Oggi alle ore 17.30 al Maxxi di Roma si terrà Tutticittì, il primo evento dedicato alla promozione della cultura sportiva nel nostro paese e a favorire l’edilizia scolastica.
Per la prima volta, oggi pomeriggio, i CT delle principali rappresentative nazionali (Prandelli, Berruto, Pianigiani, Campagna, Barbolini, Ravetto, Cerioni) insieme ad altri importanti uomini di sport come Yuri Chechi e Yosefa Idem presenteranno il Manifesto programmatico “Direzione e azioni per lo sport italiano da qui al 2020″ e una proposta di legge sullo sport italiano, alla presenza del Ministro dello sport Gnudi, di esponenti delle federazioni sportive, giornalisti e opinionisti sportivi, esperti e operatori del settore, studenti e atleti.
La presenza dei “Mister” nazionali e il ruolo attivo e concreto da loro svolto in tutta la fase di realizzazione, dimostra, ancora una volta, che anche i personaggi dello sport sono oramai parte della classe dirigente di questo paese.
Tutticittì nasce dalla collaborazione di lunga data tra Lo Spazio della Politica e Vedrò, collaborazione che ha avuto nel nostro Moris Gasparri il responsabile scientifico dell’evento e uno dei suoi motori principali.
Nei prossimi giorni torneremo ampiamente sull’evento e presenteremo nel dettaglio la proposta di legge, per ora qui di seguito ecco il decalogo a favore di una promozione della cultura sportiva in Italia.
1. Cultura dello sport è rivoluzione
È ribaltamento del luogo comune secondo cui ‘cultura’ e ‘sport’ sono elementi inconciliabili. È trasformazione della percezione pubblica in merito al ruolo dell’attività fisica, dell’agonismo, della capacità di coesione dello sport quale veicolo di crescita complessiva della società italiana.
2. Cultura dello sport è democrazia
È libera espressione delle proprie potenzialità tra pari, all’interno di una comunità. È opportunità di dare il meglio di sé al di là delle condizioni di partenza. È abbattimento delle barriere che ostacolano la pratica sportiva e valorizzazione delle diversità di qualsiasi genere.
3. Cultura dello sport è educazione
Alla ‘competizione sana’. Al rispetto delle regole e all’accettazione del risultato. Alla vittoria e alla sconfitta. È quanto spesso sembra mancare a una comunità nazionale disabituata al merito e refrattaria alle regole. Per questo i casi di doping e le frodi sportive vanno sanzionati drasticamente sul piano etico prima ancora che su quello giuridico.
4. Cultura dello sport è formazione
È preparazione alle prove della vita nel luogo deputato all’istruzione per eccellenza, la scuola. È qui che occorre creare quella sensibilità per la pratica sportiva poi utile a misurarsi con gli altri da adulti, sulla base della fatica e della valutazione delle prestazioni. Per questo – e per superare il cronico deficit dell’Italia nell’impiantistica scolastica – nasce la nostra proposta di legge per un “Fondo nazionale per lo sport”
5. Cultura dello sport è socialità
È capacità di aggregazione e presenza sul territorio. È tempo ‘speso bene’. È occasione quotidiana di scambio e di interazione con gli altri. È antidoto concreto alla marginalità sociale, specie nelle aree più esposte al degrado e a fenomeni di devianza e illegalità. Stadi, palazzetti, campi, palestre, piscine, piste ciclabili sono a pieno titolo parte della cultura civica e del patrimonio culturale delle città e dei paesi che ‘fanno’ l’Italia. Per questo l’attenzione alla quantità e alla qualità dei luoghi e degli spazi urbani nei quali si pratica sport è, per noi, essenziale.
6. Cultura dello sport è sviluppo
È possibilità di produrre ricchezza e generare occupazione. È competitività e promozione del ‘made in Italy’ che funziona nel mondo con i club professionistici. Ma è anche lavoro e opportunità di realizzazione umana e professionale con le tantissime realtà, agonistiche e non agonistiche, presenti in tutto il Paese.
7. Cultura dello sport è salute
È qualità della vita. A livello individuale, con la buona condizione fisica e psicologica di chi pratica sport. E a livello di comunità, con i benefici derivanti, per i bilanci pubblici, dai risparmi nella spesa sanitaria per la cura delle malattie legate alla sedentarietà.
8. Cultura dello sport è investimento
È assunzione di scelte finalmente selettive da parte del decisore politico. È programmazione e attuazione di politiche, nazionali e locali, volte a incentivare la pratica sportiva, e tutte le attività ad essa connesse, anche in tempi di crisi e restrizione dei bilanci pubblici.
9. Cultura dello sport è pensiero strategico
È costruzione consapevole di futuro. L’Italia dei prossimi dieci anni dovrà essere una nazione di sportivi. 4 milioni di nuovi praticanti in grado di promuovere i valori dello sport nella società e, al contempo, di rendere il tifo italiano più attento e più orientato alla correttezza, al rispetto degli avversari, al divertimento.
10. Cultura dello sport è responsabilità
Quella di chi è interno al mondo dello sport – come dirigente, allenatore, atleta, praticante – di rivendicare e testimoniare queste istanze generali. Quella di chi ricopre incarichi politici di lavorare con molta concretezza per promuovere la centralità – politica, economica e sociale – dello sport.





































Lo Spazio della Politica
Il profilo attraverso il quale condividiamo le nostre interviste, i post della rassegna stampa e gli aggiornamenti sulle nostre attività.