06
mar
Giorgio Arfaras analizza i veri responsabili della crisi greca.
03
mar

La sigla “BRIC”, inventata da Jim O’Neill di Goldman Sachs per descrivere l’emergere delle economie di Brasile, Russia, India e Cina, è destinata a segnare ancora il futuro del mondo, e, con esso, il futuro dell’Italia. Non è detto che il mondo dei prossimi decenni sarà post-americano. Di sicuro sarà post-europeo. L’Italia, con i suoi problemi e le sue eterne transizioni, non sarà più nella testa dei grandi decisori globali, vecchi e nuovi, come elegantemente ricordato dal direttore di Foreign Policy Moises Naim nel forum organizzato qualche settimana fa dal Sole 24 Ore. Questo grande cambiamento dovrà trovarci preparati, senza catastrofismi o nostalgie del mondo passato. Perché se le altre realtà globali potranno ignorare l’Italia, noi non potremo ignorare loro. Leggi il resto »

27
feb
Il  rap che doveva vincere a Sanremo.
20
feb

George Papandreou, il terzo esponente della sua famiglia a guidare il paese, era probabilmente consapevole della gravità della sfida che avrebbe dovuto affrontare, ma forse non ne aveva previsto la portata. La Grecia vive in una situazione critica. Come ben descritto da Tony Barber nel suo blog, è necessaria una vera e propria re-invenzione dell’intero sistema economico. Lo Stato ha stabilizzato decine di migliaia di dipendenti pubblici nel corso della scorsa legislatura sino ad incrementare del  20 % il proprio personale. Questa esplosione dei costi, sommata ad un alto livello di evasione fiscale (il 30% della ricchezza del paese è legata all’economia sommersa) e una dissennata e truffaldina politica di indebitamento hanno prodotto un mix micidiale che sta portando il paese al collasso. Leggi il resto »

18
feb
Le Monde pubblica un lungo reportage sul primo e storico sciopero dei lavoratori francesi dell’Ikea. La fine di un mito?
28
gen

[1]Siamo tutti keynesiani ormai. L’eroe della Grande Depressione è stato evocato nel momento del bisogno e ha cominciato ad apparire ovunque: negli editoriali dei giornali finanziari, nei commenti dei settimanali e perfino nelle pagine di quelle riviste economiche e finanziarie americane dove il keynesismo ha sempre ricevuto un’accoglienza tutt’altro che entusiasta. Tuttavia, questa nuova moda keynesiana tende a non rammentare che le politiche economiche keynesiane sono state elaborate in opposizione esplicita a quella che noi ora chiamiamo “globalizzazione”. Keynes avvertì che l’integrazione economica globale produce tensioni che non possono essere risolte dalla tradizionale politica statale, e perciò può mettere in pericolo la pace. In effetti, fare di Keynes un difensore della spesa a debito ignorando allo stesso tempo le sue profezie sull’integrazione economica rischia di far riprodurre quella forma di conflitto internazionale che all’inizio stimolò il suo pensiero.

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09
gen

Ho appreso con piacere che Zapatero ha riunito una commissione di saggi per discutere del futuro dell’Europa, con particolare riferimento alla politica economica. Mi sembra una mossa innovativa, un entusiasmante colpo di reni, durante una crisi economica gravissima, durante una crisi d’identità europea. Ci voleva proprio. Chissà se Sabina Guzzanti ci farà mai un film. Dicevo: un esempio di innovazione. E di coraggio. L’Europa vive una vera e propria crisi di saggezza. Non solo: c’è anche una crisi di commissioni. Le commissioni di saggi, in particolare, latitano.

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08
gen
Gillian Tett, presente nella nostra classifica dei top global thinkers del 2009 in quota FT al posto di Martin Wolf,  è in forma anche nel 2010. Lo dimostra,  per esempio, qui.
04
gen

We are all almost Indians now. Lo Spazio della Politica festeggia la pubblicazione del fondamentale numero “Pianeta India” di Limes arricchendo il suo speciale sull’India con una ciliegina: la traduzione, in esclusiva, di un articolo di David Singh Grewal (LSDP global thinker n. 10) dedicato a “Keynes, la globalizzazione, l’India”. Abbiamo già parlato spesso del lavoro di Grewal, a partire da qui e qui. Inoltre, Alessandro Aresu e Raffaele Mauro, d’accordo con lui, sono impegnati da tempo nella ricerca (per ora infruttuosa) di un editore interessato  alla traduzione di Network Power, il libro che è stato definito da un intellettuale indiano che abbiamo spesso citato, Pratap Bhanu Mehta (LSDP global thinker n. 8), “semplicemente, il miglior libro esistente sulle dinamiche della globalizzazione”. Perciò un ringraziamento a David, i migliori auguri a lui per il suo lavoro e a noi stessi per la sua diffusione in Italia. A presto per l’articolo!

24
dic

Il meeting della scorsa settimana del Gulf Cooperation Council (che raggruppa gli stati del Golfo Persico: Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, Oman) ha gettato le fondamenta di un nuovo sistema monetario, ispirato al sistema monetario europeo, mediante l’emissione di una valuta comune. Leggi il resto »