Nell’ultimo studio elaborato dall’ottimo Centro Studi della FIGC si indica come il modello sportivo classico del presidente padre e padrone (chiamato modello di governance chiusa) non possa più essere sostenibile in un sistema in cui i costi sopravanzano sempre i ricavi. Alla regola esistono le eccezioni e nel mondo del calcio europeo l’eccezione parla arabo. Perché quella che sta finendo è stata l’estate dell’ingresso della famiglia Al Thani. Malaga, Barcellona, Paris Saint Germain e i Mondiali di calcio del 2022 sono finiti, a titolo diverso, nel loro personale carrello della spesa. Il nome Al Thani, ai più non dovrebbe dire nulla ma se lo sostituite con le parole famiglia regnante del Qatar le cose diventano molto più chiare.
Il colpo più grosso, almeno a livello di notorietà, è stata sicuramente l’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Con buona pace delle ombre di corruzione che alleggiano su tale decisione, un affare che dovrebbe prevedere, secondo la Deutsche Bank, investimenti per 2 miliardi di dollari. Cifra alla luce della quale i quasi 500 milioni di euro provenienti dall’emirato e piovute nelle casse dei tre club sopraccitati sembrano spiccioli.
Il via allo shopping calcistico è partito nel giugno 2010, quando Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani, cugino dell’emiro ha comprato il Malaga Fc dalle mani della famiglia Sanz. Notizia questa accolta dai media nazionali con un mix di scherno e disinteresse, anche perchè la dirigenza del Malaga ha subito puntato su nomi di giocatori prestigiosi ma forse un po’ bolliti (Batista, Demichelis, Van Nistelrooy). Peccato che l’emiro abbia investito nel solo mercato più di 100 milioni di euro, con il chiaro obiettivo di piazzare la sua squadra subito dietro a Barcelona e Real Madrid.
La Qatar Foundation, che fa capo alla seconda moglie dell’emiro, in cambio di 130 milioni di Euro è riuscita invece nella storica impresa di convincere la dirigenza del Barcellona a “sporcare” per la prima volta nella storia la camiseta blaugrana con uno sponsor. Evento storico soprattutto a livello simbolico ma che ha permesso alle casse del club di Laporta una bella boccata d’ossigeno.
A maggio invece è toccato ad una bella addormentata del calcio francese, il Paris Saint Germain, ricevere il bacio dello sceicco. La Qatar Investment Authority ha acquistato il PSG e ha rivoluzionato ulteriormente lo scenario del calcio europeo, facendo riemergere i parigini dal sonno in cui erano finiti. Costo dell’operazione? Per ora altri 130 milioni di Euro (50 per l’acquisto della società e i rimanenti investiti fino ad ora nella campagna acquisti), con la perla dell’acquisto di Javier Pastore. Alla guida di tutto Hamad bin Jassim bin Jaber bin Muhammad Al Thani nipote dell’emiro e attuale primo ministro.
Lo shopping però non sembra finito, negli ultimi mesi sempre più forti sono stati i rumors circa un possibile ingresso della Qatar Investiment Authority nell’azionariato che controlla il Manchester United, ed addirittura è stata ventilata l’ipotesi di un’offerta superiore ai 2 miliardi di euro per l’intero pacchetto.
Chiudete gli occhi. Anno 2022. Inaugurazione del nuovo Lusail Iconic Stadium. Quadrangolare tra Malaga, Barcellona, Manchester United e Paris Saint Germain. Non stupitevi se saranno state anche le quattro semifinaliste dell’ultima edizione della Champions League.





































Andrea Matiz e Moris Gasparri