A Perugia sono in corso i lavori del Festival del Giornalismo. Numerosi testi, oltre all’esperienza quotidiana di chi vive la rete, aiutano ad approfondire, arricchire e ovviamente criticare la celebre profezia sul 2043, l’anno in cui secondo Philip Meyer uscirà l’ultimo giornale cartaceo. Le profezie sul lungo periodo in cui saremo probabilmente vivi non mancano anche oggi. Di particolare interesse è un recente reportage pubblicato su Wired da Steven Levy (noto autore di “Hackers” e da ultimo di una biografia di Google). Nel reportage, “Can an algorithm write a better news story than a human reporter?”, Levy racconta la storia di Narrative Science, una società di Chicago fondata nel 2010 e che già dal 2011 ha attirato l’attenzione dei media. Narrative Science si propone di trasformare i “dati in storie”. Secondo il profilo della società sul sito di Forbes (in cui si possono leggere le sue analisi di mercato, in un’evoluzione dei nuovi spazi dell’analisi finanziaria di cui ci ha parlato Raffaele Mauro su Limes), Narrative Science si propone obiettivi ambiziosi e, soprattutto, flessibili:
Narrative Science has developed a technology solution that creates rich narrative content from data. Narratives are seamlessly created from structured data sources and can be fully customized to fit a customer’s voice, style and tone. Stories are created in multiple formats, including long form stories, headlines, Tweets and industry reports with graphical visualizations. Multiple versions of the same story can be created to customize the content for each audience’s specific needs.
Il Chief Technology Officer di Narrative Science, Kris Hammond, è co-direttore dell’Intelligence Information Laboratory alla Northwestern University: qui potete ascoltare una sua intervista e nel sito dell’università si possono seguire i progetti che hanno portato allo sviluppo della start-up. La previsione di Hammond affidata a Steven Levy suona scioccante: entro 15 anni, più del 90% delle notizie sarà scritto dai computer. Lo stesso Levy afferma di aver deciso di scrivere l’articolo in quel momento, prima che lo scoop gli fosse sfilato dal naso da un MacBook Air. Secondo Hammond, “è vero che gli esseri umani sono incredibilmente ricchi e complessi, ma sono comunque delle macchine. In 20 anni, non vi saranno aree in cui Narrative Science non sarà in grado di scrivere storie”.
Davanti all’ascesa di questi strumenti, Matthew Ingram su Gigaom si è chiesto: “Is this what the future of the media industry looks like? Robots and content farms?”. In “content farms” come Journatic, i giornalisti sono pagati dai 2 ai 4 dollari a pezzo. Secondo i sostenitori entusiasti della “svolta algoritmica”, “possiamo usare i robot e gli strumenti automatici per fare quello che questi strumenti hanno sempre fatto, e cioé, liberare gli esseri umani dai compiti ripetitivi che hanno sempre svolto, e rendere più facile per loro concentrarsi sulle cose da fare che aggiungono davvero valore, in un modo unico che è proprio soltanto degli esseri umani”. Secondo Ingram, “è un argomento interessante, ma presume che i giornalisti che siano ‘liberati’ da Narrative Science o Journatic possano trovare qualcuno disposto a pagarli per il lavoro di valore che le macchine non possono fare. Se non possono, saranno soltanto giornalisti disoccupati”.





































Pingback: Google Alert – GIORNALI NEWS – Easy News Press Agency | Easy News Press Agency