22
feb

Lo scandalo degli appalti che ha coinvolto la Protezione civile ed il suo capo Guido Bertolaso, in realtà non ha toccato le competenze fondamentali per le quali nacque il sistema di protezione civile in Italia, ma solo la parte del Dipartimento Protezione Civile (DPC) che si occupa dei Grandi Eventi.
Tralasciando completamente i risvolti penali, che d’altronde sono di responsabilità personale, l’attenzione dei media si è diretta proprio sulle vicende personali e i possibili errori del Capo Dipartimento, nonché Sottosegretario, nonché inviato straordinario ad Haiti. Il dibattito politico ha completamente tralasciato sia le storture che derivano dalla scelta di conferire alla protezione civile l’organizzazione e gestione dei grandi eventi, sia le procedure fraudem legis seguite dal DPC nella gestione dei recenti disastri naturali, dal terremoto de L’Aquila, alle colate di fango di Scaletta Zanclea (Messina), all’ultima frana a Maierato (Vibo Valentia). Leggi il resto »

16
feb

Esiste la verità storica ed esiste la verità processuale. Dobbiamo a Francesco Cossiga alcune delle illuminazioni migliori nel commento della politica italiana, ad esempio questa sua recente rammemorazione dell’adagio del grande giurista sardo Salvatore Satta. La verità processuale non appartiene all’analista politico. Quella storica sì, ed è di questa che ci occuperemo in questo articolo di commento alle risposte date da Bertolaso alle fatidiche dieci domande di Eugenio Scalfari. Leggi il resto »

28
gen

Ogni tanto succede. Nonostante le beghe di partito, le elezioni regionali. Nonostante la polemica spicciola e quel che si legge sui giornali. C’è un’Italia che va avanti lo stesso, con passione, e riflette, propone, innova. In maniera trasversale. LSDP è nato anche per questo, per raccontare questa Italia. Ed oggi vi raccontiamo di un piccolo grande progetto, che ha l’ambizione di contribuire a ridefinire le modalità con cui fare impresa ed innovazione sociale in Italia. Leggi il resto »

17
dic
L’interesse legittimo appartiene alla sfera sostanziale del nostro sistema amministrativo che, anzi, intorno a questo gravità. Un prodotto logico, ma non di per sé automatico, delle relazioni tra privati e amministrazione pubblica. Un prodotto culturale dove la maggioranza, ancora una volta, sceglie e ha scelto per le minoranze. L’interesse legittimo é il fiocco di un pacchetto e, allo stesso tempo, la sorpresa. Si tratta della sorpresa caratterizzante i sistemi continentali di diritto, quelli che seguono le orme della tradizione romana, prima, e francese, poi – quelli stessi che avanzano con carrelli e carrelli di codici al seguito, sì, ma dai quali non si può prescindere. L’Italia é rappresentante fedele di questo schema eppure, allo stesso tempo, la sua emblematica sconfitta.
Perché la creazione di una posizione diversa ed alternativa al diritto soggettivo, forse non era necessaria. Perché assicurare il Diritto, prima e a prescindere dai soggetti, era forse più urgente. Perché almeno fino all’inquinamento operato dalla common law, il sistema amministrativo parlava di giustizia, ma spesso la toglieva, parlava di buon andamento, ma rallentava, parlava di imparzialità, ma favoriva relazioni particolari e clientelari. Così nacque il Regno d’Italia e così, senza rotture, la Repubblica del 1948. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge (art. 97, Costituzione italiana).
Eppure, proprio nel momento di sua massima autorevolezza – con la consacrazione costituzionale – il sistema iniziava a non poter più nacondere le sue debolezze e, con queste, lasciava spazio alla rivoluzione di pensiero che favorisce le alternative. Il contemporaneo e progressivo sviluppo istituzionale europeo, infatti, richiedeva mediazioni non indifferenti. Perché, per fornire dei significativi esempi, né il concetto di common law, né quello della vergine Maria erano, né sono, comuni – comunitari. (…) Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe (…) (art. 12, Codice civile).
Oggi, il nuovo interesse legittimo ha paternità ibrida. E la famiglia della Pubblica Amministrazione non é più la stessa. Concezioni di spazio e di tempo mutate, chiedono al Paese di alzare la bandiera, ma pure di levare l’ancora: questi due passaggi, diversi ma complementari, sono entrambi necessari. Questi due passaggi sono urgenti. Perché la sfida identitaria non sta nell’attacamento al passato, ma proprio nelle sfide future. ‘Oggi é già domani’ : questa é la scommessa, la forza che potrebbe rivelarsi incontrollabile. ‘Oggi é già domani’ : da qui riparte anche la Pubblica Amministrazione che, per esistere, deve ridefinire se stessa e, nel farlo, non perdere la sua essenza. I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione (…) (art. 98, Costituzione italiana).
L’innegabile presupposto di rifiuto della staticità, il quale bivio allontana il proseguio dal regresso, non deve però essere frainteso.‘Those who cannot remember the past are condemned to repeat it’ (G. Santayana) : questo é il solo Stato che ci appartiene e in questo risiede la sua importanza, come dirigente delle sorti da radice comune. In questo stato nasce e vive la Pubblica Amministrazione, da questo interagisce e si confronta con il mondo, con l’altro da sé. In questo Stato la Pubblica Amministrazione rileva la sua autorità e importanza, come guida e coordinamento fondamentali. Da questo stato e in questo Stato si pensa e produce la rinascita comune. Forse, anche domani, con interessi legittimi, purché questi non siano più particolari.

pubblica_amministrazioneL’interesse legittimo appartiene alla sfera sostanziale del nostro sistema amministrativo che, anzi, intorno a questo gravita. Un prodotto logico, ma non di per sé automatico, delle relazioni tra privati e amministrazione pubblica. Un prodotto culturale dove la maggioranza, ancora una volta, sceglie e ha scelto per le minoranze. L’interesse legittimo é il fiocco di un pacchetto e, allo stesso tempo, la sorpresa. Si tratta della sorpresa caratterizzante i sistemi continentali di diritto, quelli che seguono le orme della tradizione romana, prima, e francese, poi – gli stessi che avanzano con carrelli e carrelli di codici al seguito, sì, ma dai quali non si può prescindere. L’Italia é rappresentante fedele di questo schema eppure, allo stesso tempo, la sua emblematica sconfitta. Leggi il resto »

26
nov
Se la Russia rimane “un rebus avvolto in un mistero che sta dentro ad un enigma” – nota, meravigliosa definizione del vecchio Winston Churchill – è anche perché il mondo occidentale si è raramente dedicato alla comprensione di quello che succede nella grande nazione russa e il modo in cui la sua leadership agisce in risposta al contesto in cui è costretta ad operare.
Questo libro, testimonianza storica e giornalistica del corrispondente da Mosca del Corriere della Sera, Fabrizio Dragosei, ci aiuta a fare luce sugli anni più difficili dell’attuale Federazione, quelli della implosione dell’Unione sovietica e della selvaggia transizione – incompleta – verso la democrazia.
Dragosei racconta e documenta il grande sacco dell’industria statale, tramite l’emissione dei voucher senza valore, che ha permesso a pochi dirigenti, in gran parte appartenenti alla vecchia elite, non solo di perpetrare, ma addirittura di ingigantire il loro potere politico e finanziario; grandi e rapide ascese e altrettanto grandi e rapide cadute come, ad esempio, nel caso degli oligarchi invisi al presidente Putin.
Dragosei ci racconta delle difficoltà di uno stato alle prese con una legalità incerta, una burocrazia e un immobilismo ereditate dal passato sovietico e l’incapacità di rinnovare le eccellenze industriali del passato; insomma di un paese con enormi potenzialità ed una tradizione straordinaria che sembra essere ancora affaticato, soffrire della sua recente storia.
Un valore aggiunto del libro, oltre la dettagliata narrazione degli avvenimenti dell’ultimo ventennio, è l’interessante interpretazione che Dragosei dà a questa storia: la figura di Boris Eltsin, spesso sminuita nei media occidentali – Eltsin è ricordato più come grande bevitore che come risoluto capo di stato – viene rivalutata, e paragonata al ruolo del traghettatore di una nave che versa in acque tempestose. Eltsin – si ricorda – fu il protagonista dell’interruzione del golpe militare in atto nel 1991, che aveva ormai messo Gorbacev nella condizione di prigioniero nella sua stessa dacia. Inoltre scorrendo le pagine del libro è facile rendersi conto del saggio tentativo – a mio avviso ben riuscito – di evitare un approccio “occidentale” nell’analizzare la storia russa.
Per comprendere il percorso che la Federazione Russa compirà nei prossimi anni, se si accontenterà di rimanere un paese esportatore di materie prime, se e come si avvicinerà all’Europa, se si avvia verso un percorso riformista o conservatore, è indispensabile capire quello che è successo nell’ultimo ventennio e quello che sta accadendo ai nostri giorni. Questo libro è dunque utile a tal scopo, poiché và ad arricchire la poverissima letteratura sul tema Russia post Urss; e ce n’era davvero bisogno.

DragoseiSe la Russia rimane “un rebus avvolto in un mistero che sta dentro ad un enigma” – nota, meravigliosa definizione del vecchio Winston Churchill – è anche perché il mondo occidentale si è raramente dedicato alla comprensione di quello che succede nella grande nazione russa e al modo in cui la sua leadership agisce in risposta al contesto in cui è costretta ad operare. Leggi il resto »

09
nov
Roberto Saviano intervistato su Dillinger.it. Parole da ascoltare e meditare con attenzione.
01
nov

Italy after BerlusconiL’Italia di Berlusconi è stata anche l’Italia dell’euro, dell’allargamento, dei grandi traguardi europei. Oggi l’Unione Europea appare però in crisi e richiama a delle domande. Più a fondo: se ritornano gli stati nella loro centralità e l’orizzonte europeo è in crisi, che ne è della nazione che era europeista anche per sfiducia nelle proprie istituzioni nazionali? Leggi il resto »

27
ott

Italy after BNon si può parlare dell’Italia dopo Berlusconi senza riconoscere ciò che l’Italia è effettivamente stata, dal 1993 a oggi: il paese di Berlusconi. Il “paese che amo” del discorso della discesa in campo ha ricambiato il suo amore per molto tempo. Leggi il resto »

08
ott

euromeditazioni logoCon la ratifica irlandese del trattato di Lisbona avvenuta lo scorso fine settimana, l’Europa ha di nuovo trovato spazio nel circuito mediatico. Il quadro delle novità introdotte dal nuovo trattato è ormai chiaro; l’ultimo serio ostacolo verso l’adozione definitiva è adesso rappresentato dall’opposizione del presidente ceco Klaus, che non ha ancora firmato la ratifica. Aldilà degli imprevisti dell’ultima ora, il dibattito sulle prospettive dell’Unione Europea “dopo Lisbona” va tolto dalla naftalina politologica degli “european studies” e messo a confronto con la realtà, come avevamo suggerito qualche mese fa. Proviamo di nuovo a farlo analizzando in quattro punti alcuni temi caldi sul tappeto della politica europea. Leggi il resto »

07
set

madeSulla scia delle provocazioni leghiste su gabbie salariali e dialetti, e della polemica attorno alle celebrazioni per l’anniversario dell’unità d’Italia in programma tra due anni, il dibattito sul tema dell’identità nazionale ha dominato le cronache estive della politica italiana. L’appello all’immagine unitaria dell’Italia è però avvenuto nella quasi totalità dei casi con la testa girata all’indietro. Leggi il resto »