Master Affari Politicin
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12 giu
calcio__baldini

Dovunque egli sia, Edmondo Berselli ha seguito la diretta di Repubblica TV sull’Africa Day, perché il web è più forte della morte. E chissà cosa avrà pensato quando Romano Prodi, eterno “contemporaneo di Felice Gimondi”, ha incitato i giovani a prendere a calci i politici che sbarrano loro la strada. In realtà, il siparietto di Repubblica TV è un interessante punto di osservazione della politica italiana. Quattro i protagonisti: Leggi il resto »

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29 giu
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

Immaginare un’Italia dopo Berlusconi significa, da un lato, osservare la destra e le sue numerose forme – per ora appiattite sulla figura del leader, anche se con le interessanti novità che abbiamo cercato di cogliere in questo articolo – dall’altro immaginare quale potrà essere la strada che potrà imboccare (e imbroccare) l’attuale opposizione. In questo contesto, la giornata svoltasi sabato 27 giugno al Lingotto su iniziativa dei cosiddetti “piombini” rappresenta un buon punto di osservazione. Perché? Proviamo a rispondere. Leggi il resto »

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26 feb
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

Parto dall’intervista di ieri a Sandro Gozi sulle pagine de La Repubblica. Leggetela, poi si comincia. La questione che vuole, in questi giorni, giovani contro vecchi tra le fila del Partito Democratico è un tema che indica, meglio di molti altri particolari, il livello al quale sta precipitando la discussione pubblica italiana. Come per molti temi tutto è ridotto a una deludente semplificazione, inutile a spiegare la realtà ma molto utile per renderla comprensibile a chi della realtà non è solito capire nulla. Leggi il resto »

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24 gen
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

È difficile, ora come ora, comprendere cosa significhi la parola riformismo. È difficile perché, come per molte parole correnti al giorno d’oggi, è problematico rintracciare una definizione corretta. Non dirò: è difficile rintracciare lo schieramento d’appartenenza. Per un Paese capace di coltivare un proprio interesse nazionale è del tutto evidente che molte parole non solo possano ma debbano anzitutto risultare condivise da tutti i partecipanti al  gioco democratico. Di esempi ce ne sono a decine, tuttavia credo basti questo per intendersi: politica estera. Ma molte parole – troppe, oramai – sono dette ovunque e comunque, e diviene difficile orientarsi. Riformismo è tra queste, e l’insieme potrebbe facilmente riempirsi:  infrastrutture (tutti le vogliono), laicità (tutti la professano, salvo poi affrontare vicende come quella di Eluana), innovazione (e chi non innova al giorno d’oggi?), sicurezza (vuoi mettere?), etc. Leggi il resto »

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23 gen

Poco più di un mese fa ho scritto su questo sito un pezzo dal titolo “La contemporanea sparizione di D’Alema e Veltroni dalla vita politica italiana”. La sparizione non è (ancora) avvenuta, nel mentre il PD continua ad affondare e io continuo a crederci (nella sparizione). Alcuni hanno obiettato sull’incoronazione di Enrico Letta. D’altra parte, non penso che Letta sia il leader naturale del PD, mi limitavo a fornire alcune buone e valide ragioni per cui non mi vergogno di averlo sostenuto e per cui può essere una buona scelta. Inutile negare che ho sempre pensato a un’altra persona. Per questo i miei amici mi hanno accusato (giustamente!) di sardocentrismo. Eppure, sembra che la mia vecchia opinione negli ultimi tempi sia condivisa da molte persone, non solo da sardi o sardocentrici, quindi vale la pena di parlarne su un sito come Lo Spazio della Politica. Perciò, rimanendo convinto della necessità di una sparizione contemporanea di D’Alema e Veltroni affinché il PD combini non molto, ma qualcosa (o forse semplicemente una cosa, tanto per cominciare), parlerò questa volta di un’improvvisa apparizione.

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17 gen
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

Questo il testo del mio intervento alla Carovana di sabato 10 gennaio. Si tratta della director’s cut – rivista al momento per restare nei tempi giustamente concessi così da garantire la parola a tutti – leggermente corretta. Ho poi inserito qualche link utile: Leggi il resto »

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03 gen

Resta poco da aggiungere a quanto scritto ieri sulle pagine de La Repubblica da Tito Boeri. Di fatto, a mesi di distanza, si è giunti alla medesima soluzione che già stava profilandosi nel corso del governo Prodi: AirFrance diventarà azionista di maggioranza delle ceneri di Alitalia. Ad onor del vero, la situazione non pare neppure così ottimistica. Provo a riassumere. Dieci mesi fa AirFrance formalizzava la propria proposta. Putiferio. Al grido, letterale, di “Forza Italia”, un’opposizione mai così patriottica cominciava una lunga battaglia mediatica: Alitalia era – e sarebbe dovuta restare – italiana; Malpensa era – e sarebbe dovuta restare – la porta per il Nord Italia verso il Mondo. I sindacati si barricarono a difesa di esuberi per circa 2000 lavoratori. Spaventati da tanto trambusto, i francesi – e come biasimarli? – salutarono e tornarono nel loro Paese.

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17 dic

In Abruzzo il PD ha preso il 19,61%. Non male per un partito nato per governare il Paese. Ho paura di essermi perso qualcosa. Anche se un progetto politico non si costruisce con le dichiarazioni, dichiarazioni come “con l’UDC avremmo vinto”, dalla fonte autorevole di Giuseppe Fioroni, fanno ben sperare sul realismo dei dirigenti del PD.
Stando ai risultati e alle idee che hanno caratterizzato il 2008 ritengo, molto semplicemente, che il Partito Democratico sia alla frutta. Non riesco a contare gli amici che mi hanno detto che voteranno l’Italia dei Valori o comunque non voteranno il PD. Questo, per quanto nella vita ci siano cose più importanti, mi preoccupa. Perciò, anche se ovviamente non posso rivendicare nessuna autorevolezza in merito, da persona che ha contribuito alla nascita del PD in Sardegna (e anche qui ammetto che ne abbiamo combinate parecchie), vorrei proporre una soluzione temporanea in cui credo molto. Siccome questo è un sito che cerca di portare avanti una riflessione sulla “politica globale”, potrei riferirmi all’inadeguatezza del PD su queste questioni e su altre. Non voglio utilizzare questi argomenti perché non avrebbero alcuna presa comunicativa. Il progetto di questo sito, che è ancora in allestimento, è di approfondire. La mia soluzione temporanea, invece di approfondire, vuole essere velatamente drastica e concentrarsi sulla classe dirigente. Perciò non accetto la critica “ora bisogna pensare ai contenuti”. Perciò il primo articolo di questo progetto suona così: “la contemporanea sparizione di D’Alema e Veltroni dalla vita politica italiana”.

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