Per il sistema bancario non corre tanta simpatia sociale, e il saggio di Guido Carli “Why Banks are Unpopular”, citato da Mario Monti, si adatta bene a questi tempi in cui le persone e le imprese hanno sempre più difficoltà nel ricevere credito.
Tuttavia, non tutte le banche sono uguali. Per cambiare prospettiva, Vishnu Sridharan della New America Foundation consiglia di guardare al Messico, il paese che ha ospitato l’ennesima inefficace riunione del G20 e che ha appena eletto un nuovo presidente, Peña Nieto. Il Messico, che affronta l’enorme problema della guerra dei cartelli della droga (che, per le sue dimensioni, ha con ogni probabilità anche implicazioni elettorali) e che pure è lontano dall’emergere come avversario strategico degli Stati Uniti (come nella visione futurologica di George Friedman), negli ultimi anni ha fatto alcuni passi avanti importanti. A partire dalla Presidenza di Vicente Fox, eletto nel 2000, il Messico ha usato il suo sistema bancario anche per ridurre la povertà e portare i poveri nella classe media, attraverso una nuova politica di accesso al risparmio e al credito. Scrive Sridharan:
A differenza dei governi precedenti, l’amministrazione di Vicente Fox ha visto un chiaro legame tra la mancanza di accesso al risparmio e la povertà. Questa consapevolezza ha spinto il governo di avviare quello che la Banca Mondiale ha descritto come “lo sforzo più ambizioso per aumentare l’accesso in maniera massiccia ai servizi finanziari per i poveri e gli emarginati del mondo”.
Anche se le riforme avviate da Fox erano di ampia portata, due aspetti sono particolarmente replicabili: la mobilitazione dei risparmi attraverso la creazione di un Banco del Ahorro Nacional y Servicios Financieros (BANSEFI), e l’allentamento dei requisiti per gli enti che hanno voluto svolgere attività bancarie. Dato che le banche tradizionali non erano in genere interessati ai prodotti in via di sviluppo – come i conti di risparmio – su misura per i poveri, il governo ha finanziato l’operazione. Inoltre, i fondi pubblici hanno consentito a nuove sedi abilitate di fornire servizi bancari, il che ha aumentato fortemente la concorrenza per i titolari di conti a basso reddito.
Anche se questo sistema non è privo di difetti e necessita di una importante azione di educazione finanziaria delle comunità che si cerca di portare avanti anche con il sito Finanzas para todos, l’impatto di queste politiche nel corso degli ultimi 10 anni è stato eccezionale. Secondo Sridharan, “La portata di BANSEFI e delle relative istituzioni di risparmio è quasi il 25% maggiore rispetto alle banche commerciali, e quasi cinque volte maggiore nelle località più povere. Inoltre, dopo aver visto in una crescita del 200% dei depositi nei suoi primi sette anni, ora BANSEFI sta anche facendo profitti”.





































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