Su Lo Spazio della Politica abbiamo commentato più volte gli investimenti della società cinese COSCO nel porto del Pireo in Grecia.
Il gigante dello shipping ha recentemente affrontato una crisi di notevoli proporzioni, ma ciò non diminuisce la sua importanza (HSBC dà un target price a un anno di COSCO Pacific di 14.40 dollari di Hong Kong, in aumento del 42,5% rispetto all’attuale valore). E non diminuisce, soprattutto, il rilievo degli investimenti cinesi in Grecia, di cui è una leva strategica.
Diamo un’occhiata a qualche dato. Nel primo quarto, le esportazioni greche in Cina sono aumentate del 269%, secondo i dati dell’Associazione Panellenica Esportatori, e la Cina è perciò balzata dal trentaquattresimo al tredicesimo mercato. Secondo Fu Chengqui, managing director di Piraeus Container Terminal SA, con la sua consolidata reputazione COSCO è ormai in pole position per partecipare alla privatizzazione delle 22 principali imprese di stato greche.
Il nuovo governo sembra portare avanti questa politica, se consideriamo che Vyron Polydoras di Nuova Democrazia ha sostenuto in un’intervista che il caso del Pireo è “solo l’inizio” nella strada di una sempre più stretta cooperazione tra Grecia e Cina, che potrebbe prevedere anche il porto di Salonicco, e aggiungendo che sua figlia sta imparando il cinese.





































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