Su La Stampa di oggi si parla del taglio delle basi militari americane in Europa, e dell’impatto che avrà per l’Italia. Tra i discorsi politici realmente rilevanti che il 2011 ci lascia in eredità c’è quello sul futuro della NATO pronunciato lo scorso giugno dal Segretario alla Difesa americano Robert Gates, che trovate qui. Abbiamo voluto tradurre i passaggi principali, perché inquadrano alla perfezione la notizia di cui sopra:
Sono l’ultimo di una serie di segretari della difesa degli Stati Uniti che hanno esortato gli alleati, privatamente e pubblicamente, spesso con esasperazione, a raggiungere i punti di riferimento concordati per la spesa per la difesa della NATO. Tuttavia, le realtà del bilancio, della politica e della demografia rendono improbabile che ciò accada in tempi brevi, in quanto anche sostenitori militari come il Regno Unito sono stati costretti a praticare tagli importanti alla forza delle loro strutture. Oggi, solo cinque dei 28 alleati – Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Grecia, insieme all’Albania – superano il concordato 2% del PIL di spesa per la difesa.
La brusca realtà è che sta diminuendo sempre più la pazienza nel Congresso degli Stati Uniti – e ancor più nel popolo americano – che permette di spendere fondi sempre più preziosi per conto di nazioni che non sono apparentemente disposte a dedicare le risorse necessarie per essere seri partner nella propria difesa. Nazioni che sono invece desiderose di vedere i contribuenti americani pronti ad assumersi l’onere di una sicurezza sempre più abbandonata dalle riduzioni nei bilanci della difesa europea. Infatti, se le tendenze attuali nel declino delle capacità di difesa europea non vengono invertite, i leader del futuro, quei politici statunitensi per i quali la guerra fredda non è stata l’esperienza formativa che è stata per me – non possono pensare che, negli investimenti americani nella NATO, il gioco valga la candela.
Quella che ho delineato è la possibilità reale di un futuro debole, se non triste, per l’alleanza transatlantica. Tale futuro è possibile, anche se non inevitabile.



































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