Master Affari Politicin
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26 ago
di Matteo Minchio      sezione: Politica globale
cameron-clegg6

In questo agosto sonnacchioso l’Italia del Pianeta elezioni si trastulla tra eventuali primarie dell’opposizione e crisi di governo, mentre nel mondo ci si preoccupa di questioni più serie, ad esempio la recessione economica o il futuro delle economie emergenti. È quindi corretto domandarsi se i primi segnali di ripresa che si sono registrati siano reali o, come paventa Mario Deaglio, siano solo un’illusione. Leggi il resto »

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17 ago
di Stefano Gatto      sezione: Politica globale
cannocchiale

Le colonne dei giornali vengono di solito accaparrate da una cronaca quotidiana dell’attualità politica, con enorme prevalenza della politica nazionale su quella globale: prevale infatti nell’opinione pubblica l’idea che la sfera politica, temperata al massimo dagli interessi economici, sia quella che decide l’essenziale della nostra vita. E che tutto, o quasi, lo decidano i politici all’interno dei nostri confini. Leggi il resto »

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14 giu
di Matteo Minchio      sezione: Politica globale
europa

Il gioco è finito? Il sogno europeo è ormai una semplice illusione? Forse la crisi economica non sarà solo un tornante della storia dell’integrazione europea, ma la sua definitiva pietra tombale. Una chiave interpretativa di questo genere appare forse pessimistica, ma è innegabile che l’impostazione data al precedente modello di integrazione avesse delle debolezze strutturali che hanno indotto a degli errori gravi con conseguenze catastrofiche sull’economia reale, come dimostra la crisi greca. Leggi il resto »

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11 giu
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale
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Contrariamente a quanto in molti pensano, le misure intraprese dai governi europei in risposta al cosiddetto “attacco all’Euro”, non rappresentano un ulteriore passo in avanti verso l’avvicinamento dei paesi membri e la convergenza verso un’Europa più coesa e coordinata. Ad esempio, il recente piano da 80 miliardi di euro varato in Germania, costringendo tutti gli altri paesi membri ad analoghe manovre restrittive, segna la fine delle residue speranze che ancora ingenuamente si potevano nutrire nel sogno europeista. Leggi il resto »

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08 giu
di Stefano Gatto      sezione: Politica globale
bocca

Le dimissioni del presidente tedesco Ernst Köhler invitano a qualche riflessione sul rapporto tra verità e menzogna in politica e sullo iato tra realtà del terreno e meccanismi decisionali nel caso delle grandi crisi internazionali. Leggi il resto »

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29 apr
merkel

Per Atene potrebbero essere i giorni della verità. Ieri mattina Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, è volato in tutta fretta da Francoforte a Berlino per esercitare la sua moral suasion sull’esecutivo giallo-nero di Angela Merkel, fino ad oggi tra i capi di governo più restii alla concessione di aiuti a fondo perduto alla Grecia. Leggi il resto »

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13 apr
di Matteo Minchio      sezione: Politica globale
Wolf

Il leader dell’UKIP Nigel Farage ha forse ragione quando si rivolge ad Herman Van Rompuy guardandolo con disprezzo e sottolineandone l’apparenza di “impiegato bancario di basso rango “. In effetti il Presidente del Consiglio europeo non si distingue certo per il suo carisma o la sua retorica. Forse però il suo ruolo é sottovalutato. Potenzialmente infatti la sua funzione é utile per mediare in un’istituzione, il Consiglio europeo, che negli ultimi anni si era modificato geneticamente passando da un club di gentiluomini un pò snob a un grande mercato dove regnava null’altro che la confusione. Leggi il resto »

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22 feb
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale
putin obama

In questi giorni assistiamo ad un importante riposizionamento della politica internazionale russa: questa si avvicina alle posizioni occidentali, indebolendo – e non di poco – le relazioni con Teheran. Al centro di questo riposizionamento la questione della consegna dei missili S-300, che Mosca aveva promesso all’Iran da ben cinque anni. Al solito, le cose sono state fatte alla maniera russa: in un primo momento le motivazione del ritardo sarebbero state di natura ‘tecnica’, mentre ci sono voluti alcuni giorni perché fosse confermata la vera motivazione, ovvero la volontà politica di non dotare l’ex alleato iraniano di batterie mobili che permetterebbero di intercettare non solo gli aerei, ma anche missili da crociera e balistici a medio e corto raggio, rendendo così piuttosto complicato un intervento militare diretto a colpire gli obiettivi nucleari iraniani. Ma quali sono le ragioni che hanno spinto la Federazione Russa a questo ripensamento? Due le  possibili chiave interpretative. Leggi il resto »

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