22
dic

bhagwatiIl capitalismo dopo la crisi?  Secondo Jagdish Bhagwati dovrà essere connotato dalla responsabilità sociale, di tutti. Ricchi e poveri.
L’economista indiano, docente del Dipartimento di Economia e Diritto alla Columbia University e recente ospite in Italia, è convinto che la crisi sia stata soprattutto frutto di un ottimismo eccessivo per il mercato finanziario. Leggi il resto »

28
nov

rampiniUna rivoluzione tranquilla, una rivoluzione necessaria. Slow Economy. Rinascere con saggezza. E un sottotitolo Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente.A descrivere questo viaggio da Ovest a Est, fatto di contaminazioni e buone pratiche da mettere in atto, è Federico Rampini. Leggi il resto »

07
nov

punk capitalismoUn ragazzino su una Prius, munito di ipod collegato ad un itrip modificato, diffonde il silenzio per le strade di Washington DC; ultimo di una lunga serie di rivoluzionari della cultura, una “banda di pirati della radio che manipolano i media da decenni”. Leggi il resto »

25
set

Nandan Nilekani IndiaUno degli strumenti del web 2.0 che da qualche tempo utilizziamo per il nostro lavoro di ricerca è Anobii, il social network dei libri. Nella nostra libreria virtuale cerchiamo infatti di raccogliere le novità editoriali, soprattutto internazionali, che utilizziamo come punti di riferimento per le nostre analisi e come strumento per comprendere gli scenari della politica globale. A volte però capita di trovarsi di fronte a libri in grado di esercitare, perlomeno come sensazione nella lettura, un potere profetico-trasformativo su di essi. E’ il caso di Imagining India, un libro importante uscito qualche mese fa e non ancora tradotto in italiano, di cui parliamo oggi. Leggi il resto »

05
set

cinaPochi giorni fa ho avuto modo di sperimentare un vero e proprio shock positivo: passare due settimane in Cina, nell’ambito di un corso sulla creazione di start up organizzato dalla Peking University (PKU) e dalla London School of Economics and Political Sciences (LSE). E’ stato un periodo denso di esperienze, vissuto assieme a persone interessanti e all’interno di uno dei centri di produzione scientifica e tecnologica più importanti del paese. Leggi il resto »

15
mar

La settimana scorsa Muhammad Yunus era in Italia, ha fatto tappa a Roma e Milano per parlare di microcredito e social business ovvero della nuova frontiera del capitalismo, se letta dalla prospettiva di chi si pone come obiettivo primario quello di eliminare del tutto quelle fasce di povertà estrema (ampiamente evitabili) che ancora oggi sono presenti in gran parte del pianeta.
Yunus ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2006 insieme alla Grameen Bank del Bangladesh, la sua banca privata. “Grameen” in bengali significa villaggio, per cui la Grameen è la banca del villaggio. E in effetti la storia di professor Yunus inizia nel 1974 nel villaggio di Jobra, vicino alla grande città portuale di Chittagong. Leggi il resto »

13
mar

Ricordate i piani di SuperSarko per il mondo? Così s’intitolava un graffiante commento di Gideon Rachman il 21 ottobre 2008, quando il capitalismo doveva essere rifondato e ripensato al più presto dai leader del mondo in seduta plenaria, nello specifico attraverso la nuova Bretton Woods di Washington 2008. Eppure, come ha ricordato recentemente Guido Rossi, in attesa del summit di Londra di inizio aprile, a onor del vero bisogna ricordare che il summit di Washington non se lo ricorda più nessuno, con buona pace di Bush Jr che voleva salvare il capitalismo prima di sparire. Sarkozy sicuramente si è mosso, come si è mosso in politica estera. Ma una domanda rimane: la sua Superpresidenza, quanto al futuro del capitalismo, ha fatto qualcosa di concreto o soltanto un po’ di chiasso?

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09
mar

“Can capitalism survive? I do not think it can”, diceva qualcuno. Altri si accodano, altri ridefiniscono (sopravvivrà evolvendosi) o specificano (sopravvivrà, e così si distruggerà). Nel mentre la stessa ironia di quest’affermazione viene travolta da un fallimento che, suggerisce Martin Wolf, è come il tornado che porta Dorothy lontano dal Kansas. Se siamo dentro il tornado, la sopravvivenza per ora è un “piano”. We live and die in financial times.

23
gen
Su Newseek è apparso questo interessante articolo sul tanto celebrato miracolo economico cinese. Un’analisi molto approfondita ed accurata, sia in termini storici che di cronaca, che contiene parecchi spunti critici sul tema del rapporto tra Stato e mercato. Con la differenza però che questa volta a “salire in cattedra” sono i cinesi.