Incontriamo oggi Pasquale di Rubbo, rappresentante del mondo rurale a Bruxelles in quanto membro dell’associazione europea del settore agricolo COPA-COGECA. Esperto di Politica Agricola comune e conoscitore dei bisogni degli imprenditori agricoli, in questa intervista ci racconta del suo progetto “Regio Tratturo & Friends”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Un’importante testimonianza di come il Made in Italy possa legare tradizione, cultura e territorio con l’innovazione e la multiculturalità.
LSDP: Come ripensare l’agricoltura nella nostra epoca di passaggio dall’abbondanza alla scarsità? Tra le tante crisi vi è anche quella della sicurezza alimentare. Quali le principali strategie per affrontarla?
Produttività e sostenibilità sono due aspetti fondamentali su cui elaborare nuovi modelli di sviluppo in agricoltura. Abbiamo bisogno di migliorare la nostra capacità produttiva e ottimizzare al contempo l’utilizzo delle risorse naturali. Sono due forze trainanti da mettere in moto nell’ambito di una crescita verde che dia spazio a nuove politiche di salvaguardia della biodiversità e sicurezza alimentare nel mondo, strumenti di mitigazione nonché adattamento ai cambiamenti climatici, e nuove forme di riequilibrio tra zone urbane e rurali. Un’agricoltura sostenibile e’ fondamentale anche in virtù del fatto che l’80% dei più poveri al mondo vivono in zone rurali e basano il loro sostentamento sul settore agricolo.
L’interdipendenza dei tre pilastri della sostenibilità – ambiente, economia e società – va riconosciuta e rafforzata ulteriormente. L’agricoltura, per essere sostenibile e rispondere alle sfide del futuro, deve potersi assicurare di un quadro economico e competitivo più equo. Una regolamentazione dei mercati agricoli a livello globale con regole comuni di gioco, e un rafforzamento del potere contrattuale degli agricoltori nei confronti degli altri partner della filiera e’ fondamentale.
Gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie sono stati per anni sottovalutati e, per lo più, non orientati alla piena risoluzione di problemi identificati sul campo. Una politica efficace sulla ricerca e l’innovazione non può prescindere da un partenariato forte tra mondo della ricerca e mondo agricolo. Gli agricoltori sono spesso i primi ad identificare nuovi rischi emergenti in agricoltura. Abbiamo dunque bisogno di nuovi strumenti che permettano agli agricoltori di cogliere le opportunità di una crescita verde senza compromettere il potenziale produttivo. Allo stesso tempo, non va sottovalutata la necessità di costituire una base più ampia di conoscenze e di trasferimento di know-how a livello aziendale in modo da favorire un’effettiva implementazione di nuovi strumenti innovativi anche per piccole realtà agricole.
Infine, in un’ottica di crescita verde, e’ necessario che i nostri consumatori aderiscano al concetto di consumo sostenibile e responsabile, seguendo diete più equilibrate e una nutrizione basata su derrate agricole prodotte in maniera sostenibile, nel rispetto di norme elevate in materia ambientale e di benessere degli animali. Le attività di comunicazione e sensibilizzazione sono fondamentali per promuovere nuove forme di interazione con il cibo, l’agricoltura e il territorio.
LSDP: Come giudichi le politiche di sostegno pubblico all’agricoltura da parte dei Paesi più sviluppati? I sussidi dei Paesi ricchi penalizzano i produttori dei Paesi più poveri?
La Politica Agricola Comune (PAC) viene spesso accusata di penalizzare l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo per via degli aiuti alle esportazioni, ma si tratta di una questione ormai superata. Attualmente gli aiuti alle esportazioni rappresentano meno del 2% del bilancio totale della PAC e solo una piccola parte riguarda i paesi in via di sviluppo. Dobbiamo inoltre ricordare che l‘Unione Europea privilegia le importazioni provenienti dai 50 paesi meno sviluppati del mondo, che si traduce in un 50% delle esportazioni agricole di questi ultimi verso l’UE. Inoltre, le importazioni di prodotti agricoli dai paesi in via di sviluppo verso l’UE sono maggiori delle importazioni degli USA, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Giappone messi insieme. Credo che la questione più importante da analizzare sia legata piuttosto all’efficacia degli aiuti destinati ai Paesi in via di sviluppo per costruire e rafforzare le proprie potenzialità produttive.
LSDP: Come è nato il progetto Regio Tratturo & Friends e come si è evoluto?
Il progetto Regio Tratturo and Friends nasce nel 2009 presso l’agriturismo Regio Tratturo di Ariano Irpino (AV), da un gruppo di amici provenienti da diverse parti d’Europa che decidono insieme di rivedersi e festeggiare la fine di un tirocinio presso la Commissione Europea di Bruxelles. La visita di questi amici e il loro entusiasmo per la vita di campagna sono stati un buon pretesto per mettere in moto un’iniziativa che a distanza di soli quattro anni, ha costituito un eccellente laboratorio didattico per la promozione di nuove forme di interazione con il cibo, l’agricoltura e il territorio rurale.
Il Regio Tratturo, la via della transumanza, ricorda ancora oggi lo spostamento dei popoli e del loro bestiame nel corso delle stagioni. Sulle stesse linee, il RT&F mira a promuovere lo spostamento dei giovani dalla città alla campagna in un orizzonte europeo.
I partecipanti sono impegnati attivamente in gare di cucina, visite agli alveari con smielatura, intreccio dei vimini, degustazioni di olii e vini tipici dell’Irpinia, e per i più coraggiosi, anche una gara di mungitura delle vacche. Nella gara di cucina, i giovani sono coinvolti nella produzione di un piatto tipico, procurandosi gli ingredienti direttamente all’origine, andando nell’orto, nel pollaio, e nel frutteto. I corsi di danze popolari, insieme ai corsi di yoga e ai racconti delle streghe di Benevento, assicurano invece gli ingredienti essenziali per un percorso sensoriale ed emozionale verso le nostre radici. Prima di lasciare la città di Ariano Irpino, i giovani partecipanti sono accompagnati da guide turistiche nei musei del centro storico e nelle cantine della D.O.C.G. di Taurasi.
Il RT&F mette in evidenza un ruolo attivo e multifunzionale delle aziende agricole; una sinergia del tessuto agricolo che s’incontra con gli Istituti di formazione secondaria della circoscrizione (Istituto Agrario e l’Istituto Alberghiero).
LSDP: E’ difficile costruire un’esperienza di questo tipo in Italia nel mondo dell’agricoltura?
Non credo sia molto difficile. Abbiamo bisogno di una Politica Agricola Culturale più radicata e condivisa da parte di tutti, dalle istituzioni, dal mondo agricolo, e dai nostri consumatori. La difficoltà maggiore sta nell’assicurare un respiro internazionale a questo tipo di evento e creare le basi per un confronto attivo tra dimensione locale e globale.
LSDP: A tuo avviso qual è il ruolo del sistema formativo (scuola e università) per migliorare la formazione degli agricoltori del domani?
Il sistema formativo dovrebbe svolgere sempre più non solo un ruolo fondamentale nella formazione continua degli agricoltori, ma anche di assistenza tecnica e scientifica al mondo agricolo. Abbiamo delle realtà molto virtuose in Italia e in Europa che hanno fatto del partenariato agricoltori-accademici la loro forza vincente. Purtroppo sono ancora poche rispetto alla totalità delle aziende agricole. E’ altrettanto importante rivedere il sistema formativo alla luce delle nuove sfide che attendono l’agricoltura, coniugando tipicità e innovazione, e rispondendo alle esigenze di una nuova agricoltura.
L’intervista é curata da Silvia Cerami-Singh.





































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