Il nostro viaggio nell’ancora troppo poco raccontato mondo delle startup italiane, degli spin-off universitari e dei poli tecnologici si arricchisce oggi di un’altra tappa. La scorsa volta ci eravamo lasciati a Trieste, oggi invece facciamo scalo nei pressi di Pisa, al CERFITT di Pontedera. Ecco a voi l’intervista che abbiamo realizzato con i ragazzi di WIN, startup del settore biomedicale di grandi prospettive nata sui banchi della Scuola Sant’Anna, che sta sviluppando i suoi progetti nell’incubatore d’imprese toscano. Buona lettura, e se condividete il ragionamento del titolo….dateci una mano a condividere questa storia:)

Quando è nata WIN, da chi è formata e di cosa si occupa?

Ufficialmente la W.I.N. srl è nata a marzo 2009, ma era da tempo che alcuni dei soci fondatori, durante il loro corso di studi, avevano pensato alla possibilità di mettere le loro idee innovative al centro di un progetto imprenditoriale. Oggi la mission aziendale della WIN è sviluppare sistemi medicali wireless, basati su tecnologie all’avanguardia, per il benessere e la salute dell’uomo e la donna del terzo millennio. I nostro prodotti sono sistemi wireless di monitoraggio remoto basati sui concetti di modularità dei sensori, autoconfigurabilità, indossabilità e facilità d’uso.

I soci attualmente sono 8, con in più la Camera di Commercio di Pisa che ha puntato sull’idea imprenditoriale di WIN entrando nella compagine societaria tramite il Fondo Rotativo. Il Presidente è Antonio Mazzeo, con un Master in Management dell’Innovazione presso la Scuola Sant’Anna di Pisa e con esperienze presso la società Autostrade per l’Italia S.p.A e Enerqos S.p.A. L’Amministratore Delegato invece è  Virginia Pensabene, dottore di ricerca in Tecnologie Umanoidi che collabora con il laboratorio CRIM del Polo Sant’Anna Valdera. Poi c’è Donato Mazzeo, responsabile strategie operative di WIN, che ha lasciato un colosso come Finmeccanica Group Services per lanciarsi in questa sfida. E lo stesso ha fatto Emmanuele Angione (MBA in International Business presso il MIB di Trieste), che dopo aver lavorato a Parigi e Dublino per la compagnia americana PayPal è tornato in Italia per fare l’Head of Operations di WIN. Chiudono la compagine societaria Pietro Valdastri, referente scientifico del gruppo e ispiratore dei brevetti che proteggono la tecnologia WIN, che da agosto è negli USA ad insegnare presso la prestigiosa Vanderbilt University a Nashville; Ferdinando De Negri, referente medico dell’azienda e dirigente presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana; Sergio Scapellato, con un titolo di Perfezionamento in Bioingegneria, e Monica Vatteroni, dottoressa in fisica presso l’università di Trento e collaboratrice di ST Microelectronics.

Quali sono le potenzialità economiche e sociali del vostro settore su scala globale?

Il mercato di riferimento è quello sanitario-medicale ed è un mercato altamente innovativo, che si avvale e si rigenera costantemente con l’introduzione di nuove e più efficienti tecnologie. La dimensione nazionale del mercato per i nostri prodotti di monitoraggio remoto è data da 1200 ospedali per almeno 15 reparti diversi per un totale di 18.000 reparti (totale 1,26 Bio€). In Europa (IT, UK, DE, FR) si possono considerare 72.000 reparti (totale 5,04 Bio€). E’ chiaramente un settore in forte crescita, perché gli attuali Sistemi Sanitari Nazionali non sono più sostenibili da un punto di vista economico-finanziario, ragion per cui è necessario andare verso una medicina di assistenza e di remotizzazione delle cure, e la WIN lavora proprio in questa direzione. Così come i nostri sistemi permettono di ovviare ai cambiamenti sociali in corso: gli anziani e i malati cronici non hanno più l’assistenza continua di figlie e famiglie e devono quindi essere dotati di sistemi per il controllo continuo a distanza.

Qual è il supporto che vi offre il Cerfitt e che tipo di legame ha con le università pisane?

Il legame collaborativo del CERFITT (Centro Ricerca e Formazione sull’Innovazione Tecnologica e il Trasferimento della Tecnologia) con le università pisane non è solo di tipo formale (Pont-Tech, la società che gestisce il Centro, è partecipata sia da UNIPI che da Sant’Anna) ma soprattutto sostanziale, si pensi ad esempio al laboratorio del Dipartimento di Chimica Industriale che si occupa di materiali da plastica di riciclo che ha la sua sede nel CERFITT, ma anche alle tante spin-off provenienti dai laboratori del SSSA, CNR o UNIPI che sono o sono state nell’Incubatore del CERFITT. Il supporto offerto alle imprese spazia dalla logistica (locali arredati, cablati e pronti all’uso, aree comuni, servizi di vigilanza ecc.) alla segnalazione e supporto al perseguimento di opportunità sia finanziarie che di relazione (interne ma anche, attraverso il network di Pont-Tech, con centri di ricerca e strutture di incubazione esterne) per arrivare alla fornitura di servizi formativi e consulenziali tarati sulle esigenze della singola impresa.

Quali sono secondo voi le politiche necessarie allo sviluppo dei vari ecosistemi dell’innovazione italiani? Quali sono invece le difficoltà e gli ostacoli maggiori che avete fin qui incontrato?

1) Maggiori sinergie tra incubatori con vocazioni simili. Verticalizzazione a livello nazionale delle linee di ricerca e di sviluppo.

2) Scarso accesso a risorse manageriali qualificate sul territorio in cui operiamo. Una mentalità universitaria e imprenditoriale ancora lontana da quelle che sono le vere esigenze di chi si occupa di innovazione. Scarsi incentivi nazionali per concedere l’opportunità ad aziende e imprenditori che assumono giovani lavoratori e che sviluppano nuove tecnologie di ricevere un  livello di tassazione agevolato.

3) Le banche non supportano il percorso di evoluzione delle aziende in quanto non riescono a percepire il reale valore delle proposte imprenditoriali. La valutazione dell’idea imprenditoriale e la capacità di finanziamento delle banche  si basa solo su valutazioni economiche finanziarie del pregresso delle societè stesse (che pregresso puo’ avere un giovane imprenditore che lavora in una start-up???), su questo tema per noi è stato fondamentale l’incontro in fase di nascita con Unicredit attraverso il concorso “Talento delle Idee”.

Avete contatti con startup internazionali simili alla vostra? Se si, li invidiate o pensate che fare impresa e innovazione in Italia sia comunque una sfida che vale la pena di essere affrontata?

Abbiamo continuamente contatti con differenze start-up internazionali e siamo fortemente convinti che la sfida da affrontare in Italia sia dura ma fattibile. L’esperienza che stiamo vivendo in Toscana è assolutamente positiva, la vision che il territorio toscano ha saputo comunicare ai propri imprenditori ha permesso di effettuare scelte precise di insediamento che ci hanno permesso di incontrare le tre leve fondamentali per ogni azienda:

- Know-how specifico grazie alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ai sui studenti provenienti dal Pol sant’Anna-Valdera che si trova a 2 passi dalla nostra sede;

- Finanziamenti a progetti di ricerca e sviluppo per poter fare i primi passi dello sviluppo della nostra idea imprenditoriale;

- Mercato toscano votato all’inserimento di nuove tecnologie anche all’interno della Sanità Pubblica.

[Intervista a cura di Moris Gasparri]

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