Il nostro amico Salvatore Scalzo, ventottenne calabrese del quale avevamo già parlato l’anno scorso in occasione della sua prima candidatura a sindaco della città di Catanzaro ci riprova a questa tornata di elezioni amministrative. Ci interessava allora raccontare la sua storia perché in un’Italia piena di cervelli pronti a mettersi in fuga, lui ha scelto di rientrarvi per giocarsi tutte le carte per guidare la propria città. In quell’occasione non era divenuto primo cittadino, ma aveva fatto clamore il suo risultato personale, capace di conquistare il doppio di voti rispetto alle liste che lo sostenevano.
Nel frattempo Federico Fubini ne ha raccontato la storia in un libro, paragonando Catanzaro a Bangalore, la città indiana dove si delocalizzano i servizi delle imprese americane dell’high tech. A Catanzaro, laddove la disoccupazione giovanile è un fenomeno di massa poiché raggiunge il 50%, spuntano come funghi i call center, grazie al gran numero di laureati sottopagati disponibili a buon mercato. Nel frattempo il Sindaco Traversa, già deputato, si è dimesso aprendo la strada a nuove elezioni.
Salvatore si è ricandidato in continuità con il progetto seguito l’anno scorso, ma dovrà scontrarsi con Sergio Abramo, ex sindaco, responsabile della municipalizzata delle acque locali, nonché esponente della famiglia proprietaria della maggior parte dei call center sopracitati. Secondo gli ultimi sondaggi qui e qui la sfida è aperta. Noi gli auguriamo ancora una volta buona fortuna.






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