Lo Spazio della Politica
  • Politica globale
  • Politica italiana
  • Economia ed innovazione
  • Sport
  • Energia
Lo Spazio della Politica
RSSTwitterFacebookLinkedInYoutube
  • Politica globale
  • Politica italiana
  • Economia ed innovazione
  • Sport
  • Energia
La spartizione cinese dell’Europa Bafana Bafana #29 – Se il Dio dello sport parlasse norvegese…
attentato-norvegia

Siamo tutti norvegesi

di Alessandro Aresu · 2 Comments · in Europa, Politica globale · 23 luglio 2011

I tragici eventi di ieri ci danno l’occasione di parlare di un Paese spesso dimenticato nelle nostre discussioni di politica estera, perché le sue prospettive sembrano lontane da noi e dalle nostre esigenze. Senza ancora entrare nelle discussioni sulla matrice degli attentati di Oslo e di Utoya, dato che restano ancora margini di incertezza (anche se con l’arresto dell’attentatore Anders Behring Breivik è ormai definitivamente tramontata la pista islamica), per ora ci limitiamo a offrire un breve panorama della Norvegia.

Cominciamo da un’ironia difficilmente replicabile, che ci racconta questa fase incerta della globalizzazione. Il 13 marzo 2010 il noto storico di Harvard Niall Ferguson ha tenuto presso il Peterson Institute of International Economics di Washington la Niarchos Lecture, sponsorizzata dalla Stavros Niarchos Foundation del celebre tycoon di Atene. La domanda preferita da Ferguson, pagato quindi dai soldi di un uomo d’affari greco, è venuta da un noto uomo d’affari norvegese, Herbjorn Hansson, che ha fatto allontanare lo storico per qualche minuto dalle prospettive del collasso europeo e del fallimento imperiale statunitense. Ferguson ha infatti commentato così la domanda:

I had the pleasure of visiting your country just last week. I was in Stavanger, and it gives me an opportunity to say that if you’re looking for a developed country that doesn’t have a massive crisis of public debt, Norway is up there, well ahead of Canada incidentally.

L’autore di “Civilization” ha poi rinnovato il suo apprezzamento rispondendo a una domanda sui luoghi dove conviene investire. Perché la Norvegia è una nazione vincitrice di questa fase storica? Perché anche noi, in un elenco di “attori globali” di rilievo che seguiva al riscontro dell’insufficienza europea, abbiamo inserito in tempi non sospetti – oltre a Google, il Brasile, Al Jazeera – i fondi pensione norvegesi? La Norvegia si trova costantemente in cima alle classifiche sullo sviluppo umano (Human Development Index) e condivide questa posizione con quella degli altri Paesi scandinavi. Al di là delle classifiche e dell’ammirazione per il sistma di welfare, esiste anche una forma di soft power: per esempio, lo studio norvegese di architettura Snøhetta ha progettato perfino la nuova biblioteca di Alessandria. “Getting to Denmark” (la strada ideale per la crescita e le istituzioni di una società a cui Francis Fukuyama ha dedicato la sua ultima ricerca) può essere anche interpretato come “getting to Norway”.

Se il presidente Lula ha usato la formula “Dio è Brasiliano” per commentare la scoperta di nuove riserve di petrolio, anche i norvegesi possono rivendicare quest’attribuzione. Gli italiani nascono in debito. I norvegesi nascono in credito. Per merito delle risorse naturali e del loro sfruttamento, e ovviamente dell’esigua popolazione (che rende le comparazioni con queste realtà spesso non pienamente azzeccate). Il “credito” della Norvegia ha suscitato un’attenzione internazionale con l’ascesa dei fondi sovrani, a cui appartiene tecnicamente il già citato fondo pensione, che investe nei mercati azionari globali. Gli investimenti del fondo nei vari Paesi, con un’operazione di trasparenza che rappresenta il benchmark della categoria riconosciuto fin dalle prime rilevanti discussioni internazionali sui fondi sovrani nel 2008, sono comodamente consultabili in questa mappa e sono stati oggetto di pubblico dibattito e scrutinio. Ciò ha portato al disinvestimento in alcune compagnie, considerate non-etiche, per il trattamento della forza lavoro e per la produzione di armi  (per esempio, per questo motivo in Italia è stato liquidato nel 2005 un investimento in Finmeccanica). La geoeconomia norvegese, comunque, non è soltanto legata a fattori etici, se consideriamo per esempio l’affare miliardario – di cui avevamo parlato qui – tra Orkla e China Blue Star, seguito significativamente all’assegnazione del premio Nobel per la Pace a Liu Xiabo.

La sicurezza della Norvegia – oltre ai suoi rapporti con l’Unione Europea – è una questione sul tavolo per la sua posizione geografica e politica. Se da una parte gli eventi di ieri potrebbero rafforzare le spinte securitarie (interne ed esterne) del partito conservatore e del Fremskrittpartiet, Oslo deve già pensare alla sua sicurezza per proteggere la sua fortuna. Anzitutto dalla vicina Mosca. Con il pensionamento della Nato, dovrà farlo da sola, da attore fondamentale di quella “partita al Polo” che caratterizzerà i percorsi energetici nel medio periodo e forse le nuove rotte marittime nel lungo periodo. Nel percorso di Statoil, con cui collabora anche la nostra ENI, c’è infatti il Mare di Barents, e quindi il dialogo sui confini con la Russia. La Norvegia del futuro dovrà affrontare anche queste questioni di portata regionale e globale mentre, all’indomani della tragedia, cercherà di analizzare le contraddizioni e gli oppositori del suo modello di Stato e di società.

Tagged with: energia • Geopolitica • Norvegia 
Alessandro Aresu
Autore

Alessandro Aresu

Nato a Cagliari nel 1983, è cofondatore e direttore de Lo Spazio della Politica, collaboratore di Limes e della Nuova Sardegna. Per LSDP cura le rassegne stampa e si occupa di analisi di scenario sulla politica italiana, oltre che di Stati Uniti.

Blog Article Facebook Facebook
  • http://logg.it Sinigagl

    Sono piuttosto scioccato. Ho vissuto in Norvegia e una cosa del genere non me la sarei aspettata. Solo qualche nota sconnessa perchè sono troppo agitato.
    Il paese ha creato il fondo sovrano per “mettere da parte un po’ di soldi per il futuro, quando il petrolio sarà esaurito” con un’incredibile lungimiranza di far godere le generazioni future di un bene di oggi.
    I norvegesi sfottono sempre i cugini Svedesi e Danesi per essere stati neutrali e arrendevoli contro i nazisti durante la II guerra mondiale mentre i Norvegesi combatterono a lungo. In questo senso il paese è pronto ad affrontare il pericolo russo: a differenza nostra non ha mai sospeso la leva obbligatoria e ha sempre lasciato truppe al confine russo.
    Si riproporrà il tema dell’adesione all’Unione europea che sta sempre sottotraccia nel paese che è troppo giovane per voler perdere la propria indipendenza ma capisce benissimo che in questo modo sono gli altri europei a decidere su parte del proprio destino senza poter influire in alcun modo.
    Ad ogni modo i norvegesi sono molto orgogliosi: difenderanno il loro modello di socialismo reale con le unghie e con i denti.

  • http://logg.it Sinigagl

    Ho messo in fila i miei pensieri: qui il mio omaggio alla Norvegia in questo momento terribile.
    http://pico.co.it/2011/07/24/jens-stoltenberg-e-il-mio-presidente-del-consiglio/

  • Cerca

  • Altro di Alessandro Aresu

    Il ritorno della piazza e il tempo della crisi

    17 aprile 2013

    Pubblichiamo una revisione dell’intervento tenuto da Alessandro Aresu durante “Biennale Democrazia”, quest’anno dedicata al tema “Utopico. Possibile?” nell’incontro [...]

    Europa, Politica italiana

    Ce lo meritiamo, Giulio Terzi di Sant’Agata

    27 marzo 2013

    Alla fine del saggio “Da Arcole ad Arcore” Lucio Caracciolo, in riferimento alla diplomazia di Berlusconi, osservava come in politica [...]

    Politica italiana

    Finale di partita elettorale

    23 febbraio 2013

    1. L’algoritmo dell’affluenza.

    Non conosco un Nate Silver italiano, che abbia effettuato una previsione pubblica e riconosciuta del risultato elettorale, [...]

    Leader, partiti, classi dirigenti, Pianeta elezioni, Politica italiana

    Gli Stati Uniti del 2013: la notte degli Oscar

    12 febbraio 2013

    Il 24 febbraio, quando il sonno della maggior parte degli italiani sarà occupato da Bersani, Berlusconi, Grillo, Monti, Ingroia e [...]

    Politica globale, Stati Uniti

    A scuola da Albert Hirschman

    12 dicembre 2012

    Non è uno scandalo che Albert Otto Hirschman sia morto. Nato nel 1915, aveva smesso di scrivere da molto tempo. [...]

    Economia ed innovazione, Politica globale

  • Gli articoli più popolari

    • Centri per l’impiego: che fare?
    • Le occasioni perdute della ricerca: il caso ENEA
    • Sulla tremenda minaccia dell’inglese all’università
    • Primavera turca o crisi di Erdogan?
    • Next Round #15 – D-Wave One, il computer che cambierà il mondo
  • Gli ultimi articoli

    Il Messico obeso

    di Davide Cadore - 18 giugno 2013

    BRICS e Paesi emergenti, Highlights, Politica globale

    Le occasioni perdute della ricerca: il caso ENEA

    di Lorenzo Grande - 14 giugno 2013

    Economia ed innovazione, Highlights

    Credere nel progresso per nutrire l’Africa

    di Calestous Juma - 13 giugno 2013

    Economia ed innovazione, Highlights

    Centri per l’impiego: che fare?

    di Federico Pancaldi - 10 giugno 2013

    Highlights, Politica italiana, Politiche pubbliche

    Tutte le parole per chi lavora online

    di Dino Amenduni - 8 giugno 2013

    Comunicazione, Politica italiana

  • Il Messico obeso
  • Le occasioni perdute della ricerca: il caso ENEA
  • Credere nel progresso per nutrire l'Africa
  • Centri per l'impiego: che fare?
  • Tutte le parole per chi lavora online
  • Ue ed energia: Bruxelles, abbiamo un problema
  • Vietare l’italiano non fa bene al Politecnico
  • Il costo dell'ignoranza
  • Primavera turca o crisi di Erdogan?
  • Startup Germania
  • L'Africa e gli eserciti delle infrastrutture
  • Abbiamo ancora bisogno del manifatturiero?
  • L'irresistibile ascesa di Houston
  • Ripensare il Servizio Sanitario Nazionale
  • Chi vuole guidare il fondo sovrano cinese?
  • Sulla tremenda minaccia dell'inglese all'università
  • Il PD alla ricerca dell'anima
  • Quei lavori che nessuno vuol più fare
  • La Banca dei BRICS: una questione economica e politica
  • Una strategia per il PD senza giovani
  • La rivoluzione africana della scienza
  • Dopo Ducati, Alitalia: la sfida di Del Torchio
  • Il vero malato d'Europa? L'Europa
  • Tecnocrazia contro politica?
  • Africa dell'Est a tutto gas: rischi e opportunità
  • La classe media cinese e la sfida della sostenibilità
  • A Bankitalia per sincronizzare un paese controtempo
  • Manifesto per lo sport nelle scuole
  • L'ultima previsione del Signor BRICs
  • Corsa all'oro liquido: a che punto siamo
Unknown Twitter error.  — SpazioPolitica
Lo Spazio della Politica

Pages

  • Cos’è Lo Spazio della Politica?
  • Faq
  • The LSDP Top 100 Global Thinkers of 2011 (English Version)
  • Who’s who
  • Chi siamo

The Latest

  • Il Messico obeso
    L'anno scorso, in occasione di Visti a Vedrò, abbiamo intervistato Davide Cadore, che […]

More

© 2012 Lo Spazio della Politica
    PageLines by PageLines