Lo Spazio della Politica
  • Politica globale
  • Politica italiana
  • Economia ed innovazione
  • Sport
  • Energia
Lo Spazio della Politica
RSSTwitterFacebookLinkedInYoutube
  • Politica globale
  • Politica italiana
  • Economia ed innovazione
  • Sport
  • Energia
I primi cento giorni del governo Rajoy La lezione del 6 aprile
municipio

Il riformismo “taglia e incolla” al tempo della crisi

di Elisa Rebessi · 1 Comment · in Politica italiana, Politiche pubbliche · 5 aprile 2012

Ragionare di conti pubblici e finanza locale non è sexy. Provare a fare ordine e trovare un significato al balletto di manovre che da due anni coinvolge innanzitutto Stato ed Enti Locali, con in mezzo la caduta di un governo, è quasi divertente. O per lo meno interessante.

L’inizio è la crisi: a partire dalla manovra finanziaria per il 2011-2012, approvata alla fine del maggio del 2010, in Italia si sono susseguite in tempi rapidi manovre stabilite a livello centrale sulla spinta dell’incalzare della crisi economica e della necessità di rispettare gli impegni assunti in sede europea volti a raggiungere il pareggio del bilancio dello Stato.

Il primo punto è il seguente: le manovre intervengono in modo diretto sui livelli territoriali a partire dai Comuni agendo in modo centralistico sul controllo della spesa degli enti locali. Tali interventi, che rispondono essenzialmente ad una logica emergenziale e di contenimento della possibilità di indebitamento dello Stato, contrastano con disegni preesistenti di ammodernamento complessivo del sistema amministrativo e di governo: legge 142/2009 di attuazione del federalismo, revisione del TUEL, testo unico degli enti locali. Cattive notizie per gli amministratori locali sono arrivate dalle cosiddette manovre estive, in particolare dalla “manovra bis” dell’agosto 2011, che ha anticipato gli obiettivi della manovra di luglio e ha inasprito il patto di stabilità. Il patto di stabilità interno, complesso di norme e di regole attraverso cui gli enti territoriali sono coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, comporta da un lato che i Comuni contribuiscano ad un obiettivo generale di risparmio, dall’altro vede un taglio dei trasferimenti dallo Stato. Il Patto non è una novità per gli amministratori locali, che nell’arco del triennio 2008-2010 lo hanno mediamente rispettato. Ciò che è cambiato è che le manovre estive lo hanno reso decisamente più pesante, quasi insostenibile secondo molti amministratori e, soprattutto, portatore di effetti paradossali: per ottenere risparmi in tempi brevi, esso prevede una contrazione della spesa degli enti sia corrente (spesa per servizi) che in conto capitale (spesa per investimenti). Ciò tuttavia non comporta un risanamento dei conti, ma solo l’impossibilità di sforare un tetto di spesa, con esiti, appunto, paradossali, come le situazioni di Comuni che disporrebbero delle risorse per pagare le imprese che hanno realizzato delle opere ma che, se rispettano il patto, non possono farlo.

Il secondo punto è: le manovre inducono una serie di processi di riorganizzazione istituzionale che non scaturiscono da un disegno organico di riforma, ma dall’esigenza di ridurre i costi della politica sia a livello della rappresentanza che degli apparati pubblici sopprimendo o accorpando livelli di governo. Il riferimento in questo caso va al riassetto (o de-potenziamento o abolizione) delle Province così come lo conosciamo (decreto “Salva Italia”) e ai processi di riorganizzazione finanziaria e gestionale dei piccoli Comuni (sotto ai 1000 e sotto ai 5000 abitanti) attraverso processi di Gestione Associata Obbligatoria (manovre estive del governo Berlusconi IV). Con riferimento alla gestione associata, non mancano esempi di Comuni, specie in Regioni molto frammentate del nord Italia, come la Lombardia e il Piemonte, che hanno visto nell’obbligo di associazione un’opportunità per aumentare e migliorare i propri servizi. E’ bene tuttavia sottolineare come difficilmente una gestione associata “seria” e non “di facciata” (una mera convenzione stipulata per adeguarsi agli obblighi normativi) possa avere effetti di risparmio specie nella prima fase di attuazione, e come i piccoli Comuni in gestione associata realizzino economie di scala solo fino ad una certa soglia di abitanti, oltre la quale i costi della gestione associata aumentano, superando le economie che se ne ricavano.

Infine il terzo punto, (che non è una novità): si procede per emergenze e proroghe. Il cosiddetto decreto “milleproroghe”- con “poche proroghe”- del Governo Monti, pur non arretrando sulla necessità di portare avanti il processo di associazione, ha comunque dovuto posticipare di un anno, nel tentativo di fare chiarezza sulle maggiori ambiguità della manovra di agosto, la “razionalizzazione disordinata” dei piccoli Comuni; è stato inoltre prorogato al 30 giugno, data la pesantezza dei nuovi vincoli, il termine per l’approvazione dei bilanci degli enti locali e la deliberazione di aliquote e tariffe.

Lungi dal voler fare un elogio delle riforme “perfette” o “razionali” (che non esistono), è un dato di fatto che nel nostro Paese, da qualche anno, quelle che potrebbero essere definite come riforme istituzionali, cioè disposizioni che hanno ricadute non solo finanziarie, ma gestionali, operative, o talvolta anche sull’esistenza stessa dei livelli di governo locale, vengono fatte “a colpi di finanziarie”. E’ evidente che questo non promette nulla di buono.

Tagged with: enti locali • federalismo • Federalismo fiscale 
Elisa Rebessi
Autore

Elisa Rebessi

Nata a Cremona nel 1984, è borsista di ricerca presso il Dipartimento POLIS (Politiche Pubbliche e Scelte Collettive) dell'Università del Piemonte Orientale. Per LSDP si occupa di analisi delle politiche pubbliche.

Blog Article Facebook
  • Pingback: Amministrare nel 2013: le riforme costano! | Lo Spazio della Politica

  • Cerca

  • Post collegati

    • C'era una volta la provincia
    • Ce la faremo a spendere i fondi europei nel 2012?
    • Perchè LSDP è meglio della Lega
  • Altro di Elisa Rebessi

    Amministrare nel 2013: nel Paese dove non si realizza mai nulla

    31 gennaio 2013

    A quanto ammonterà il costo delle decisioni mai realizzate, delle riforme fallite o mai attuate? Qual è il costo-opportunità di [...]

    Politica italiana, Politiche pubbliche

    Il riformismo “taglia e incolla” al tempo della crisi

    5 aprile 2012

    Ragionare di conti pubblici e finanza locale non è sexy. Provare a fare ordine e trovare un significato al balletto [...]

    Politica italiana, Politiche pubbliche

    Cinque note sul “governo dei tecnici”

    17 novembre 2011

    La separazione fra “tecnica” e “politica” che spopola nel dibattito pubblico del post-Berlusconi è caricaturale e, per certi aspetti, inquietante. [...]

    Leader, partiti, classi dirigenti, Politica italiana

    No, la moschea nel mio cortile proprio no

    27 maggio 2011

    Tre righe del programma del candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni di Milano, Giuliano Pisapia, hanno scatenato un putiferio elettorale: [...]

    Politica italiana

    Emergenza emergenza!

    22 marzo 2011

    E’ passato più di un mese da quando il Ministro Maroni metteva in guardia dalla cosiddetta emergenza “clandestini” (termine, quest’ultimo, [...]

    Politica italiana

  • Gli articoli più popolari

    • Una strategia per il PD senza giovani
    • Quei lavori che nessuno vuol più fare
    • Il PD alla ricerca dell’anima
    • La Banca dei BRICS: una questione economica e politica
    • L’ultima previsione del Signor BRICs
  • Gli ultimi articoli

    Il PD alla ricerca dell’anima

    di Andrea Danielli - 24 maggio 2013

    Highlights, Leader, partiti, classi dirigenti, Politica italiana

    Quei lavori che nessuno vuol più fare

    di Lo Spazio della Politica - 24 maggio 2013

    Rassegna Stampa, Welfare e lavoro

    La Banca dei BRICS: una questione economica e politica

    di Enrico Lo Giudice - 22 maggio 2013

    BRICS e Paesi emergenti, Highlights, Politica globale

    Una strategia per il PD senza giovani

    di Umberto Marengo - 21 maggio 2013

    Highlights, Leader, partiti, classi dirigenti, Pianeta elezioni, Politica italiana

    La rivoluzione africana della scienza

    di Calestous Juma - 16 maggio 2013

    Africa, Politica globale

  • Il PD alla ricerca dell'anima
  • Quei lavori che nessuno vuol più fare
  • La Banca dei BRICS: una questione economica e politica
  • Una strategia per il PD senza giovani
  • La rivoluzione africana della scienza
  • Dopo Ducati, Alitalia: la sfida di Del Torchio
  • Il vero malato d'Europa? L'Europa
  • Tecnocrazia contro politica?
  • Africa dell'Est a tutto gas: rischi e opportunità
  • La classe media cinese e la sfida della sostenibilità
  • A Bankitalia per sincronizzare un paese controtempo
  • Manifesto per lo sport nelle scuole
  • L'ultima previsione del Signor BRICs
  • Corsa all'oro liquido: a che punto siamo
  • Un'altra banca è possibile?
  • Sulla depressione di Allen Iverson
  • Essere classe media in Cina
  • Manifesto della Garanzia per i Giovani
  • Sul bilancio di Finmeccanica
  • La diseguaglianza di reddito: quale ruolo per lo Stato?
  • FAQ su open innovation, brevetti e business
  • Dati, maledetti dati
  • L'excelgate che mette in crisi i fondamenti dell'austerità
  • Il ritorno della piazza e il tempo della crisi
  • La finanza asiatica è femminista?
  • Finmeccanica, una storia italiana nell'ebook LSDP
  • Dilemma UE: pagare o rinominare il duo Barroso/Ashton?
  • Facciamo come il Belgio?
  • La Corea del Nord dichiara guerra per sopravvivere?
  • La minaccia della Corea del Nord è credibile?
All'interno del #PD serve un netto spoil system per dar spazio ai giovani http://t.co/ue6Co8Cxi9  — SpazioPolitica
Lo Spazio della Politica

Pages

  • Cos’è Lo Spazio della Politica?
  • Faq
  • The LSDP Top 100 Global Thinkers of 2011 (English Version)
  • Who’s who
  • Chi siamo

The Latest

  • Il PD alla ricerca dell'anima
    Rispondo all’articolo di Umberto Marengo, di cui condivido spirito e proposte ma, […]

More

© 2012 Lo Spazio della Politica
    PageLines by PageLines