Grande Sarko grande!
Il Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ?
Università e ricerca, crescita sostenibile, banda larga, trasformazione dell’economia e finanziamento delle infrastrutture: il Grande Prestito è il pentolone magico dove Nicolas Sarkozy puo’ permettersi di finanziare i grandi progetti del suo mandato, anche ad orizzonte presidenziale 2012. Non è un caso che il plateau di Saclay, parte del progetto metropolitano di una grande Parigi, si sia invitato alla tavola finanziaria dei commensali presidenziali. Sarkozy aveva diretto personalmente la Grande orchestra della Grande Parigi, creando ex-nihilo, un Super Metro (il Grande Otto) che collegherà i poli di ricerca e la zone economiche più promettenti dell’Ile-de-France. Non fa’ niente se i 12 milioni di franciliens (abitanti della regione parigina), i 10 milioni di banlieusards (abitanti delle banlieues) e i 3 milioni di pendolari non beneficeranno completamente di questo grande progetto. E’ per una grande causa e comunque per una grande metropoli. Il rischio è che, dopo la MasterCard pubblica delle prime due righe, si possa scadere nel gigantismo della pubblicità dei Pennelli Cinghiale, un grande pennello per una grande pennellata politica.
Se col Grand Emprunt e col Grand Paris Nicolas Sarkozy si ritrova imprigionato nella dinamica del gigantismo, gli avversari politici lo aiutano. Per François Hollande il Grand Emprunt diventerà una Grande Tassa. Ma Super Sarkozy tira dritto. Vuole un grande prestito per stimolare un’iper-crescita (parola di deputato UMP). Il tutto si aggiunge alla tradizionale Grandeur française, che, col Grande Prestito , vuole creare le migliori università del mondo ( non necessariamente le più grandi, il piccolo in questo caso è criterio di selettività). In conferenza stampa Sarkozy lo ripete 4 volte in 5 minuti, se qualcuno non avesse capito l’ampiezza dei progetti presidenziali… Poi c’è la ricerca, poi le infrastrutture, poi l’economia della conoscenza, la banda larga e la “numerizzazione” del patrimonio cinematografico e degli archivi francesi…
“Grande” è quindi la parola magica di questa fine d’anno pre-regional elettorale. “Sei grande grande grande, sei grande solamente tu..”. Nonostante la statura, forse lo si puo’ dire a Nicolas Sarkozy.
Quando Sarkozy parla, sembrerebbe poter trasformar in oro, e di conseguenza in cospicui finanziamenti, alcuni progetti nel suo campo d’azione politica. Riflettiamo pero’ bene sulla realtà di questo Grande Prestito. Non dimentichiamo che le cinque priorità presidenziali ( e marginalmente anche del Primo Ministro François Fillon ) sono in gran parte già iscritte nei contratti Stato-Regione che organizzano le relazioni stato-enti locali da ormai 25 anni. Non illudiamoci dunque. Gli attesi 60 miliardi, saranno si’ disponibili, ma concorreranno, in parte, a rimpinguare i fondi di priorità da tanto tempo trascurate.
Al di là di tutto cio’, applaudiamo al fatto che Sarkozy si posiziona al di fuori dell’urgenza dei piani di rilancio. « Se non ci fosse stata la crisi, il grande prestito ci sarebbe stato comunque ». Gli investimenti che faremo oggi, saranno i frutti di domani. Bisogna esserci all’appuntamento col futuro, voilà la nuova forma dell’identità presidenziale, e forse anche francese. E facciamo, in fine, due conti: 60 miliardi di Grande Prestito, 38 miliardi di piani di rilancio (2009 e 2010). Quasi 100 miliardi all’appello, i conti tornano. E cifra tonda.Il Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ?
Il Segretario Generale ne aveva proposti 100. Non c’è limite alla spesa pubblica francese, per tutto il resto, c’è Sarkozy. Se il Segretario propone cifra tonda a due zeri, che per motivi di comunicazione è chiara e allettante, i vertici (uno di destra e uno di sinistra) della Commissione preposta al “Grande Prestito” ne propongono 50. I ministri dell’Economia a Bercy tirano il cordone. La Commissione europea storce il naso. Lui ne mette sulla tavola 35. Pubblici. Lui è Sarkozy. Ma spera che, tra investimenti privati, locali ed europei, si arrivi a 60. Sessanta miliardi di euro, non stiamo giocando con i numeri di una tombola. 60 miliardi, un mezzo punto di PIL. Ma qual è la vera portata del “Grand Emprunt” francese, il Grande Prestito annunciato dal Presidente della Repubblica in conferenza stampa ? Leggi il resto »