13
mar

La scorsa settimana il Parlamento turco ha approvato, con una larghissima maggioranza (229 voti a favore e solo 12 contro), il Progetto Nabucco, colossale impresa geostrategica ed economica che prevede di portare in Europa circa 31 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Il progetto era già stato ratificato lo scorso 13 luglio dai governi interessati in seduta comune, vale a dire quelli di Austria, Bulgaria, Romania, Turchia e Ungheria, alla presenza di Josè Manuel Barroso per l’Unione Europea e del Primo Ministro iracheno Nouri al-Maliki ed è stato ideato per far sì che venga del tutto bypassata la Russia come fornitrice di gas naturale all’Unione Europea. Leggi il resto »

22
feb

In questi giorni assistiamo ad un importante riposizionamento della politica internazionale russa: questa si avvicina alle posizioni occidentali, indebolendo – e non di poco – le relazioni con Teheran. Al centro di questo riposizionamento la questione della consegna dei missili S-300, che Mosca aveva promesso all’Iran da ben cinque anni. Al solito, le cose sono state fatte alla maniera russa: in un primo momento le motivazione del ritardo sarebbero state di natura ‘tecnica’, mentre ci sono voluti alcuni giorni perché fosse confermata la vera motivazione, ovvero la volontà politica di non dotare l’ex alleato iraniano di batterie mobili che permetterebbero di intercettare non solo gli aerei, ma anche missili da crociera e balistici a medio e corto raggio, rendendo così piuttosto complicato un intervento militare diretto a colpire gli obiettivi nucleari iraniani. Ma quali sono le ragioni che hanno spinto la Federazione Russa a questo ripensamento? Due le  possibili chiave interpretative. Leggi il resto »

10
feb

Un intervento politico e strategico più incalzante potrebbe essere il preludio della nuova strategia statunitense per l’area del Pacifico. Questa la convinzione di molti analisti dopo i segnali lanciati da Washington verso Pechino e Teheran. Segnali per certi versi chiari e decisi, che lasciano pensare ad un possibile cambiamento nell’approccio della Casa Bianca alle relazioni con la Cina e alla questione del programma nucleare iraniano. Leggi il resto »

06
gen

Di nuovo ci troviamo a dover parlare di Iran. Riteniamo sia d’obbligo, dal momento che in quel Paese si sta consumando una vera e propria rivoluzione sociale, qualsiasi sia l’esito cui assisteremo, che non può e non deve essere sottaciuta, vista l’importanza dell’Iran nel panorama geopolitico e strategico regionale ed internazionale e l’attualità del tema, essendo Teheran al centro di controversie internazionali da ormai almeno cinque anni. Controversie che, come nel caso della questione nucleare, hanno delle ricadute su tutto il pianeta, sia nella misura in cui vanno ad interessare davvero tutti i maggiori attori della politica internazionale, sia perché, dall’altro lato, riguardano processi politico-diplomatici che potrebbero un giorno ripresentarsi in altre parti del mondo per altri Paesi o per questioni simili. Leggi il resto »

17
nov

ahmadinejadE ci voleva Saviano in prima serata su RaiTre perché tutti noi ci ricordassimo che esiste ancora un posto, di cui peraltro qualche mese fa erano piene le prime pagine di tutti i quotidiani mondiali, in cui si continua a stuprare i dissidenti politici in carcere e a reprimere le manifestazioni di piazza, come accaduto ancora una volta la settimana scorsa. Quel posto è l’Iran e, a distanza di cinque mesi dalle ultime contestatissime elezioni e dalle manifestazioni di indignazione da tutte le parti del nostro Paese, sembra che tutto sia tornato alla normalità. Leggi il resto »

04
nov

OITTP-USA-IRAQ-RITIROAll’indomani dei sanguinosi attacchi che hanno colpito Baghdad domenica scorsa, torna prepotentemente di attualità la questione della strategia statunitense in Iraq, anche in considerazione del ritiro dai centri urbani voluto dal Presidente Obama durante l’estate. Leggi il resto »

12
set
Iran: prima di gridare “li staneremo”, come ai vecchi tempi, è il caso di ascoltare Stephen Walt.
04
set

ahmaNuovamente contro tutto e contro tutti. Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadi-Nejad, dopo aver imposto la propria elezione (al di là se vi siano stati brogli o meno) con la forza delle armi e dei bastoni delle guardie rivoluzionarie (i Basij), si trova in questi giorni a dover affrontare problemi di natura interna ed esterna circa la formazione del suo nuovo governo e, in particolar modo, di alcune scelte specifiche. Leggi il resto »

14
lug

KhameneiTEHERAN. A un mese dalle elezioni presidenziali e dai disordini che ne sono seguiti, una sottile patina di ghiaccio ha ricoperto il caldo fermento popolare che attraversa le nervature profonde della società iraniana. E’ il gelo dello stato di polizia, sceso sul Paese come una tardiva nevicata sui germogli di Marzo. E’ il gelo dei corpi speciali che, dopo il sermone di Khamenei del 19 giugno, e su disposizione diretta del Leader, hanno militarizzato le principali arterie di Teheran, Esfahan, Shiraz, Yazd, sospendendo in indefinitum lo stato di diritto.

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10
lug

truppeusa01gLo scorso 30 giugno i militari statunitensi di stanza in Iraq hanno lasciato tutti i centri urbani alla gestione delle Forze Armate locali. Il ritiro dalle città è previsto dal SOFA (Status of Force Agreement), il piano di ritiro negoziato tra Washington e Baghdad nello scorso novembre, che prevedeva il ritiro dei soldati americani da tutti i centri urbani entro la metà del 2009 e da tutto il territorio iracheno entro il 2011. Il ritiro statunitense lascia delle serie responsabilità riguardo la sicurezza agli iracheni e, soprattutto, lascia molti dubbi sull’effettivo disimpegno di Washington dall’Iraq, dal momento che la presenza e l’influenza in quell’area risulta ancora cruciale per la strategia e gli obiettivi geopolitici statunitensi. Leggi il resto »