Buon compleanno si fa per dire. Ricordate la promessa di Barack Obama di chiudere Guantanamo? Bene, oggi il carcere ha compiuto dieci anni, e, secondo Jonathan Hafetz, l’America si è ormai abituata alla sua esistenza. Così scrive Amy Davidson sul New Yorker:
Dal momento della distruzione delle Torri Gemelle, dieci anni e tre mesi fa, sono sorti due nuovi edifici. Entrambi sono stati oggetto di battaglie polemiche nei tribunali, nell’arena politica, e altrove; entrambi hanno il potere di provocare reazioni irrazionali. La prima è stupidamente incompiuta, e l’altro terribilmente ancora aperto. La prima, la nuova torre a Ground Zero, è bella, e sta diventando sempre più evidente man mano diventa più alta, e la sua facciata rifrange la luce di diverse stagioni. Possiamo guardarla con un certo orgoglio. L’altro edificio, la prigione di Guantanamo Bay, che ha aperto esattamente dieci anni fa questo mercoledì, è brutto, e riesce sempre più a distorcere, piuttosto che a riflettere, i nostri valori. È il gemello cattivo.
Nella campagna per le presidenziali, si può parlare di un “lascia o raddoppia” in riferimento a Guantanamo. Barack Obama ha ordinato la sua chiusura (anche nei documenti ufficiali della Casa Bianca) ma non è riuscito a portare a termine questo progetto, seguendo il cambiamento qui descritto da Matthew Waxman. Nel 2007, invece, Romney aveva un’idea opposta e molto chiara: raddoppiare – letteralmente – il campo di prigionia.
In “An American Century” – il white paper sulla politica estera della campagna di Romney 2012 – non si fa invece menzione di Guantanamo.



































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