In principio fu l’improvvisazione. Correva il dicembre del 2009, quando leggemmo entusiasti la classifica dei global thinkers pubblicata per la prima volta da Foreign Policy. Nei giorni successivi, per gioco, provammo a mettere giù un elenco di cento nomi alternativi, ispirandoci allo stile di FP che allarga il concetto di “global thinker” fuori dal campo degli studiosi e dell’accademia, estendendolo alle sfere della politica e dell’economia. Ci lavorammo per tre giorni, in fretta e furia, come si può vedere anche dalle numerose lacune grafiche nell’impaginazione, tra cui spicca un mitico bug di WordPress al posto del numero 8 che vogliamo conservare a mo’ di “reperto storico” del nostro lavoro. 

Un anno fa venne il tempo della sfida in campo aperto. Attendemmo con ansia l’uscita della classifica di FP, sempre ai primi di dicembre. Sulle ali della soddisfazione nel vedere molti nostri nominati dell’anno prima scelti dal prestigioso magazine americano, ci mettemmo all’opera per trovare altri cento nuovi nomi alternativi. Questa volta i tempi di lavoro si allungarono a due settimane, e il risultato fu questo. A un anno di distanza e dati di Google Analytics alla mano, il risultato è stato di quasi novemila visualizzazioni uniche per la versione in italiano, oltre cinquemila per quella in inglese, 764 “like” di Facebook sulla pagina contro i 94 dell’anno prima, l’attenzione dei principali media nazionali, da Repubblica al Corriere della Sera, passando per Sky TG 24 e Radio3, e concludendo con L’Espresso. Si tratta del più grande risultato in termini di visibilità pubblica finora ottenuto dal nostro progetto. Senza dimenticare ovviamente le varie critiche pervenuteci, su tutte la mancanza di nomi legati alle professioni tecnico-scientifiche e l’eccessiva presenza di celebrità dello sport e dello spettacolo.

Quest’anno cambiamo registro. La nuova classifica è pronta, ed il 22 novembre sarà online. La sfida con FP l’abbiamo lasciata cadere, ed è per questo motivo che abbiamo voluto anticipare la data della pubblicazione. Il senso della nostra operazione è diverso, vogliamo lavorare su una strada più originale e profonda. Diverso dai nomi di FP, molto legati all’establishment americano. Diverso dalle tante raccolte – ultima quella di The Atlantic – che contengono nomi già pluricelebrati e, in fondo, banali.

Da quest’anno la nostra classifica diventa infatti non solo un prodotto di curiosità giornalistica, ma anche e soprattutto uno strumento di analisi e conoscenza. Vogliamo renderla un annuario della politica globale, uno strumento completo di lettura e consulenza, un riassunto originale dell’anno che sta per concludersi e dei suoi trend politici principali. A differenza degli altri anni, abbiamo quindi voluto dare un preciso ordine teorico alla selezione dei nostri cento pensatori globali del 2011, per evitare la casualità delle scelte. Lo abbiamo fatto sulla base di dieci concetti-guida, che oggi vi presentiamo in dettaglio.

1) In primo luogo raccontare e rappresentare i due eventi principali della politica globale nell’anno che stiamo per mettere alle spalle: le primavere arabe e la crisi dei debiti sovrani europei. Nella classifica troverete molti attori protagonisti a vario titolo di queste vicende: decisori politici, analisti, studiosi, blogger, economisti, attivisti.

2) La presenza tra i nominati di istituzioni e organizzazioni (centri di ricerca, think tank, imprese, organizzazioni no-profit, siti d’informazione, prodotti) e non solo di persone. Perché il pensiero e l’azione non sono solo opere individuali, anzi.

3) La presenza di nomi legati al mondo della scienza e della ricerca, dalla ricerca medica alla robotica, dalla ricerca spaziale alla genetica. Su questo punto abbiamo voluto far tesoro delle giuste critiche ricevute lo scorso anno, colmando una vistosa lacuna.

4) L’attenzione ai personaggi provenienti dai paesi emergenti, uno dei punti forti  e ormai “tradizionali” della nostra classifica. Una piccola anticipazione: quest’anno c’è molto più Brasile degli altri anni. Poi spazio allo scontato protagonismo asiatico (Cina, India e non solo) ed anche ad alcune voci africane.

5) Il focus su imprenditorialità e innovazione a livello globale, con il secondo aspetto che incrocia anche le strade dell’arte e dell’architettura.

6) La novità dei nomi legati al mondo dell’energia, pressoché assenti nelle altre edizioni.

7) La consueta presenza di personaggi sportivi e da quest’anno anche di studiosi dello sport ed opinionisti, a confermare un’attenzione ormai consolidata per questi temi.

08) Gli sprazzi di cultura pop. Ok, forse lo scorso anno abbiamo esagerato con le Shakire ed i Polpi Paul, ma la classifica deve anche divertire e far ridere. Lunga vita all’ironia!

9) La presenza di alcuni “global thinkers” riconfermati, ormai punti di riferimento che utilizziamo per monitorare il dibattito globale, attraverso articoli e interviste. La classifica per noi diventerà sempre di più uno strumento di ricerca capace di durare tutto l’anno. Le traiettorie di alcuni personaggi servono e ci serviranno sempre di più per comprendere le traiettorie della politica globale. Con una punta d’orgoglio ci piace ricordare come questo lavoro in Italia non lo faccia quasi nessuno.

10) Dulcis in fundo, undici nomi italiani. Unico criterio di scelta, l’effettiva proiezione internazionale dei personaggi selezionati. Una guida per l’Italia che parla al mondo, in attesa di essere ascoltata.

La guida alla nuova classifica a questo punto è completa. Ovviamente anche quest’anno avremo bisogno di tutto il vostro aiuto per diffonderla su Facebook e su Twitter, se la apprezzerete ovviamente. Non è finita qua. Nelle prossime settimane ci metteremo al lavoro per realizzare un ebook/pdf della classifica, con i profili estesi di ogni nominato e con alcuni brevi saggi di approfondimento. Infine il 6 dicembre a Bruxelles realizzeremo un evento – Butterfly Med – in cui avremo modo di discutere in maniera più approfondita le nostre scelte legate alle “primavere arabe”. Per il momento appuntamento a martedì prossimo, e buona attesa a tutti!

 


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