11
mar

Quando nel 2005, l’allora 39enne David Cameron assume la leadership del Conservate Party è inevitabile salutare l’avvenimento come la ri-nascita della destra britannica, ormai da un decennio costretta ai margini della vita politica nazionale per l’oggettiva inadeguatezza a competere col New Labour blairiano sul terreno della modernità. Cameron è un semi sconosciuto, siede in parlamento da appena quattro anni, non ha alle spalle esperienze degne di nota però arriva al potere al momento giusto, cinque leader conservatori perdenti dopo la Thatcher, due lustri dopo l’ascesa di Tony Blair, all’inizio della fine Cool Britannia laburista ormai parzialmente sepolta sotto le macerie di Baghdad. Leggi il resto »

02
mar
Colpo di scena in Gran Bretagna nel cammino verso le elezioni di giugno: un sondaggio di YouGov mostra l’iperfavorito Cameron in difficoltà e un Brown in risalita.
25
gen

Ha vinto Vendola, dunque. Nessuna sorpresa, quella dei sondaggi sta diventando una scienza sempre più esatta e Piepoli già diversi giorni fa aveva pronosticato in un numero attorno al 65% il possibile risultato finale del governatore uscente della Puglia. Proviamo dunque ad analizzare la complessità politica della posta in gioco delle primarie pugliesi, e a riflettere sugli scenari che si aprono in vista dell’appuntamento elettorale di fine marzo.

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27
nov
Un interessante questionario sul rapporto tra lettura dei quotidiani e scelte elettorali facente parte di una ricerca promossa da un gruppo di giovani ricercatori universitari iscritti al nostro gruppo Facebook. Partecipate anche voi.
14
nov
Domenica prossima il Kosovo andrà alle urne. In tutte le città del paese si voteranno sindaci e consigli municipali. Quelle amministrative del prossimo 15 novembre saranno le prime elezioni organizzate in Kosovo da quando Pristina, nel febbraio 2008, ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza. In passato, infatti, a occuparsi della preparazione e del monitoraggio delle elezioni nel paese ci pensava l´Ocse (Organizzazione cooperazione e sviluppo economico), che se ne occupò, nel 2000 e nel 2001, durante le elezioni municipali, e ancora nel 2001 e nel 2004, in occasione delle elezioni politiche. Domenica, invece, per la prima volta, le elezioni saranno portate avanti sotto la sola responsabilità delle autorità kosovare. Una decisione sostenuta da alcuni, i più fiduciosi, ma criticata da altri, che spingono affinché la comunità internazionale si presti a monitorare il corretto svolgimento delle elezioni. Per evitare di rovinare la festa. Le stesse autorità kosovare, preoccupate da eventuali brogli, si sono rivolte alla Comunità internazionale ma il Consiglio d´Europa ha fatto sapere che non se ne occuperà. Buone notizie dal Parlamento europeo che invece ha lasciato intendere la sua disponibilità a partecipare ai controlli. Il PE al Kosovo ci tiene. Il corretto svolgimento delle elezioni rappresenterà, infatti, il banco di prova delle sue politiche in quell´area. In caso di fallimento, sarà l´intero processo di autodeterminazione nazionale a essere rimesso in discussione. Di più, un esito negativo delle elezioni in Kosovo rappresenterebbe una debacle insopportabile anche per la Commissione che, fiduciosa, ha instaurato un nuovo dialogo con Pristina, in vista della possibile liberalizzazione dei visti.
Alle elezioni del 15 sarà chiamata a partecipare tutta la popolazione kosovara. La Commissione Elettorale Centrale (CEC), l´organo incaricato alla supervisione, ha certificato l´esistenza di ventotto partiti politici ufficialmente riconosciuti e in corsa alle elezioni di domenica, di cui sei rappresentanti la popolazione serba-kosovara. Sono 1563.700 gli elettori stimati che voteranno alle municipali, 30.000 in più rispetto a quelli delle scorse elezioni. E per evitare brogli, il processo elettorale sarà controllato da 20.000 osservatori locali e, forse, da 1000 internazionali.
Nelle città la campagna elettorale è iniziata da quasi un mese e il ritratto del sindaco della capitale, Isa Mustafa, campeggia sui cartelloni pubblicitari sotto il simbolo del suo partito, LDK (Lega democratica del Kosovo) e sotto quello del PDK (Partito Democratico del Kosovo). I due corrono con lo stesso candidato. Una coalizione unita o solo un´illusione? La partita è ancora aperta. Come lo è anche la questione delle “macchie nere” che gravano sul sistema politico-istituzionale del paese. Secondo l´Osservatorio Balcani, infatti, “il finanziamento della campagna elettorale resta un segreto gelosamente custodito dai partiti, che non sembrano voler garantire una maggiore trasparenza mentre il parlamento non è in grado di adottare una legge al riguardo”. Non basta. Alcuni dei candidati alle prossime elezioni amministrative sono sotto processo. Perseguiti dalla legge. L’ultimo caso di corruzione portato alla luce vede coinvolto il candidato LDK per la municipalità di Podujevo, nel Kosovo nord-orientale, il legislatore Agim Veliu. Ma anche il sindaco Xhabir Zharku, in corsa per il secondo mandato per il PDK, e Sami Lushtaku (PDK), leader indiscusso della municipalità di Skenderaj.
Il Parlamento europeo trema anche perché né Pristina né Belgrado sembrano voler collaborare. Anzi. La settimana scorsa la CEC ha fatto sapere che non aprirà alcun seggio nella parte settentrionale del Kosovo, dove si trovano i serbi, mentre Belgrado «non assicura» la partecipazione alle elezioni dei suoi cittadini. Quale posizione l´Unione deciderà di assumere nei riguardi di questi due paesi non è dato saperlo, certo è che una mossa falsa di Belgrado concorrerebbe ad allungare tempi e modalità del suo ingresso nell´area Schengen, gravando sul prestigio della politica di condizionalità che l´Unione europea ha adottato fin´ora rispetto alla “questione” Balcani. Una piaga dolorosa. Una battaglia difficile.
Per ora non resta che aspettare il 15 novembre e sperare che si riesca a garantire la trasparenza e la correttezza delle elezioni.
Facile a dirsi…
Giulia Cerino

kosovoDomani il Kosovo andrà alle urne. In tutte le città del paese si voteranno sindaci e consigli municipali. Quelle amministrative del prossimo 15 novembre saranno le prime elezioni organizzate in Kosovo da quando Pristina, nel febbraio 2008, ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza. Leggi il resto »

14
lug

KhameneiTEHERAN. A un mese dalle elezioni presidenziali e dai disordini che ne sono seguiti, una sottile patina di ghiaccio ha ricoperto il caldo fermento popolare che attraversa le nervature profonde della società iraniana. E’ il gelo dello stato di polizia, sceso sul Paese come una tardiva nevicata sui germogli di Marzo. E’ il gelo dei corpi speciali che, dopo il sermone di Khamenei del 19 giugno, e su disposizione diretta del Leader, hanno militarizzato le principali arterie di Teheran, Esfahan, Shiraz, Yazd, sospendendo in indefinitum lo stato di diritto.

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11
giu

Offuscate dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, domenica 7 giugno si sono svolte le elezioni politiche in Libano: un appuntamento che molti analisti ritenevano cruciale per il futuro stesso del Paese e del Medio Oriente. Il risultato, in parte anche inaspettato, è stato favorevole alla coalizione del “14 marzo”, filo-occidentale e appoggiata da Egitto, Arabia Saudita e Stati Uniti e guidata dal Movimento del Futuro (al-Mustaqbal) di Saad Hariri, figlio di Rafiq Harir, l’ex premier assassinato nel febbraio del 2005. Leggi il resto »

29
mag

Il nuovo articolo della nostra rubrica Esiste l’Europa? sul sito di Limes

Le elezioni europee sono alle porte ma la cittadinanza ha ancora le idee poco chiare su chi andrà ad eleggere al Parlamento Europeo e soprattutto quali politiche porteranno avanti i propri rappresentanti. A questo bisogno di chiarezza cerchiamo di dare risposta a partire dai programmi elettorali pubblicati dai principali partiti europei ovvero il Partito Popolare Europeo, i Liberal-democratici e Riformatori Europei, il Partito Democratico Europeo, il Partito del Socialismo Europeo e il Partito Verde Europeo. Leggi il resto »

20
mag

Torniamo ad occuparci di India, alla luce del risultato delle elezioni politiche. L’esito del voto, con la schiacciante vittoria del Congress Party di Sonia Gandhi e del premier uscente Manmohan Singh, è stato sorprendente. Nessuno, nemmeno nella stampa internazionale, aveva previsto alla vigilia questo risultato. Chi parlava della crisi dei due “Leviatani”, vale a dire dei due storici partiti nazionali, il Congress Party ed il Bharatyia Janata Party (la destra nazionalista) a fronte del peso crescente e potenzialmente determinante dei partiti regionali come quello guidato dalla leader dalit Mayawati, ha già pronta la candidatura per il premio sulle migliori previsioni sbagliate del 2009. Leggi il resto »

17
apr

In questi mesi ci siamo occupati molto poco di India nelle pagine del nostro sito. Forse perchè nella scena della politica globale l’India odierna assomiglia molto al profilo discreto e serafico del suo presidente uscente, Manmohan Singh. Nonostante l’impetuosa crescita economica degli ultimi quindici anni, l’India fa meno notizia, ad esempio, della Cina a cui viene spesso accostata. Anche al G20 di Londra la presenza indiana è passata quasi inosservata. Da ieri però la nazione asiatica è al centro dell’attenzione internazionale a causa delle elezioni politiche che la vedranno impegnata fino al 16 maggio. Vediamo di ricostruire il quadro della situazione, con un breve flash sui candidati e sulle poste in gioco. Leggi il resto »