Negoziati diretti con i palestinesi, passi concreti che si possono compiere per accelerare il processo di pace. Con queste intenzioni il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha lasciato Washington dopo i colloqui con il Presidente Barack Obama e l’ incontro sembra aver riportato un poco di armonia nelle relazioni tra i due alleati. Entrambi i premier hanno raggiunto il risultato politico che auspicavano all’approssimarsi di un appuntamento tanto importante quanto delicato, ma resta ora da verificare la reale fattibilità del progetto dei “due Stati” a fronte di una Knesset dominata da formazioni fortemente nazionaliste. Leggi il resto »
Terrorismo. Cosa vuol dire questa parola? Tanto e niente. La “pratica del terrore” rimane, a tutt’oggi, una di quelle zone d’ombra per cui ancora nessuno è riuscito a dare una definizione che, nella sua applicazione alla realtà, possa mettere tutti d’accordo. Non vi è, neanche in quel campo così romanticamente bello e sofisticato quanto costantemente inatteso come quello del diritto internazionale, una definizione che possa dare l’idea di cosa si intenda per terrorismo e a chi tale categoria semantica possa essere applicata. Leggi il resto »
Da un po’ non se ne parla, ma questo non vuol dire che la situazione in quel critico fazzoletto di terra ad Est del Mediterraneo che delimita lo Stato di Israele ed i Territori palestinesi non continui ad essere fluida come da sessant’anni a questa parte. Israeliani e palestinesi sono alla continua ricerca di una soluzione alla questione internazionale per antonomasia, ma il problema pare essere sempre lo stesso: la soluzione sperata è solo quella che garantisce unicamente i propri interessi, con nessuna o pochissime concessioni alla controparte. Leggi il resto »

Abbiamo più volte ribadito che l’idea centrale attorno alla quale si articolano gli interventi e le riflessioni di questo sito è quella della politica globale. Le tragiche notizie provenienti in queste ore da Gaza ci stanno ricordando, come se ce ne fosse bisogno, che il conflitto tra Israele e Palestina, per gli interessi strategici che ruotano attorno a questa contesa, è uno degli elementi principali di questa dimensione. Non è il caso di aggiungere dettagli alla cronaca degli attacchi israeliani su Gaza, visto che i media internazionali stanno monitorando minuto dopo minuto l’evolversi della situazione. Nella rete e su Facebook si stanno poi moltiplicando gli appelli di pace e le iniziative simboliche: la più efficace è senza dubbio quella della foto che vede ritratti, di spalle, un ragazzo israeliano ed uno palestinese abbracciati. Un’immagine tanto bella e suggestiva quanto drammaticamente impotente di fronte ad un corso degli eventi che sembra purtroppo dirigersi nella direzione opposta. Il vero pericolo da combattere in questo momento non è però l’impotenza, bensì l’indifferenza. Quello che possiamo fare è provare ad aggiungere qualche riflessione e considerazione politica attorno ad un problema così complesso e tragico, ed apparentemente privo di soluzioni. Leggi il resto »
Il momento elettorale si presenta come una sfida, presente, contro i fantasmi del passato e per i sogni futuri. Questo è ancor più vero in Medio Oriente.
Mentre i grandi occhi dei fratelli americani puntavano a Washington, in questi ultimi mesi, i figli dell’Oriente si preparavano già allo step successivo : il primo semestre del 2009, infatti, sarà altrettanto determinante per gli equilibri politici mondiali. Leggi il resto »