03
mar
Un articolo su Foreign Policy invita i policymakers americani a prendere sul serio il Parlamento Europeo, alla luce del voto sul caso SWIFT.
22
feb

In questi giorni assistiamo ad un importante riposizionamento della politica internazionale russa: questa si avvicina alle posizioni occidentali, indebolendo – e non di poco – le relazioni con Teheran. Al centro di questo riposizionamento la questione della consegna dei missili S-300, che Mosca aveva promesso all’Iran da ben cinque anni. Al solito, le cose sono state fatte alla maniera russa: in un primo momento le motivazione del ritardo sarebbero state di natura ‘tecnica’, mentre ci sono voluti alcuni giorni perché fosse confermata la vera motivazione, ovvero la volontà politica di non dotare l’ex alleato iraniano di batterie mobili che permetterebbero di intercettare non solo gli aerei, ma anche missili da crociera e balistici a medio e corto raggio, rendendo così piuttosto complicato un intervento militare diretto a colpire gli obiettivi nucleari iraniani. Ma quali sono le ragioni che hanno spinto la Federazione Russa a questo ripensamento? Due le  possibili chiave interpretative. Leggi il resto »

19
feb

Dopo quasi un anno passato a “euromeditare”, possiamo finalmente rivendicare un primo risultato “scientifico” del nostro lavoro. Uno dei temi su cui abbiamo riflettuto in varie occasioni – l’UE vista dagli altri attori globali o l’Europa degli altri, per usare il nome della formula da noi coniata – sembra ora aver trovato un riconoscimento anche all’interno di quegli european studies da noi spesso criticati per la loro scarsa capacità di analisi realistica. Il riconoscimento arriva da Paris Sciences Po, dove Zaki Laidi, uno degli esponenti più acuti ed affermati della politologia europea, ha lanciato una call for papers internazionale (alla quale forse parteciperemo anche noi) per valorizzare questo aspetto fin qui marginale nel dibattito accademico. Leggi il resto »

19
feb
Enrico Beltramini e un articolo sulla politica americana assolutamente da non perdere.
10
feb

Un intervento politico e strategico più incalzante potrebbe essere il preludio della nuova strategia statunitense per l’area del Pacifico. Questa la convinzione di molti analisti dopo i segnali lanciati da Washington verso Pechino e Teheran. Segnali per certi versi chiari e decisi, che lasciano pensare ad un possibile cambiamento nell’approccio della Casa Bianca alle relazioni con la Cina e alla questione del programma nucleare iraniano. Leggi il resto »

08
feb
E c’è ancora, negli Stati Uniti. Anche il New Yorker analizza la svolta populista dei Democratici.
03
feb

La misteriosa sparizione di Barack Obama dallo Spazio della Politica continua. Un motivo c’è: ci vergogniamo e ci autocensuriamo. Macché realisti: vogliamo vivere nel mondo delle fate. Abbiamo eretto una Grande Muraglia per salvaguardare i lettori dalle sconfitte e mantenere vivo il sogno. Il tag “Obama” rimpicciolisce, ormai se la gioca con “Italia”, e perfino “Europa”. Sullo Spazio della Politica, Ted Kennedy non è mai morto. Un po’ di “team of rivals”, un po’ di Camelot 2.0, e ripartiamo. Il sogno vive ancora e c’è sempre tempo. Fino a quando “the time is gone, the song is over, thought I’d something more to say“.

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02
feb

E’ in edicola da oggi il nuovo numero di Limes, “C’era una volta Obama”. Qui trovate il sommario e qui il programma della presentazione romana del volume. Una lettura da non perdere. Domani su LSDP torniamo anche noi sul tema. Stay tuned.

29
gen

Marco Travaglio ha recentemente concentrato la sua penna su Guido Bertolaso, con un articolo in cui riassume le polemiche suscitate dalle dichiarazioni del capo della Protezione Civile sui soccorsi di Haiti durante “In mezz’ora” di Lucia Annunziata. L’articolo di Travaglio è più graffiante e immaginifico delle riflessioni seguite al terremoto abruzzese, pur intitolate “Bertolaso e Mussolini“. Quasi nessuno se n’è accorto, ma gli “Anni Zero” nella politica italiana sono stati all’insegna di  Bertolaso e Travaglio. Pensateci: Bertolaso è stato battezzato dal Giubileo del 2000, Travaglio dalla partecipazione a Satyricon nel 2001. Da lì in poi, il loro peso mediatico e politico è cresciuto a dismisura, e in uno scenario di Bertolaso leader dell’Italia dopo Berlusconi (scenario confermato dall’iniziale B, che è una scienza esatta), le loro strade sono destinate a incontrarsi, con Travaglio che sparerà cannonate su B2 mentre noi staremo a parlare di Fini e Vendola, di Blair sì o Blair no.

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23
gen
Fareed Zakaria analizza le varie poste in gioco del conflitto tra Google e la Cina.