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Mario-Draghi

Pronti a tutto…o quasi!

di Marco Ricorda · 2 Comments · in Economia ed innovazione, Europa · 6 agosto 2012

“Siamo pronti a fare tutto il necessario per salvare l’Euro. La moneta unica è irreversibile”. Queste furono le parole del presidente della BCE Mario Draghi che ispirarono fiducia nei mercati lo scorso 26 luglio in seguito ad un discorso rilasciato presso la Global Investment Conference a Londra alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi. In seguito a queste dichiarazioni gli analisti dell’economia europea e globale ebbero un sospiro di sollievo riguardo al futuro incerto della moneta unica. Un sollievo non destinato a durare a lungo.

Infatti, lo scorso 2 agosto la BCE si è riunita per il consueto Governing Council Meeting che però ha lasciato, sia giornalisti che investitori, molti punti di domanda criguardo alla volontà (e possibilità) da parte di Francoforte di attuare una concreta azione di acquisto di titoli di paesi in difficoltà. Risultato della conferenza? In Italia, tassi di interesse al 7% e spread sopra i 500 punti.

Uno dei fattori intriganti della conferenza stampa è stata l’atteggiamento di Draghi verso i media. Un atteggiamento che siamo abituati a vedere dai politici di casa nostra ma che non è assolutamente adatto all’ambiente più formale e diplomatico di Francoforte con i media anglosassoni pronti a schierare le domande più pungenti. Fatto sta che Draghi si è trovato in notevole imbarazzo nel rispondere a corrispondenti del calibro di Ian Traynor e Jack Ewing i quali non perdono tempo in chiacchiere e fanno domande dirette e twittabili (entro i 140 caratteri), mentre si è “sbarazzato” con una certa nonchalance dei corrispondenti mediterranei e delle loro lunghissime, quasi scontate, domande che non andavano in profondità nelle questioni più controverse.

Draghi ha ripetutamente accusato i media di “interpretare” il suo discorso londinese affermando che i mercati non si muovono in base a ciò che dice il presidente della BCE ma in base a come la stampa “traduce” le sue dichiarazioni. Vediamo dunque come hanno reagito i vari media europei in seguito alle sue dichiarazioni.

Mentre l’International Herald Tribune mantiene un tono moderato annunciando “sicurezze ma mancanza d’azione da parte della BCE”, Il Wall Street Journal apre il suo report dicendo maybe that’s why Central Bankers don’t say too much, riferendosi a come alle aspettative poste la settimana precedentmente non siano corrisposte proposte d’azione concrete. Anche il Financial Times Alphaville esprime con sarcasmo il desiderio di Draghi di “partire per le vacanze estive” abbia lasciato l’Europa con l’acqua alla gola e mostra il grafico sottostante (Fig. 1) che spiega l’andatura degli spreads italiani nella giornata di giovedi.

Italian 10 year paper spiking to 6.18 per cent on 02 August 2012
Source: FT Alphaville

European Voice, quotidiano che mantiente una voce indipendente sugli affari dell’Unione europea, si limita a riportare che la BCE “accenna” (hints) l’intenzione di acquistare titoli di stato per aiutare l’abbassamento degli oneri finanziari dei paesi in difficoltà ma puntualizza che misure di emergenza non si avvieranno immediatamente.

In Germania, Der Spiegel si è focalizzato sulla delusione espressa dagli investitori in seguito al discorso (“Draghi non offre altro che promesse”) mentre il Frankfurter Algemeine Zeitung riporta che la BCE è pronta ad azionare un meccanismo di emergenza per acquistare bonds. Il provocante tabloid Bild apre il pezzo dicendo che Draghi “continua a far rabbrividire i paesi dell’euro in difficoltà”. La stampa tedesca sembra aver chiaro il fatto che un intervento di Francorte non è questione di “se” ma di “quando” anche se lo stesso tabloid tedesco avverte Herr Draghi che la Germania non sarà più disposta a ripagare stati in bancarotta se questa manovra fallisse.

Per analizzare l’altro lato della medaglia, andiamo in Grecia e Portogallo dove il risultato della press conference è stato accolto con ottimismo. Il quotidiano Kathimerini mette in luce che la BCE si prepara ad acquistare obbligazioni italiane e spagnole sul mercato aperto, ma che agirà soltanto dopo che i governi della zona euro avranno attivato efficacemente i bailout funds. La cosa più interessante, secondo Kathimerini, è che le parole di Draghi suggeriscono che la BCE è pronta, se necessario, a mettere in minoranza la posizione di rigore suggerita dal presidente della Bundesbank Weidmann, il quale aveva fortemente incoraggiato l’attuazione di politiche monetarie più restrittive per i paesi non “virtuosi”. Il portoghese Diario Economico condivide questa visione ottimista per i paesi anche se, insieme al connazionale Publico, fa il punto sul fatto che nonostante la BCE sia pronta a “comprare debito pubblico”, rimane a discrezione di Spagna e Italia di fare domanda di aiuti presso il EFSF e ESM e che dunque ci dovrà essere una vera e propria ammissione di insolvenza da parte dei paesi coinvolti prima che la BCE possa agire.

I media italiani e spagnoli hanno mostrato come comune denominatore la delusione e la reazione negativa dei mercati. Mario Monti nella seguente conferenza con Rajoy alla Moncloa ha avvertito che “se gli spreads non scendono, in Italia salirà un forte sentimento euroscettico” ed anche Il Sole 24 Ore deluso dalle inconcludenti dichiarazioni di Draghi si chiede “E quindi? Che cosa ci si può attendere adesso?”. Lungo la stessa linea, El Pais riporta che le alte aspettative presentate da Draghi a Londra si sono “sciolte come zucchero” e le conseguenze sugli spread spagnoli rimangono insostenibili (Fig 2).

Spanish 10 year paper spiking to 6.96 per cent on 02 August 2012
Source:FT Alphaville

Le varie interpretazioni menzionate qui sopra suggeriscono che non esista un’interpretazione omogenea su cosa farà la BCE in seguito alle dichiarazioni del suo presidente. Dunque rimane la questione aperta su chi bisogna incolpare per questa incertezza: il messaggero o l’ambasciatore?  Sapremo solo a settembre chi avrà fatto diligentemente i compitini delle vacanze.

Si ringraziano Leire Ariz Sarasketa e Philip Colin Richards per la loro collaborazione nello scrivere questo articolo.

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Marco Ricorda
Autore

Marco Ricorda

Nato a Salsomaggiore nel 1986 lavora come Social Media Analyst presso la Commissione Europea. Possiede una laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna ed un Master in European Studies presso la Maastricht University. Per LSDP Si occupa di integrazione e politiche europee e svolge attività di comunicazione digitale.

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