Oltre 700 milioni di euro prelevati nel solo giorno di lunedì. Il Wall Street Journal ha riportato tale dato in un articolo pubblicato nell’edizione di ieri mattina. La fonte sarebbe il presidente greco Karolos Papoulias. In poche ore, la stima sarebbe stata confermata anche da un funzionario della Banca Centrale Greca. In realtà questo dato è oggetto di una contesa, in quanto il WSJ riferisce di prelievi nel solo lunedì 14 maggio, mentre come ha notato Fabrizio Goria, Bloomberg parla di prelievi effettuati dopo il 6 maggio.
Non si tratta di un dettaglio secondario, ma nel quadro generale stiamo comunque assistendo ad una accelerazione nel prelievo di depositi dal sistema bancario greco, sempre più debole. E sempre più dipendente dalla Banca centrale europea. Non avendo più accesso all’interbank lending fund e potendo contare sempre meno sui depositi dei cittadini, le banche elleniche sono costrette a finanziarsi attraverso la BCE.
Oggi il sistema bancario greco detiene poco più di 165 miliardi di euro, dato già riportato dal WSJ, ma di cui possiamo avere una rappresentazione visiva attraverso alcuni grafici di Thomson Reuters Datastream (twittati da Edward Harrison e Peter Thal Larsen).
Possiamo constatare che, dalla fine del 2009, i depositi nelle banche elleniche si son ridotti di un terzo. Però, poco meno di due terzi è rimasto ancora negli istituti greci, nonostante due anni non propriamente tranquilli. Come scrive Joseph Cotteril su Alphaville, “it’s a real challenge to prospect theory”.
Ma si tratta di una notazione di livello teorico, poiché il sistema bancario greco è in forte sofferenza. La BCE ha fornito liquidità per ‘tappare i buchi’, prima direttamente ed in seguito attraverso l’Emergency Liquidity Assistance. Su questo punto, è necessario menzionare le voci riportate dall’olandese Financieele Dagblad, secondo cui la BCE stesse valutando l’ipotesi di diminuire le forniture di liquidità, causa la mancata ricapitalizzazione di alcune banche. Voci che hanno generato parecchia confusione dopo una snap Reuters, in cui non pochi son caduti in un piccolo equivoco.
Alla fine, tutto ritorna nelle mani della politica greca. Si sperava che le elezioni del 6 maggio potessero dare una risposta. Dopo una settimana di trattative, nessun risultato e si preparano nuove elezioni. L’accelerazione dei prelievi dalle banche va di pari passo con la percezione di una crescente instabilità politica. Lo stesso identico timore che sta segnando l’andamento dei mercati nelle ultime due settimane. “The never-ending eurozone crisis”.





































Riccardo Vurchio
Nato a Bari nel 1989, è studente universitario di economia presso l’Università di Modena. Per LSDP si occupa di scenari e dinamiche economiche nazionali ed internazionali, in particolare del settore manifatturiero.