28
gen

Ogni tanto succede. Nonostante le beghe di partito, le elezioni regionali. Nonostante la polemica spicciola e quel che si legge sui giornali. C’è un’Italia che va avanti lo stesso, con passione, e riflette, propone, innova. In maniera trasversale. LSDP è nato anche per questo, per raccontare questa Italia. Ed oggi vi raccontiamo di un piccolo grande progetto, che ha l’ambizione di contribuire a ridefinire le modalità con cui fare impresa ed innovazione sociale in Italia. Leggi il resto »

24
dic

Il meeting della scorsa settimana del Gulf Cooperation Council (che raggruppa gli stati del Golfo Persico: Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, Oman) ha gettato le fondamenta di un nuovo sistema monetario, ispirato al sistema monetario europeo, mediante l’emissione di una valuta comune. Leggi il resto »

15
dic
La motivazione
Nell’Aprile del 2009 l’Abruzzo è stato colpito da un terribile terremoto: il sisma non ha solo causato una tragedia da un punto di vista umano ed una notevole distruzione di capitale fisico, ha anche intaccato la rete di rapporti commerciali e produttivi su cui si fondava l’economia della zona. La regione vive ora il rischio di sviluppare una dipendenza di lungo termine dagli aiuti pubblici: è quindi utile trovare misure di tipo non-assistenziale, che possano rilanciare lo sviluppo in modo pro-attivo ed auto-propulsivo.
L’idea
Combinare due innovazioni importanti: la microfinanza e l’aggregazione di risorse via web. In alcuni comuni abruzzesi sarà possibile applicare un sistema di microcredito a favore di piccoli esercizi produttivi o commerciali, utilizzando uno strumento di pubblicazione dei progetti e raccolta fondi basato su Internet.
Il microcredito, uno strumento legato al prestito di piccoli importi da utilizzare per realizzare attività generatrici di reddito, è in grado di superare alcuni limiti posti dalla richiesta di garanzie patrimoniali da parte del sistema bancario. Nella versione che si intende sviluppare, sarà anche possibile attingere ad un bacino più ampio di risorse finanziarie grazie alla rete. In particolare: c’è una massa di piccoli finanziatori potenziali (che possono o intendono fornire solo 30-50-100 Euro) che non ha la possibilità di entrare in contatto con gli utenti finali. Questa barriera può essere abbattuta creando un marketplace, sul modello eBay o Kiva.
Il servizio
Si parte dalla raccolta delle proposte di intervento sul territorio, sottoposte inizialmente da singoli individui o imprese, da parte di società finanziarie specializzate nel microcredito, ONG, associazioni. Questi progetti sono valutati e, se posseggono dei requisiti minimi di solidità, possono essere pubblicati sulla piattaforma web. Il sito porta ad un matching delle proposte con i finanziatori potenziali che possono scegliere liberamente quali sottoscrivere. Il prestito, da un punto di vista tecnico-finanziario, viene posto in essere attraverso un field partner, un intermediario finanziario presente sul territorio. E’ quindi possibile attivare un meccanismo di feedback continuo, basato sul principio del social rating e della valutazione reciproca tra tutti gli attori in gioco.
I vantaggi
L’allocazione di credito basata su web è un meccanismo funzionante, che negli ultimi anni ha prodotto dei modelli di business efficaci.
Dal punto di vista delle organizzazioni target che forniscono servizi di microcredito, c’è la possibilità di accedere ad un numero elevato di nuovi finanziatori. Allo stesso tempo, chi vuole fornire solo piccole somme può farlo con grande facilità, scegliendo i progetti e la destinazione dei fondi. C’è quindi una selezione competitiva dei progetti migliori, che può portare ad una elevazione progressiva della qualità delle proposte.
Di cosa c’è bisogno
La piattaforma verrà realizzata in collaborazione con diverse istituzioni partner. Inoltre, ci sarà in modo costante il supporto di un “advisory board”: sette persone esperte in diversi ambiti operativi (web development, finanza, comunicazione, …) a cui sarà possibile chiedere consiglio in modo periodico per quanto riguarda le principali criticità da affrontare.
C’è comunque bisogno di molto aiuto: supporto per la comunicazione dell’iniziativa, consulenze tecniche, convenzioni per ridurre i costi, collaborazione con le comunità di riferimento, accesso ai principali stakeholder.
I principi operativi
Il progetto ha una finalità sociale, ma verrà realizzato applicando i principi della social entrepreneurship: tecniche gestionali avanzate combinate ad un forte impulso innovativo. La piattaforma sarà realizzata con criteri di efficienza, facilità di utilizzo, rapidità e trasparenza. Renderà semplice ciò che è complesso, come se fosse un “twitter della finanza”.
L’idea è ambiziosa, ma è possibile realizzarla con tempi e costi ragionevoli.
Con l’aiuto della rete ed il supporto delle comunità sarà possibile fornire un contributo significativo per la ripresa dell’economia abruzzese e, in senso più generale, per stimolare l’innovazione sociale in Italia.

accade domaniCome ormai sapete, Raffaele Mauro de Lo Spazio della Politica ha vinto la prima edizione del concorso Accade Domani promosso dalla fondazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, grazie ad un progetto innovativo per risollevare l’economia dei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto. Qui di seguito Raffaele ci presenta gli obiettivi e gli strumenti operativi del suo ambizioso progetto. Nei prossimi mesi seguiranno altri aggiornamenti. Buona lettura. Leggi il resto »

01
dic
Dubai, finanza islamica, riforme!
Ancora oggi si registra un avvio negativo sui mercati del golfo, malgrado l’annuncio di ristrutturazione del debito del Dubai World. La notizia di oggi sembra essere che le piazze europee, anche sulla scia di Wall Street, resistono a differenza dei giorni precedenti.
Questa storia, quella di Dubai che fa tremare il mondo, riportandolo improvvisamente sull’orlo di un nuovo tracollo finanziario, con gli spettri della corsa agli sportelli sempre agitati dai più pessimisti, ci riporta saldamente con i piedi per terra, se mai le economie mondiali avessero ripreso a volare.
Troppo velocemente – a mio avviso – si è iniziato a parlare di ripresa, mentre bisognerebbe parlare di “rallentamento della caduta”; inoltre le economie più potenti non sembrano affatto aver appreso la lezione e il cammino di riforma delle istituzioni sovrannazionali è più ingolfato che mai. Dubai è un altro simbolo del vecchio sistema di fabbricazione del denaro che non c’è, un polo edilizio, rifugio per i capitali dei ricchi del mondo, vortice turbinoso di crescita gonfiata come una vela dal vento ultracapitalista e liberista. Anche questo paradiso artificiale, con meravigliose abitazioni futuristiche, piscine da sogno e dollari moltiplicati come i pesci ha iniziato a mostrare il suo vero volto, quello oscuro della bolla speculativa.
E ancora una volta il mondo scopre impreparato – mentre chiunque avrebbe potuto immaginare un simile finale – che in fondo c’era il trucco e ora i soldi non ci sono.
Cataclisma.
Quando imparerà il mondo occidentale – che pur ad alto prezzo, ha saputo garantire uno sviluppo eccezionale – a non rispecchiarsi così tanto nella sua grandiosità? Quando saprà recuperare un poco di saggezza e di umiltà, quando ritornerà ad introdurre le vere innovazione di cui questo pianeta e gli esseri umani hanno estremamente bisogno?
Qualche giorno fa scrivevo l’articolo sulla finanza islamica, che tanto suscita interesse negli Usa e in Europa per via della vastità dei fondi ad essa collegati: la crisi di Dubai è un test per la finanza “coranica” e per l’opaco sistema giudiziario dell’Arabia Saudita. Poiché i termini di questi strumenti prevedono una partnership tra creditore e debitore non è ancora chiaro cosa accadrebbe in caso di default, ad esempio del bond da 3,5 miliardi di dollari che appartiene alla Società real estate di Dubai World, Nakheel e che è in scadenza il prossimo 14 Dicembre.
Questa storia è la dimostrazione che nessuno è al riparo dall’effetto domino delle economie mondiali. Il virus attacca tutti, indipendentemente dalle regole che ciascuno di noi si da, morali o no, religiose o no. Le parole d’ordine sono riforma, armonizzazione ed innovazione. Senza di queste, non si sfugge. FM LSDP

dubaiAncora oggi si registra un avvio negativo sui mercati del golfo, malgrado l’annuncio di ristrutturazione del debito del Dubai World. La notizia di oggi sembra essere che le piazze europee, anche sulla scia di Wall Street, resistono a differenza dei giorni precedenti. Questa storia, quella di Dubai che fa tremare il mondo, riportandolo improvvisamente sull’orlo di un nuovo tracollo finanziario, con gli spettri della corsa agli sportelli sempre agitati dai più pessimisti, ci riporta saldamente con i piedi per terra, se mai le economie mondiali avessero ripreso a volare. Leggi il resto »

19
nov

mario draghiLa Banca d’Italia intende “capire meglio le caratteristiche” della finanza islamica “e le sue implicazioni per il sistema finanziario europeo e italiano“. Con queste parole il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha aperto il seminario organizzato la scorsa settimana da via Nazionale sulla finanza islamica. Leggi il resto »

10
apr

Dopo il G20, le questioni primarie dell’agenda internazionale in materia economico-monetaria sono passate nello scorso fine settimana sul tavolo di Praga. Le questioni, o meglio la questione al centro del vertice Ecofin è stata la supervisione finanziaria. L’Europa è giunta ancora divisa a causa di una Londra refrattaria a potenziare il ruolo della Bce, mentre è riuscita ad apparire unita nel sostenere l’avvicinamento dei criteri contabili tra Europa e Stati Uniti sugli asset tossici. Leggi il resto »