Le nuove regole per l’ESM, il fondo di salvataggio europeo che dovrebbe permettere di rifinanziare anche le banche, scalda l’opinione pubblica tedesca. Ma soprattutto scalda la comunità accademica. 170 docenti tedeschi (a cui si sono aggiunti altri strada facendo), di cui forse Hans-Werner Sinn è il più famoso e battagliero sul tema, hanno firmato un breve documento di critica all’accordo ottenuto al Consiglio europeo del 29 giugno sul percorso di istituzione di un’unione bancaria europea. Nel documento gli economisti si rivolgono direttamente ai cittadini tedeschi per avvisarli del “pericolo per l’economia tedesca” di una “garanzia in solido del debito bancario europeo” che non limita il rischio di bancarotta delle banche nei paesi PIIGS e ammonta a 3 volte il debito pubblico dell’intera zona euro.
A questo documento hanno risposto sdegnati altri colleghi tedeschi, sottolineando che il primo documento non contiene alcun ragionamento economico alla base della critica, mentre semina allarmismo senza discutere alternative. Ricordano inoltre che al Consiglio europeo non si è deciso nulla sulla collettivizzazione del debito bancario, ma solo sul meccanismo di ricapitalizzazione delle banche della zona euro in difficoltà. Sottolineano infine che in caso di fallimento di tali istituti creditizi, il fio sarebbe pagato anche dai cittadini tedeschi, le cui banche e settore produttivo sono interdipendenti con le banche sistemiche europee in difficoltà. L’unione bancaria avrebbe invece il merito di convincere i mercati e ridurre drasticamente il rischio di bancarotta per tali banche anche a condizioni di debito immutate, cosi’ da non richiedere, nella pratica, alcun esborso di denaro per i cittadini europei.
Importanti economisti internazionali si sono aggiunti al coro di indignazione: Barry Eichengreen, Alberto Alesina, Charles Wyplosz, Dani Rodrik, Harold James, Alan Manning e altri hanno definito il testo di Sinn ideologico, superficiale e privo di qualsiasi comprensione dei meccanismi di funzionamento della crisi attuale. Mark Schieritz sul Die Zeit, invece, l’ha proprio bollato proprio come disonesto: “solo” 100-200 miliardi saranno necessari per ricapitalizzare le banche spagnole, non i 9 trillioni paventati da Sinn con il riferimento a 3 volte il debito pubblico della zona euro.
Nove economisti tedeschi, infine, per evitare di sbagliare hanno firmato sia il primo appello sia il controappello. Come si dice “paraculo” in tedesco?
ps. Se volete sapere la nostra, il primo appello è spazzatura ideologica di battaglia interna (le ragioni sono quelle ben illustrate da Eichengreen & Co.). Triste solo vedere diversi economisti rispettabili prestarsi a simili giochi.





































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