Master Affari Politicin
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06 ago
brunetta-midj

Vittorio Zambardino e Stefano Quintarelli, partendo da posizioni opposte, hanno avviato una discussione proficua rispetto l’iniziativa del Ministro Brunetta, il Codice Azuni. Dal canto mio, alcune premesse e qualche considerazione. Leggi il resto »

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04 giu
pericolo

E’ da molto tempo che si diffonde una corrente di pensiero, che un tempo sarebbe stata definita “dissidente”, “no global” o anticapitalista, che denuncia la totale mancanza di etica nei comportamenti delle multinazionali e la grossa carica di ingiustizia che queste porterebbero nel mondo, compreso il mondo occidentale, ovvero il massimo beneficiario della globalizzazione sregolata. A questa corrente di pensiero, aderiscono anche importanti personalità del mondo scientifico e culturale, da premi nobel come Mohammed Yunus a scienziati (Wilkinson e Pickett nella loro “misura dell’anima”), da vecchi saggi come Amartya Sen a giovani promettenti dissidenti, come Raj Patel. Leggi il resto »

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04 mag
di Simone Comi      sezione: Politica globale
obama-wall-street-reform

Dopo la riforma sanitaria, la Casa Bianca ha presentato la riforma del sistema finanziario, progetto che è stato duramente criticato dalle banche e inizialmente bloccato dai Repubblicani. Sembra essere in corso una guerra tra i finanzieri di Wall Street e l’amministrazione democratica, che potrebbe pagare a caro prezzo questo scontro data l’imminenza delle prossime elezioni di mid-term per il rinnovo del Congresso. Leggi il resto »

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07 apr
Guido Rossi riflette sui nodi irrisolti della crisi globale, dal ruolo delle banche alla regolamentazione degli stipendi dei manager fino all’ascesa della Cina.
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16 mar
corruzione

Corruzione: e’ dal 1992 che in Italia non si parla di altro. La Prima Repubblica è stata travolta da un marasma di indagini giudiziarie e quel che ne è venuto fuori, stando alle più recenti cronache italiche, non è molto migliore. Se è possibile anzi, ci troviamo ancora più impreparati di fronte a questa nuova ondata di scandali, perché ci mancano gli anticorpi. Il sistema ha perso la capacità di autoregolarsi. La gestione della cosa pubblica è diventata un affare privato. Trasparenza, legalità e controlli sembrano essere parole ai più sconosciute. Non a caso, la performance italica è sempre pessima in tutti quegli indici che provano a misurare il livello di corruzione percepita. Transparency International, una ONG internazionale che ogni anno pubblica una classifica a riguardo, ci colloca al 63° posto su 180 Paesi, subito dopo la Turchia e a pari merito con l’Arabia Saudita. Considerati gli ultimi eventi, c’è da dire che forse siamo stati addirittura sopravvalutati. Leggi il resto »

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14 gen

Premessa. Quasi tutti gli “eroi fondatori” della rete meritano un posto d’onore nel nostro Pantheon, perché senza di loro LSDP non esisterebbe. Vivendo e lavorando in varie parti d’Italia e d’Europa infatti, l’unico modo per far procedere il nostro lavoro consiste nel destreggiarci tra Gmail, Google doc, riunioni su Skype. Ancora, senza Facebook e la possibilità di condividere ad un pubblico più vasto i nostri articoli, la diffusione “virale” in rete del nostro progetto non sarebbe mai partita e la nostra community non si sarebbe mai formata, motivo per cui saremo nei secoli grati a Marck Zuckerberg per la sua invenzione. Leggi il resto »

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04 ago
di Moris Gasparri      sezione: Politica globale

zaQualche tempo fa avevamo parlato dell’assenza dell’Europa dalla trasmissione televisiva di riferimento per tutti gli appassionati di politica globale, Fareed Zakaria GPS in onda sulla CNN. Negli ultimi tempi Zakaria ha però corretto il tiro sulle vicende politiche del vecchio continente, prima invitando il ministro degli esteri inglese David Miliband, poi, la scorsa settimana, il ministro delle finanze francese Christine Lagarde. Come sempre le interviste di Zakaria sono un capolavoro di sintesi, intelligenza e chiarezza. Vediamo cosa è uscito dal divertito colloquio del politologo indo-americano con la Lagarde. Leggi il resto »

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10 apr

Dopo il G20, le questioni primarie dell’agenda internazionale in materia economico-monetaria sono passate nello scorso fine settimana sul tavolo di Praga. Le questioni, o meglio la questione al centro del vertice Ecofin è stata la supervisione finanziaria. L’Europa è giunta ancora divisa a causa di una Londra refrattaria a potenziare il ruolo della Bce, mentre è riuscita ad apparire unita nel sostenere l’avvicinamento dei criteri contabili tra Europa e Stati Uniti sugli asset tossici. Leggi il resto »

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