Master Affari Politicin
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20 lug
Dmitry-Medvedev-e-Steve-Jobs

In questi mesi la Russia é di gran lunga il paese più dinamico sullo scacchiere internazionale. Al centro di intrighi, come quello delle presunte spie sul territorio americano e al centro di importanti trattative che hanno l’obiettivo di riportarla in una posizione di primissimo piano all’interno degli equilibri mondiali. Leggi il resto »

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31 mar
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale
RUSSIA SCHOOL SEIZURE

Mi permetterete un incipit – si direbbe “colto” – per condurre poi un’analisi della situazione russa post attentati al metro di Mosca del 29 Marzo e del Daghestan del 31 Marzo. La storia non si ripete mai allo stesso modo, ma quasi. Sfogliando alcune delle pagine più belle della letteratura russa, ad esempio “Kapitanskaja dočka” (La figlia del capitano) di Alexander Pushkin, ritroviamo grosso modo le stesse tematiche della Russia contemporanea, gli stessi problemi, le stesse paure e gli stessi drammi; l’unica cosa che è cambiata sono le tecnologie e dunque le modalità tecniche di come questi problemi si manifestano. Leggi il resto »

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29 mar
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale
metro mosca

Ore 7.56 (5.56 italiane), scoppia la prima bomba nella metropolitana di Mosca e la Russia ripiomba nel terrore. L’esplosione avviene nella metropolitana della Lubjanka, manco a farlo a posta, la sede di ciò che fu il KGB. Non poteva esserci luogo più simbolico, a pochi passi dal Cremlino.
La seconda esplosione è avvenuta alle 8,38 (moscovite) presso la stazione del Parco della cultura sulla linea Sokolniceskaja. Le vittime nel primo dei due attentati sarebbero 25, di cui 14 nella carrozza e 11 nella pensilina. Si arriverebbe almeno a 40 morti, con il secondo attacco, sul quale non vi sono ancora informazioni certe. Leggi il resto »

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24 mar
mosca

Il sasso nello stagno lo abbiamo lanciato già da tempo. Bisogna costruire BRIC’s Italy, ora. In attesa di far crescere la sensibilità su questo tema, noi abbiamo cominciato dalla raccolta di testimonianze dei giovani italiani che vogliamo rendere protagonisti di questo network. Dopo l’India, ora è la volta della Russia, grazie alla preziosa collaborazione di Giuseppe Grimaldi. Le risposte alle domande che seguono ci permettono di comprendere la realtà russa, osservata e studiata da una postazione privilegiata come il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO). Un’intervista che sfata alcuni miti ed apre delle questioni che meritano approfondimento. Buona lettura. Leggi il resto »

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22 feb
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale
putin obama

In questi giorni assistiamo ad un importante riposizionamento della politica internazionale russa: questa si avvicina alle posizioni occidentali, indebolendo – e non di poco – le relazioni con Teheran. Al centro di questo riposizionamento la questione della consegna dei missili S-300, che Mosca aveva promesso all’Iran da ben cinque anni. Al solito, le cose sono state fatte alla maniera russa: in un primo momento le motivazione del ritardo sarebbero state di natura ‘tecnica’, mentre ci sono voluti alcuni giorni perché fosse confermata la vera motivazione, ovvero la volontà politica di non dotare l’ex alleato iraniano di batterie mobili che permetterebbero di intercettare non solo gli aerei, ma anche missili da crociera e balistici a medio e corto raggio, rendendo così piuttosto complicato un intervento militare diretto a colpire gli obiettivi nucleari iraniani. Ma quali sono le ragioni che hanno spinto la Federazione Russa a questo ripensamento? Due le  possibili chiave interpretative. Leggi il resto »

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21 dic
di Fabio Mineo      sezione: Politica globale

obama-medvedevI rapporti tra Bush Junior e Vladimir Putin erano iniziati sotto l’insegna del reciproco rispetto e della volontà di amicizia. In seguito al loro primo incontro ufficiale a Lubiana, Bush si era addirittura spinto a dichiarare “ho letto nei suoi occhi (di Putin) il senso della sua anima” e la volontà di collaborazione sembrava concreta. Inoltre Putin all’inizio della sua presidenza (1999) guardava davvero con animo possibilista all’entrata della Federazione Russa nella NATO, il che avrebbe significativamente ridotto le forze centripete che caratterizzano le periferie russe e avrebbe dovuto riportare Mosca sulla tavola imbandita di quelli che contano. Leggi il resto »

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26 nov
Se la Russia rimane “un rebus avvolto in un mistero che sta dentro ad un enigma” – nota, meravigliosa definizione del vecchio Winston Churchill – è anche perché il mondo occidentale si è raramente dedicato alla comprensione di quello che succede nella grande nazione russa e il modo in cui la sua leadership agisce in risposta al contesto in cui è costretta ad operare.
Questo libro, testimonianza storica e giornalistica del corrispondente da Mosca del Corriere della Sera, Fabrizio Dragosei, ci aiuta a fare luce sugli anni più difficili dell’attuale Federazione, quelli della implosione dell’Unione sovietica e della selvaggia transizione – incompleta – verso la democrazia.
Dragosei racconta e documenta il grande sacco dell’industria statale, tramite l’emissione dei voucher senza valore, che ha permesso a pochi dirigenti, in gran parte appartenenti alla vecchia elite, non solo di perpetrare, ma addirittura di ingigantire il loro potere politico e finanziario; grandi e rapide ascese e altrettanto grandi e rapide cadute come, ad esempio, nel caso degli oligarchi invisi al presidente Putin.
Dragosei ci racconta delle difficoltà di uno stato alle prese con una legalità incerta, una burocrazia e un immobilismo ereditate dal passato sovietico e l’incapacità di rinnovare le eccellenze industriali del passato; insomma di un paese con enormi potenzialità ed una tradizione straordinaria che sembra essere ancora affaticato, soffrire della sua recente storia.
Un valore aggiunto del libro, oltre la dettagliata narrazione degli avvenimenti dell’ultimo ventennio, è l’interessante interpretazione che Dragosei dà a questa storia: la figura di Boris Eltsin, spesso sminuita nei media occidentali – Eltsin è ricordato più come grande bevitore che come risoluto capo di stato – viene rivalutata, e paragonata al ruolo del traghettatore di una nave che versa in acque tempestose. Eltsin – si ricorda – fu il protagonista dell’interruzione del golpe militare in atto nel 1991, che aveva ormai messo Gorbacev nella condizione di prigioniero nella sua stessa dacia. Inoltre scorrendo le pagine del libro è facile rendersi conto del saggio tentativo – a mio avviso ben riuscito – di evitare un approccio “occidentale” nell’analizzare la storia russa.
Per comprendere il percorso che la Federazione Russa compirà nei prossimi anni, se si accontenterà di rimanere un paese esportatore di materie prime, se e come si avvicinerà all’Europa, se si avvia verso un percorso riformista o conservatore, è indispensabile capire quello che è successo nell’ultimo ventennio e quello che sta accadendo ai nostri giorni. Questo libro è dunque utile a tal scopo, poiché và ad arricchire la poverissima letteratura sul tema Russia post Urss; e ce n’era davvero bisogno.

DragoseiSe la Russia rimane “un rebus avvolto in un mistero che sta dentro ad un enigma” – nota, meravigliosa definizione del vecchio Winston Churchill – è anche perché il mondo occidentale si è raramente dedicato alla comprensione di quello che succede nella grande nazione russa e al modo in cui la sua leadership agisce in risposta al contesto in cui è costretta ad operare. Leggi il resto »

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05 ott
C’è un dibattito russo – sulla crisi, sul ruolo della Russia nello scenario internazionale, sulle nuove alleanze – che la discussione europea ignora e farebbe bene ad ascoltare. E’ il suggerimento lanciato da questo editoriale di Andrew Wilson sul sito dell’European Council on Foreign Relations.
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