Master Affari Politicin
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02 set
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E’ possibile identificare cinque grandi modalità per “fare impresa”, alcune sono tradizionali, alcune invece sono molto innovative. Tutte sono alternative al credito bancario tradizionale. La prima modalità consiste nel venture capital, cioè il modo con cui è possibile finanziare iniziative imprenditoriali nella loro fase nascente di start-up in settori innovativi e ad alta crescita. Questa modalità non si può propriamente considerare etica, in quanto viene implementa meramente per un ritorno di investimento. Leggi il resto »

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04 giu
pericolo

E’ da molto tempo che si diffonde una corrente di pensiero, che un tempo sarebbe stata definita “dissidente”, “no global” o anticapitalista, che denuncia la totale mancanza di etica nei comportamenti delle multinazionali e la grossa carica di ingiustizia che queste porterebbero nel mondo, compreso il mondo occidentale, ovvero il massimo beneficiario della globalizzazione sregolata. A questa corrente di pensiero, aderiscono anche importanti personalità del mondo scientifico e culturale, da premi nobel come Mohammed Yunus a scienziati (Wilkinson e Pickett nella loro “misura dell’anima”), da vecchi saggi come Amartya Sen a giovani promettenti dissidenti, come Raj Patel. Leggi il resto »

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14 mag
giancarlo bruno

Giancarlo Bruno è il direttore del settore istituzioni finanziarie del World Economic Forum a New York. Ha lavorato in banche internazionali a Ginevra, Londra, Lussemburgo, e alle Nazioni Unite a Vienna, è’ stato Senior Fellow presso la Harvard Kennedy School ed e’ candidato al Global Master of Arts in Global Affairs della Fletcher School of Law and Diplomacy. Il nostro Raffaele Mauro lo ha intervistato per presentare al pubblico italiano la sua success story professionale e per ottenere un punto di vista sulle prospettive dell’Italia da un osservatorio internazionale così importante. Buona lettura. Leggi il resto »

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04 mag
di Simone Comi      sezione: Politica globale
obama-wall-street-reform

Dopo la riforma sanitaria, la Casa Bianca ha presentato la riforma del sistema finanziario, progetto che è stato duramente criticato dalle banche e inizialmente bloccato dai Repubblicani. Sembra essere in corso una guerra tra i finanzieri di Wall Street e l’amministrazione democratica, che potrebbe pagare a caro prezzo questo scontro data l’imminenza delle prossime elezioni di mid-term per il rinnovo del Congresso. Leggi il resto »

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30 apr
fmi

La crisi finanziaria ed economica ha cancellato i risparmi e distrutto il lavoro di molte persone. In compenso, la crisi è stata una manna dal cielo per il Fondo Monetario Internazionale che dall’inizio degli anni 2000 stava cadendo in un lento ma inesorabile declino determinato dalla crisi del Washington consensus e da un sistema di governance dell’istituzione non funzionale (i paesi emergenti sono largamente sotto rappresentati). Sul piano mediatico, inoltre, il Fondo era indebolito dalle critiche feroci di economisti come Joe Stiglitz e dal relativo successo dei movimenti no-global. Il FMI era diventato un forum di discussione internazionale, ma sembrava un po’ sorpassato dalla storia e incapace di decidere.

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23 apr
Goldman Sachs

Il nome di Dio viene spesso pronunciato invano. Il 13 novembre 2008 il Committee on Oversight and Government Reform del Congresso tenne una seduta sul tema “Hedge Funds and the Financial Market”, a cui erano presenti investitori come Philip Falcone, John Paulson e George Soros. Il deputato Cummings del Maryland introdusse una domanda sull’asimmetria fiscale tra i contribuenti e i proprietari dei fondi con questa battuta:

Each of you appearing here, my neighbor on his way to work this morning said to me, he said how does it feel- to be going before five folks who have got more money than God?

Più soldi di Dio“, tra l’altro, sarà anche il titolo del prossimo libro di Sebastian Mallaby sull’ascesa degli hedge funds.

Mentre l’amministrazione Obama lavora sulla riforma del sistema finanziario, è scoppiato lo scandalo Goldman Sachs. La grande banca d’affari è stata accusata di frode dall’organo di vigilanza sulla Borsa, la SEC (Securities and Exchange Commission). L’accusa a Goldman va bene una divagazione sulle lettere. In Italia abbiamo il fattore B. Ma la B è limitata, perché nel mondo e nell’universo c’è il fattore G (Goldman Sachs come God Sachs, Greedy/Goldmine Sachs, Government Sachs). Faccio tre brevi osservazioni su questi tre nomiglioli, partendo ovviamente da Dio.

God Sachs. L’8 novembre 2009 il Sunday Times ha pubblicato un articolo esclusivo su Goldman Sachs in cui il CEO Lloyd Blankfein dichiarava, con un certo understatement: “Sono solo un banchiere che fa il lavoro di Dio”. L’identificazione tra God e Goldman è corsa subito sul filo della rete, suscitando reazioni sdegnate in un mondo impegnato a combattere contro la disoccupazione. In seguito, Blankfein ha manifestato pubblicamente  un certo dispiacere per la crisi finanziaria, ma le sue scuse non sono state accettate dal sito complottista che pensa che Goldman Sachs sia la bestia di Satana.

Goldmine Sachs. Nel mondo della crisi e dopo la crisi, una cosa è certa: Goldman Sachs è rimasta un attore centrale del sistema. Nell’occhio del ciclone, l’investimento di Warren Buffett sembrava tracciare la distinzione tra l’avarizia mordi-e-fuggi e l’avarizia di lungo termine praticata dalla stessa banca, che si affermava come la Coca-Cola della finanza. In seguito, Goldman ha ripreso a macinare utili. A fine gennaio 2010, ha reso noto che i ricavi 2009 hanno battuto le attese degli analisti, con un forte contributo delle attività di investment banking. In quell’occasione, Blankfein ha sottolineato il ruolo di stimolo al sistema della banca e ha ricordato che l’investimento dei contribuenti americani in Goldman durante la crisi ha portato a un guadagno del 23%. Nel primo trimestre del 2010 i ricavi raggiungono 12,78 miliardi di dollari e un utile netto da 3,46 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo del 2009 il gruppo guidato da Blankfein aveva registrato ricavi da 9,42 miliardi e utile da 1,81 miliardi di dollari.

Government Sachs. Questo è forse il punto più importante, da monitorare nell’inchiesta USA e nelle inchieste successive, e rappresenta allo stesso tempo la classica critica che si muove a Goldman Sachs e uno dei suoi grandi punti di forza. La banca d’investimento è notoriamente capace di influenzare le scelte politiche del governo americano perché in grado di piazzare i suoi uomini in posti-chiave, offrendo così un supplemento di “visione” alla politica (per esempio, Henry Paulson aveva intuito l’importanza del rapporto USA/Cina, avviando lo Strategic Economic Dialogue).

La tragedia dei grandi dirigenti “connector” evidenzia il limite di questa commistione tra economia e politica. Com’è possibile stabilire un confine oltre il quale il “network power” diventa gelatina e la “meritocrazia” si trasforma in un’oligarchia che lede i fondamenti della democrazia, rispondendo soltanto alla religione del potere? Com’è possibile affrontare con rigore questi problemi, senza pensare che una banca d’investimento sia l’Anticristo? In un post sul complottismo (fenomeno di cui ci occuperemo nei prossimi mesi per Limes), Stephen Walt ha spostato l’attenzione proprio su questo punto:

If well-connected elites are largely insulated from failure, and if ordinary citizens are unaware of the different connections and interests that bind key elites to one another, then the public (and even some policymakers) cannot accurately evaluate their advice or act to exclude them from power.

Sarà questo il caso di Goldman Sachs? Vedremo. Resta il fatto che personaggi come Robert Rubin sono presenti per prendere la medaglia di membri del “comitato che ha salvato il mondo“, spariscono quando le cose vanno male e si materializzano a qualche mese di distanza per dare lezioni sul futuro del capitalismo.

A proposito: dobbiamo scordarci Mario Draghi alla Banca Centrale Europea? Io dico di sì.

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28 gen

Ogni tanto succede. Nonostante le beghe di partito, le elezioni regionali. Nonostante la polemica spicciola e quel che si legge sui giornali. C’è un’Italia che va avanti lo stesso, con passione, e riflette, propone, innova. In maniera trasversale. LSDP è nato anche per questo, per raccontare questa Italia. Ed oggi vi raccontiamo di un piccolo grande progetto, che ha l’ambizione di contribuire a ridefinire le modalità con cui fare impresa ed innovazione sociale in Italia. Leggi il resto »

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24 dic

Il meeting della scorsa settimana del Gulf Cooperation Council (che raggruppa gli stati del Golfo Persico: Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, Oman) ha gettato le fondamenta di un nuovo sistema monetario, ispirato al sistema monetario europeo, mediante l’emissione di una valuta comune. Leggi il resto »

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