecipato al festival di Los Angeles portando a casa il premio per la miglior attrice protagonista, Ilaria Silvestri. Per rivederla vi consiglio l’ottimo articolo apparso su Ninja Marketing.

Non sempre progetti indipendenti.

Il fenomeno“web series” non è soltanto una forma di espressione artistica indipendente, nata dalla passione di qualche giovane con la propria handycam. A volte il progetto è sviluppato attraverso dei fondi istituzionali o privati, come la web fiction “Chiamami” realizzata con la collaborazione della Regione Puglia attraverso il progetto “Principi attivi” e al ministero della Gioventù o ancora alla web serie “Tutti i venerdì” prodotta dalla ditta di cereali per la prima colazione “MrKanny”, con un chiaro scopo di viral marketing.

È il web 2.0 bellezza!

Il web 2.0 non dorme mai, è in continua evoluzione e fantasticamente imprevedibile perché il suo segreto è la contaminazione, lo stesso meccanismo scelto dalla vita per continuare la sua avventura. Il meccanismo attraverso cui un essere vivente può migliorare (a volte), nel processo evolutivo è la mescolanza dei suoi geni con quelli di un altro individuo, in altre parole la contaminazione permette un continuo rinnovamento e il conseguente adattamento ai nuovi tempi. Questi esempi dimostrano che il web costituisce sempre di più il substrato perfetto per far sviluppare le più variegate forme di talento, in barba al mondo mainstream con i suoi schemi bloccati da logiche che nulla hanno a che fare con la meritocrazia, esistono centinaia di registi e attori bravissimi la fuori, sono intorno a voi, e se un giorno chiederete loro l’autografo, sarà anche grazie al web 2.0.

Tagged with: 2.0 • artisti • Freaks • giovani • talento • web series 
Autore

Luca Baldini

Blog Article
  • http://www.evilripper.net evilripper

    no infatti non l’avevo letto ora si!
    grazie per le info anche io ritengo che la tv sia rimasta indietro anni luce e apprezzo questi tentativi alternativi che appaiono sul web! :)

  • Pingback: 1 web serie e una hicca… « Balduse

  • Pingback: Del genio e della grandezza di Maccio Capatonda | Lo Spazio della Politica

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