Michael Pettis nel suo ultimo contributo per il Financial Times scrive che per la Cina è giunto il momento di ripensare il proprio modello di crescita. Contrariamente a quanto molti analisti affermano, non sarà uno stimulus od un quantitave easing ad aiutare la Terra di Mezzo ad ottenere il soft landing, o comunque nel ri-accelerare la crescita economica.

Diminuzione dell’inflazione e rallentamento della crescita hanno indotto gli economisti della People’s Bank of China ad “allentare” il credito, magari tagliando i tassi di interesse. Ma, sostiene Pettis, tali azioni sono errate nel contesto dell’economia cinese:

 “Tale suggerimento è basato su una fondamentale incomprensione di come un alleggerimento quantitativo funzioni in un sistema bancario represso. Negli States, un alleggerimento quantitativo* tende ad aumentare sia l’investimento (attraverso l’abbassamento del costo del capitale) sia il consumo (attraverso la riduzione del costo del credito e l’aumento della ricchezza).

 

Ma l’alleggerimento quantitativo in Cina non funziona propriamente in questa maniera. Aumenta gli investimenti, come negli States. Ma di fatto riduce i consumi. Perché? Perché un ampliamento del credito insieme a tassi di interesse reali molto bassi incrementano la già elevata financial repression tax sui redditi dei cinesi.” [per ulteriori chiarimenti: The internationalisation path of the renminbi, 3.1 Financial account openness]

La soluzione per Pettis è limitare la crescita del credito ed aumentare il tasso di deposito reale. Ciò nonostante lo scetticismo -giustificato- di alcuni analisti riguardo questa ipotesi.

Di fatto Pettis chiarisce che tale proposta permetterebbe alla Cina di avere comunque meno problemi rispetto ad altri scenari:

Qualcuno teme che un rallentamento del PIL possa condurre ad un aumento della disoccupazione, ma tassi di interesse più alti dovrebbero costringere le imprese cinesi a passare da un modello di crescita capital-intensive, dominato da inefficienti imprese possedute dallo stato, ad un più salutare modello di crescita labour-intensive, sostenuto da più agili piccole e medie imprese. I primi tentativi della Cina di riequilibrare attraverso l’aumento dei salari hanno colpito le industrie labour-intensive, ed hanno di fatto peggiorato gli squilibri. Ma questo passaggio ad un modello di crescita labour-intensive potrebbe assicurare maggior occupazione per unità di crescita PIL – o maggior valore per il vostro renminbi.”

* Se non sapete cos’è, ve lo spiega Barry White.