Master Affari Politicin
Master Affari Politicin
07 mag
A complemento di quanto abbiamo scritto ieri sulla Singularity University in ottica italiana, qui e qui ci sono due interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra politica, scienza e sistema universitario.
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19 mar
no_nucleare

Francesco Stefanelli, 26 anni, si è laureato in Ingegneria all’Università di Bologna. Dopo aver svolto alcuni project work nell’ambito della qualità e degli studi di fattibilità per grandi aziende italiane, ora frequenta, in qualità di vincitore di una borsa di studio, un MBA presso ISTAO.  E’ contrario al ritorno al nucleare del nostro Paese. Leggi il resto »

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04 mar
antonini

Riprendiamo il nostro speciale “Tutta l’energia dell’Italia“. Dopo aver parlato la scorsa volta di “oro nero“, questa volta torniamo ad occuparci di energia solare. A parlarcene è Andrea Antonini, giovane ricercatore (ha partecipato come relatore ad alcuni dei maggiori convegni internazionali ed è autore di 4 domande di brevetto, nonché di numerose pubblicazioni scientifiche di settore) che al termine del dottorato di ricerca presso l’Università di Ferrara ha contribuito a fondare CPower srl, società che si occupa dello sviluppo di sistemi fotovoltaici a concentrazione. Con lui abbiamo parlato del ruolo della ricerca nello sviluppo delle energie rinnovabili e della situazione italiana. Buona lettura. Leggi il resto »

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04 gen
di Moris Gasparri      sezione: Italian politics

Uno dei motivi per cui nel “pianeta LSDP” crediamo nell’efficacia della politica globale sta nell’utilità, in alcune circostanze, della comparazione tra realtà politiche differenti. Abbiamo già parlato in passato del valore “esemplare” della leadership del primo ministro indiano Manmohan Singh. Oggi riprendiamo questa traccia, proprio per effettuare un parallelo con la politica italiana. Leggi il resto »

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16 dic
di Chiara Mazzone      sezione: Politica globale
Grande Sarko grande!
Il Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta  miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ?
Università e ricerca, crescita sostenibile, banda larga, trasformazione dell’economia e finanziamento delle infrastrutture: il Grande Prestito è il pentolone magico dove Nicolas Sarkozy puo’ permettersi di finanziare i grandi progetti del suo mandato, anche ad orizzonte presidenziale 2012. Non è un caso che il plateau di Saclay, parte del progetto metropolitano di una grande Parigi, si sia invitato alla tavola finanziaria dei commensali presidenziali. Sarkozy aveva diretto personalmente la Grande orchestra della Grande Parigi, creando ex-nihilo, un Super Metro (il Grande Otto) che collegherà i poli di ricerca e la zone economiche più promettenti dell’Ile-de-France. Non fa’ niente se i 12 milioni di franciliens (abitanti della regione parigina), i 10 milioni di banlieusards (abitanti delle banlieues) e i 3 milioni di pendolari non beneficeranno completamente di questo grande progetto. E’ per una grande causa e comunque per una grande metropoli. Il rischio è che, dopo la MasterCard pubblica delle prime due righe, si possa scadere nel gigantismo della pubblicità dei Pennelli Cinghiale, un grande pennello per una grande pennellata politica.
Se col Grand Emprunt e col Grand Paris Nicolas Sarkozy si ritrova imprigionato nella dinamica del gigantismo, gli avversari politici lo aiutano. Per François Hollande il Grand Emprunt diventerà una Grande Tassa. Ma Super Sarkozy tira dritto. Vuole un grande prestito per stimolare un’iper-crescita (parola di deputato UMP).  Il tutto si aggiunge alla tradizionale Grandeur française, che, col Grande Prestito , vuole creare le migliori università del mondo ( non necessariamente le più grandi, il piccolo in questo caso è criterio di selettività). In conferenza stampa Sarkozy lo ripete 4 volte in 5 minuti, se qualcuno non avesse capito l’ampiezza dei progetti presidenziali…  Poi c’è la ricerca, poi le infrastrutture, poi l’economia della conoscenza, la banda larga e la “numerizzazione” del patrimonio cinematografico e degli archivi francesi…
“Grande” è quindi la parola magica di questa fine d’anno pre-regional elettorale. “Sei grande grande grande, sei grande solamente tu..”. Nonostante la statura, forse lo si puo’ dire a Nicolas Sarkozy.
Quando Sarkozy parla, sembrerebbe poter trasformar in oro, e di conseguenza in cospicui finanziamenti, alcuni progetti nel suo campo d’azione politica. Riflettiamo pero’ bene sulla realtà di questo Grande Prestito. Non dimentichiamo che le cinque priorità presidenziali ( e marginalmente anche del Primo Ministro François Fillon ) sono in gran parte già iscritte nei contratti Stato-Regione che organizzano le relazioni stato-enti locali da ormai 25 anni. Non illudiamoci dunque. Gli attesi 60 miliardi, saranno si’ disponibili, ma concorreranno, in parte, a rimpinguare i fondi di priorità da tanto tempo trascurate.
Al di là di tutto cio’, applaudiamo al fatto che Sarkozy si posiziona al di fuori dell’urgenza dei piani di rilancio. « Se non ci fosse stata la crisi, il grande prestito ci sarebbe stato comunque ». Gli investimenti che faremo oggi, saranno i frutti di domani. Bisogna esserci all’appuntamento col futuro, voilà la nuova forma dell’identità presidenziale, e forse anche  francese. E facciamo, in fine, due conti: 60 miliardi di Grande Prestito, 38 miliardi di piani di rilancio (2009 e 2010). Quasi 100 miliardi all’appello, i conti tornano. E cifra tonda.Il Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta  miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ?

FRANCE SARKOZYIl Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta  miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ? Leggi il resto »

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18 nov

green italyTorino, Italia. Secondo la classifica stilata nel primo semestre 2009 dalla Jato Dynamics, fra i 25 principali marchi automobilistici europei la Fiat si aggiudica la palma di produttore con il più basso valore di CO2 emesso dalla propria gamma, 129,1 g/km. Leggi il resto »

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10 ott

foglia artificialeNulla di misterioso e tecnologicamente all’avanguardia. Si tratta del processo chimico più antico ed efficiente che esista: la fotosintesi clorofilliana. Le piante infatti usano la luce del sole per convertire acqua e anidride carbonica in zucchero e questo è, ancor oggi,il più valido ed efficace metodo di conversione di energia solare. L’obiettivo, da tempo perseguito, è quello di costruire foglie artificiali in grado di catturare i raggi solari e trasformarli in energia. Leggi il resto »

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03 mag

E’ stato presentato qualche settimana fa a Roma il paper sullo stato dell’università italiana realizzato da Vision, giunto ormai alla terza edizione. Si tratta di un lavoro innovativo ed importante, che merita di essere analizzato nel nostro sito perché presenta molte cose in comune con i temi di fondo del nostro progetto dedicato alla politica globale, in particolare rispetto ai modi in cui questo orizzonte può servire alla comprensione politica dell’Italia attuale. Partiamo da una constatazione. Nel dibattito pubblico italiano manca un’analisi seria e complessiva del problema della ricerca universitaria. Si vive e ci si dibatte ancora nel mito di una “riforma” a cui la politica crede sempre meno, e che ad ogni cambio di governo anima contestazioni studentesche sempre meno capaci di incidere e da tempo avviate a trasformarsi in vuota ritualità. Leggi il resto »

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