A un anno dalla dichiarazione d’indipendenza del Kosovo la questione dell’allargamento dell’UE ai Balcani Occidentali è tornata ad essere una delle priorità nell’agenda di Bruxelles. La stabilizzazione dell’area balcanica si conferma il principio-guida della strategia di allargamento dell’Europa, e in quest’ottica è da leggere l’accelerazione che la Commissione ha impresso alle procedure d’ingresso nell’UE per i paesi della ex-Jugoslavia. Per preparare i sette paesi balcanici all’adesione (Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro ,Serbia e Kosovo) è previsto un investimento per il quinquennio 2007-2011 di circa 3,5 miliardi di euro, che interesseranno aree cruciali come la cooperazione transfrontaliera, la riforma amministrativa e giudiziaria, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, la transizione economica. Davvero un bel programma sulla carta. La realtà però, è un’altra.
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